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Un nuovo ospedale ai Masi di Cavalese? La Regola dice “no grazie”: “Meglio ristrutturare quello vecchio”

La Regola di Cavalese, emanazione della Magnifica comunità di Fiemme proprietaria del vivaio forestale dove dovrebbe essere realizzato il nuovo ospedale, si oppone al progetto presentato da Fugatti: “La realizzazione attraverso un progetto privato di un’opera di così grande valore genera forti dubbi, a partire dai costi che passeranno da 47 a 120 milioni di euro”

Di Tiziano Grottolo - 20 May 2021 - 18:27

CAVALESE. Ormai sono decenni che si parla della ristrutturazione dell’ospedale di Cavalese ma proprio quando sembrava che si fosse pronti a partire la Giunta Fugatti, è proprio il caso di dirlo, ha estratto dal cappello un nuovo progetto che prevederebbe di costruire da zero una nuova struttura. La formula prescelta sarebbe poi quella del cosiddetto project financing, che permetterebbe al privato che si occupa della costruzione anche di gestire la struttura.

 

Come c’era da aspettarsi l’ennesimo cambio di programma ha trovato dei sostenitori solo tra gli stessi promotori della maggioranza (l’idea è stata bocciata anche da Marco Ioppi, presidente dell’Ordine dei medici). Ad ogni modo il progetto, che sembra non dispiacere alla Giunta Fugatti, prevederebbe la realizzazione del nuovo ospedale nella zona del vivaio forestale in località Masi. C’è però un ostacolo, infatti quei terreni non solo sono incompatibili con la realizzazione di una struttura simile, così come previsto dal Piano urbanistico provinciale e dal Piano regolatore generale, ma non sono nemmeno di proprietà della Provincia. Il vivaio forestale in località Masi appartiene infatti alla Magnifica comunità di Fiemme che non sembrerebbe intenzionata a cederlo.

 

In tal senso si è espressa la Regola di Cavalese, presieduta dal Regolano Franco Corso, che può essere considerata come l’emanazione locale della Magnifica comunità. “Ad oggi – sottolinea il consiglio di Regola di Cavalese – alla Magnifica Comunità di Fiemme non è pervenuta nessuna richiesta formale e/o informale di cessione dell’area da parte provinciale e/o di imprese private che propongono il project financing”.

 

La Regola di Cavalese poi, punta il dito contro l’importante aumento dei costi “che passeranno da 47 a 120 milioni di euro”. Inoltre non mancano altre criticità come “il consumo di suolo con la perdita di un importante vivaio forestale” ma anche i tempi incerti della realizzazione. “La realizzazione attraverso un progetto privato di un’opera di così grande valore genera forti dubbi – inoltre – non sono chiari i motivi reali di interesse che giustifichino una tale scelta considerando anche le possibili speculazioni sul vecchio ospedale”. Alla luce di queste considerazioni la Regola di Cavalese ritiene che si debba proseguire con il progetto di ristrutturazione già avviato.

 

Insomma, se dalle parti di Piazza Dante spesso si è parlato di “protagonismo dei territori” nelle decisioni politiche poi, la realtà dei fatti sembra essere un’altra e cioè che i territori possono essere “protagonisti” solo quando si trovano allineati alle scelte della maggioranza provinciale.

 

Dal canto suo il sindaco di Cavalese, Sergio Finato, si è dimostrato fin da subito molto scettico sul nuovo progetto preferendo di gran lunga proseguire secondo i piani prestabiliti, cioè procedere con la ristrutturazione di quello esistente. Come spiegava il primo cittadino a Il Dolomiti: “Siamo più orientati a portare avanti il progetto attuale di ristrutturazione per diverse ragioni. Sono già stati stanziati 33 milioni e il progetto esecutivo sarebbe in capo all’azienda che vince l’appalto. Si dovrebbe poi modificare il Pup e tutto l'impianto urbanistico. Non solo, si andrebbe a consumare altro suolo. Il vecchio ospedale – osservava Finato – garantisce più velocità d’esecuzione e rappresenta la soluzione più sostenibile a livello economico, ambientale e sociale”.

 

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