Patt, Demagri: ''Dobbiamo evitare di isolarci in previsione del congresso. Serve coraggio per una nuova fase, faremo una scelta di campo''
Paola Demagri, capogruppo in consiglio provinciale del Patt, giudica positivo un nuovo progetto di centro dove gli Autonomisti "siano protagonisti". "Il Patt in questo momento - spiega - deve avere il coraggio di interrogarsi, di guardarsi negli occhi ed elaborare pensieri critici".

TRENTO. Un Patt che guarda avanti, diventando protagonista di un nuovo progetto politico di centro ma soprattutto che metta la parola fine al suo "isolamento'. Sono parole importanti quelle che arrivano dalla capogruppo degli Autonomisti in Consiglio Provinciale, Paola Demagri. Concetti e valori che aiutano a tratteggiare i nuovi contorni di un partito autonomista che non può più rimanere fermo ma deve diventare forza propulsiva per il bene del Trentino e della sua comunità. “Dobbiamo avere coraggio” ripete più volte la consigliera mentre pensa al futuro del suo partito.
Consigliera Demagri, in questi giorni è stato presentato il manifesto per un nuovo progetto di centro. E' stato lanciato da Dellai ma è sostenuto da una centinaio di firme. Lei cosa ne pensa di questa opportunità?
Io lo voglio considerare prima di tutto un documento. Non posso dire che è un progetto perché siamo davanti a dei mattoncini per costruire qualcosa di importanti per il futuro. Abbiamo un documento ricco di contenuti che ci permettono di sviluppare e declinare delle idee per un Trentino migliore.
E' un progetto però che vuole dare vita ad una forte area di centro. La stessa area a cui guarda il Patt. Questo è quello che serve per il Trentino ?
Assolutamente sì. E' un documento realizzato attraverso una modalità partecipativa con una forte apertura verso determinate forze politiche che sentono l'esigenza di un centro. E' un modo innovativo di approcciarsi alla politica e si parla di coraggio. Oggi il coraggio serve, è quello che può aiutarti a sviluppare un percorso che ti permette di guardare al futuro.
Nei giorni scorsi il presidente del Patt, Franco Panizza, ha fatto capire che il partito non ha nessuna intenzione di prendere una posizione in vista del 2023. Nessuna “etichetta”, la volontà di non schierarsi. E' una scelta giusta?
Il Patt in questo momento deve avere il coraggio di interrogarsi, di guardarsi negli occhi ed elaborare pensieri critici. Serve coraggio non tanto per fare questo confronto ma per riuscire ad elaborare un nuova fase e guardare avanti per essere protagonista in questa area di centro.
E quale altro coraggio deve avere il Patt oggi?
Secondo il mio parere il Patt in questo momento deve evitare di isolarsi anche in previsione del Congresso. E' terminata questa era che si conciliava bene con le scelte fatte nel 2018, dobbiamo avviarci verso un'era nuova nella quale non dobbiamo stare immobili. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il Trentino la sua comunità.
Quindi il Patt deve fare una scelta di campo.
Certo, la deve fare ma tutto deve essere fatto un passo alla volta. Oggi non acceleriamo la camminata. E' inutile dire ora dove andremo, c'è il centro che è quello di cui il partito autonomista ha bisogno perché è la sua area.
Nel Manifesto lanciato da Dellai potrebbe esserci anche Grisenti. Lei cosa ne pensa?
Io non mando in rottamazione nessuno. Soprattutto non mando in rottamazione le idee delle persone. E' fondamentale prendere i migliori spunti che ci sono anche dal passato per portarli avanti con nuove forze e nuova linfa.
Ma questa nuova area di centro avrà le carte in regola anche per esprimere un candidato o una candidata presidente?
Assolutamente si, auspico che questa area di centro possa esprimere un candidato o una candidata presidente. Sappiamo benissimo che per andare al governo bisogna avere i numeri. Un'area di centro dovrà chiamare a raccolta più forze politiche per riuscire a governare il Trentino. Se sarà espresso un presidente, sarà un presidente non di solo un'aurea ma di tutti i trentini.
“Lasciate ora alle nuove generazioni costruirsi il proprio futuro” ha detto a ilDolomiti, Mauro Agosti, segretario dei giovani del Patt. Le nuove leve cercano spazio.
A me piace parlare di neofiti e di esperti. Non mi piace parlare di vecchi o giovani. Dai neofiti è importantissimo prendere la nuova linfa, la grinta e le idee. Dagli esperti l'expertice di una visione politica. Io credo che questo mix che può anche camminare poi sulle gambe dei giovani, possa dare la giusta energia e il giusto equilibrio per un nuovo progetto politico.














