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| 25 set 2021 | 12:27

Ricalcolo delle indennità, Verdi e Futura restituiranno le loro: presentato un ddl per cancellare gli aumenti votati Lega, Svp e Forza Italia

I cinque consiglieri del gruppo Verde regionale (fra cui Coppola e Zanella) hanno fatto sapere che restituiranno l’intera somma legata al ricalcolo delle indennità, sia arretrati che gli aumenti: “Presentato un ddl per eliminare ogni adeguamento automatico”

Ricalcolo delle indennità, Verdi e Futura restituiranno le loro
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Come riportato da Il Dolomiti in questi giorni i consiglieri provinciali (sia trentini che altoatesini) hanno ricevuto in busta paga la nuova indennità, ricalcolata al rialzo su base Istat, e pure gli arretrati maturati dal 2013. Si parla di circa 500 euro mensili in più con gli arretrati che in alcuni casi hanno sfiorato i 17mila euro. Questi sono i risultati di un provvedimento approvato lo scorso luglio con i voti di Lega, Svp e Forza Italia.

 

Durante le votazioni le opposizioni, anche alla luce del particolare momento legato all’emergenza Covid, avevano sollevato molte critiche. Non è un caso che ora ci sia chi ha deciso di smarcarsi. I cinque consiglieri del gruppo Verde regionale hanno fatto sapere che restituiranno l’intera somma (sia arretrati che gli aumenti) e hanno già presentato un nuovo disegno di legge regionale che affida la decisione su eventuali adeguamenti futuri a un processo partecipativo che coinvolga società civile e parti sociali.

 

Del gruppo fanno parte sia consiglieri trentini che altoatesini. Si tratta di Lucia Coppola (Verdi), Paolo Zanella (Futura) e i tre esponenti dei Verdi-Grüne dell’Alto Adige, cioè Dello Sbarba, Foppa e Staffler. Il gruppo aveva votato contro l’adeguamento Istat anche perché manteneva il meccanismo degli aumenti automatici, di cui praticamente nessun’altra categoria di lavoratrici e lavoratori gode.

 

“Coerentemente con quel nostro voto contrario – spiegano i consiglieri – adesso restituiremo l’intero importo netto ricevuto in più rispetto all’ultima normale busta paga. Restituiremo dunque sia la somma una tantum a titolo di arretrati, sia gli aumenti mensili di indennità e rimborso spese”. Le somme versate saranno destinate al fondo regionale per il sostegno della famiglia e dell’occupazione.

 

Non solo, perché il gruppo ha depositato un disegno di legge regionale per riformare la materia dei futuri adeguamenti delle indennità consiliari. Fra i punti salienti del ddl ci sono l’eliminazione di ogni adeguamento automatico Istat delle indennità, oltre all’istituzione di un processo partecipativo che dovrà decidere se adeguare o meno le indennità consiliari. “Con questa proposta – aperta a contributi e miglioramenti, sottolineano i consiglieri – vogliamo creare un sistema per definire le indennità consiliari che sia condiviso dalla società civile e che dunque restituisca alle istituzioni fiducia e credibilità”.

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