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Test salivari, il 5 novembre Fugatti diceva: ''Possiamo essere all'avanguardia'', poi ancora annunci e propaganda. Intanto li fanno dappertutto tranne in Trentino

Pochi giorni fa l'Università di Padova ha presentato i risultati del suo studio condotto da ottobre a dicembre su 5579 dipendenti dell'Ateneo con quasi 20.000 campioni. A Palermo li fanno alla Fiera, in Piemonte li faranno all'Allianz Stadium e in Friuli la scorsa settimana il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi ha dato il "via libera all'uso del tampone salivare". E pensare che il 5 novembre in Trentino c'era chi titolava: ''Coronavirus, al via i testi salivari con 3.000 tamponi al giorno. Fugatti: 'Trentino sempre all’avanguardia'''

Di Luca Pianesi - 14 febbraio 2021 - 05:01

TRENTO. ''Lo studio ha dimostrato come questo sistema di prelievo e auto-raccolta della saliva, mantenendo l'accuratezza diagnostica, sia vantaggioso rispetto alla raccolta di campione nasofaringeo in termini di procedure (quest’ultimo prevede un procedimento più invasivo e indaginoso) e in termini di tempi poiché elimina l’attesa legata alla raccolta del tampone''. Di cosa stiamo parlando? Dei test salivari, quelli che da mesi, ciclicamente, vengono annunciati in conferenza stampa da Fugatti e soci come il grande, futuro, contributo trentino alla causa mondiale del tracciamento per contenere la pandemia.

 

Quei test salivari il cui avvio alla sperimentazione veniva annunciato il 5 novembre con Fugatti che davanti ai cittadini diceva: “Il sistema trentino sta rispondendo alle notevoli difficoltà che stiamo affrontando facendo gioco di squadra, con grande spirito di collaborazione. Il tema dei test salivari è molto interessante e sapere che possiamo essere all’avanguardia su questo fronte, può aiutarci molto nella fase critica in cui ci troviamo”. Ovviamente il sito di partito (quello delle voci che condivide sempre il presidente della Provincia e d'altronde a questo servono certe sparate) all'indomani titolava già ''Coronavirus, al via i nuovi test salivari con 3.000 tamponi al giorno. Fugatti: 'Trentino sempre all’avanguardia''' ma anche gli organi di informazione più attenti hanno, ovviamente, dato la notizia parlando della ipotetica via trentina allo screening (qui il nostro articolo).

 

Un mese dopo, il 12 dicembre il comunicato della Provincia dal titolo ''Test salivari, iniziato il conto alla rovescia nei laboratori di Mattarello'' recitava: ''La speranza è di poter portare al di fuori della nostra provincia il metodo trentino di gestione dei test salivari ed estenderlo ad altre regioni. “Crediamo tantissimo in questo progetto - ha ripetuto più volte i presidente Fugatti - e siamo orgogliosi che nel piccolo Trentino operino studiosi e centri di ricerca in grado di sviluppare in tempi stretti e in una situazione difficile, dei progetti di ricerca cosi avanzati”''

 

Poi altri annunci, buoni per altra propaganda, e 10 giorni fa, il 2 febbraio, visto che ancora a quattro mesi da quel ''Coronavirus, al via i nuovi test salivari'', abbiamo chiesto come il Dolomiti spiegazioni al virologo del Cibio Pizzato il quale ci ha detto che "Siamo in dirittura d'arrivo. I laboratori sono pronti e il personale sarà selezionato nel corso di questa settimana". Ebbene quattro giorni fa il comunicato stampa dal titolo ''Test salivari molecolari efficaci per il contenimento di infezione da Sars-Cov-2'' che conteneva la frase di inizio articolo. Il problema? Che Trento non c'entra. Il comunicato arriva dall'Università di Padova che, come tantissime altre realtà italiane, ha lavorato allo studio dei test salivari.

 

L'Ateneo patavino ha condotto un lungo e articolato studio sui test salivari per individuare il Covid, partendo l'8 ottobre e concludendo il 24 dicembre, e ha coinvolto i dipendenti dell'Università: 5579 quelli che hanno aderito (tasso di partecipazione dell'86%), per un totale di 19.850 campioni salivari raccolti e valutati con tecnica molecolare (rRT-PCR) per SARS-CoV-2.

 

''La saliva - si legge nel comunicato - è stata auto-raccolta tramite il dispositivo Salivette, una provetta che contiene un batuffolo di cotone che viene masticato per almeno un minuto al mattino prima di far colazione. Sono stati identificati otto punti di raccolta dislocati nei vari Dipartimenti universitari e dotati di scatole per la consegna dei campioni. Una volta al giorno, le scatole sono state trasportate in laboratorio per l’esame molecolare. Nel lasso di tempo osservato sono stati identificati 62 campioni positivi, con una frequenza dello 0,31%. Il personale dipendente con risultati positivi alla saliva è stato sottoposto entro 24 ore al tampone nasofaringeo (NPS): i test hanno avuto una concordanza nel 98% dei casi. Il paziente con test salivare positivo ma nasofaringeo negativo presentava una bassa carica virale (Ct>33). Entro 24 ore dal risultato positivo, è stato attivato il tracciamento dei contatti per dipendenti e studenti che frequentano lo stesso ambiente di lavoro''.

 

Insomma il Trentino non ha mai avuto nessuna esclusiva tanto che in Alto Adige sono già stati fatti in alcune scuole prima di Natale (QUI LA NOTIZIA), in Piemonte l'assessore alla Ricerca applicata Covid della Regione, Matteo Marnati il 22 gennaio annunciava che saranno fatti al drive through dell'Allianz Stadium: ''Finalmente ora potremo partire con la sperimentazione dei nostri test autoprodotti, interamente made in Piemonte" (QUI NOTIZIA). Il 13 gennaio sono stati fatti a Palermo alla Fiera per valutarne l'efficacia e da mesi anche il Friuli Venezia Giulia lavora a questi test tanto che la scorsa settimana è stato dato, dal vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi, il "via libera all'uso del tampone salivare".

 

''Con il via libera del comitato etico all'uso del test salivare - scrive il Friuli.it - sarà possibile validare questo nuovo metodo, già sperimentato a Paularo durante lo screening di massa della popolazione. Un risultato notevole poiché questo tampone, rispetto ai metodi tradizionali, risulta più sensibile di circa il 10%. Le donne e gli uomini del Friuli Venezia Giulia sono sempre in prima linea per dare il proprio contributo: grazie al grande impegno dei talenti della nostra terra nella ricerca, nella scienza e nella medicina, risorse preziose e fondamentali più che mai in questo periodo difficile".

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