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Salvini annuncia la zona gialla per il Trentino, Crisanti: ''Chi parla di riaperture non si rende conto della situazione''

Ieri il leader della Lega ha spiegato che è stato l'assessore Failoni ad anticipargli che verranno tenuti aperti i ristoranti all'aperto oggi si attende una presa di posizione della Provincia di Trento ma intanto il virologo Crisanti spiega che ''in Inghilterra hanno riaperto ma lì hanno 30 o 40 morti al giorno e il 60% della popolazione vaccinata. Le aperture vanno fatte sulla base dei vaccinati e delle persone infette. Qualsiasi altra valutazione è dettata dall'ignoranza nel migliore dei casi, nel peggiore è per l'appunto demagogia"

Di L.P. - 15 aprile 2021 - 12:42

TRENTO. Salvini lo ha annunciato ai microfoni nazionali: ''Questa mattina (martedì 13 aprile, ndr) ho sentito l'assessore al turismo della Provincia di Trentomi ha preannunciato l'apertura dei ristoranti all'aperto". Dichiarazioni che hanno dato speranza ai tanti trentini che attendono con ansia che si possa tornare ad aprire ma che sono parse anche una strana fuga in avanti.

 

La curva del contagio è, fortunatamente, calata e il livello di decessi, grazie alle misure nazionali, in questa terza ondata è stato tenuto sotto controllo in Trentino (mentre in autunno quando il governo provinciale è riuscito a mantenere la zona gialla utilizzando i test antigenici che non venivano conteggiati dalle statistiche nazionali è stato letteralmente travolto) ma a molti è sembrato un tentativo di forzare la mano al Governo servendosi della Provincia di Trento (territorio dotato di autonomia, con pochi abitanti e quindi poco influente su scala elettorale nazionale ma buono per poter dire, poi, che se non si è aperto è colpa di altri e amministrato dalla Lega) visto che comunque il contagio ancora c'è anche in Trentino ma soprattutto c'è nel resto del Paese.

 

Sulla questione è intervenuto il professore di microbiologia all'Università di Padova Andrea Crisanti che a Fanpage ha detto che anche rispetto a chi parla di zone gialle e di una riapertura generale per il 2 giugno ''non credo che sia utopia, ma demagogia, che è molto peggio. Le aperture bisogna farle guardando al numero di vaccinati e delle persone infette, per cui è anche difficile fare previsioni per i prossimi mesi, anche per l'estate. Qualsiasi altra valutazione è dettata dall'ignoranza nel migliore dei casi, nel peggiore è per l'appunto demagogia".

 

Sulle riaperture poi il professore è molto critico. “Per riaprire bisogna guardare al numero dei vaccinati e a quello delle persone infette. È difficile fare previsioni per i prossimi mesi, anche per l’estate. Chi parla di riaperture non si rende conto della situazione. In Inghilterra hanno allentato le misure col 60% di vaccinati”. Ed ha aggiunto: ''In Inghilterra ieri hanno per la prima volta rimosso alcune restrizioni portando tutto il Paese in quella che potremo definire la nostra zona gialla italiana. Eppure lì ci sono 30 o 40 morti al giorno, per circa duemila casi, con circa il 60% della popolazione vaccinata e noi vogliamo passare dalla zona arancione alla gialla? Qui qualcuno sbaglia di grosso".

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