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Nuovo ospedale di Cavalese, il sindaco Finato: ''Restiamo coerenti sul vecchio progetto. La scuola e la sanità devono restare nel pubblico''

Perplessità anche nel Circolo di Fratelli d'Italia Cavalese-valli dell'Avisio. Il tema è ritornato in Aula, Fugatti: "Il ruolo della Pat fino ad ora non c’è stato, così come non risultano incontri tra esponenti politici o dirigenti provinciali con i privati prima della presentazione del progetto". Zeni: "Procedura appare poco trasparente"

Di Luca Andreazza - 13 April 2021 - 21:37

CAVALESE. "Restiamo coerenti e continuiamo a sostenere il vecchio progetto per la riqualificazione dell'ospedale". Queste le parole di Sergio Finato, sindaco di Cavalese, sull'ipotesi della proposta in finanza di progetto per la costruzione di un nuovo nosocomio a servizio delle valli di Fiemme, Fassa e Cembra

 

A fine marzo è stata depositata in Provincia una proposta per realizzare il nuovo ospedale (Qui articolo). Non si conosce ancora molto del progetto che prevede di ricorrere al project financing: una formula che consente al privato che si occupa della costruzione anche della gestione della struttura. Un mix pubblico-privato che in questo caso sembra inoltre rilanciare l'opzione di delocalizzazione invece della ristrutturazione dell'attuale polo. 

 

"Noi siamo più orientati a portare avanti il progetto attuale di ristrutturazione per diverse motivazioni. Sono già stati stanziati 33 milioni e il progetto esecutivo sarebbe in capo all'azienda che vince l'appalto. Si dovrebbe poi modificare il Pup e tutto l'impianto urbanistico. Non solo, si andrebbe a consumare altro suolo. Il vecchio ospedale - dice il primo cittadino di Cavalese - garantisce più velocità d'esecuzione e rappresenta la soluzione più sostenibile a livello economico, ambientale e sociale".

 

Dubbi anche sul project financing. "Scuola e sanità - evidenzia Finato - devono stare saldamente nel solco pubblico. Questa è la nostra posizione, ma il discorso è molto ampio e deve riguardare anche le amministrazioni vicine che usufruiscono di questo servizio e con cui era stato condiviso un percorso. A Cavalese comunque vorremmo puntare sul recupero e sul rilancio dell'esistente".

 
Quella del nuovo ospedale di Cavalese è una vicenda complessa e recentemente lo Scario di Fiemme si era dimesso ("Motivi di salute") ma l'ipotesi del trasferimento del nosocomio rischia di diventare ancora più complicata (Qui articolo). In questa partita dubbi anche all'interno del Circolo di Fratelli d'Italia Cavalese-Valli dell'Avisio.

 

"Non è nostra intenzione - commenta Fratelli d'Italia - entrare nel merito delle scelte, sappiamo benissimo che esistono pro e contro come in tutte le scelte che riguardano situazioni che segneranno nel bene e nel male il futuro del nostro territorio. Una decisione che investe la popolazione di tre vallate a nostro avviso meriterebbe una consultazione popolare dove siano le persone a esprimere le proprie convinzioni. Non abbiamo sentito parlare di servizi e contenuti".

 

L'attesa è quella di conoscere meglio il nuovo progetto. "L'attuale struttura per quanto datata ha ancora molto da dire e da dare. Deve rimanere a disposizione del sociale, della sanità e del bene comune. Vederlo chiudere per scopi imprenditoriali privati che non siano a disposizione, come detto, del sociale, della sanità o del bene comune ci vedrà in prima linea, a tutti i livelli politici, per ostacolarne gli intenti. In attesa di risposte, circa il progetto, da parte del governo provinciale vigileremo attentamente e ci confronteremo con tutti gli attori interessati per il bene delle nostre valli, senza facili entusiasmi spesso dettati solo da futuri scopi elettorali". 

 

Intanto si è ritornati a parlare di questa nuova ipotesi anche in Consiglio provinciale. L'ex assessore Luca Zeni ha chiesto alla Giunta di chiarire quale sia stato l’iter che ha portato alla presentazione di un progetto alternativo sulla collocazione dell’ospedale di Cavalese, che ruolo abbia avuto la Provincia, che incontri e con chi siano stati svolti da parte di esponenti politici o dirigenti provinciali prima della presentazione del progetto.

 

"Il 17 marzo - dice il presidente Maurizio Fugatti - è pervenuta una proposta da parte di una società privata di un progetto di finanza per il nuovo ospedale e si sta verificando la completezza della documentazione. Poi ci sarà il passaggio nel Nucleo di valutazione dei progetti privati, che dovrà dare una risposta entro 90 giorni. In base al risultato la Giunta potrà dichiarare l’interesse pubblico. Il ruolo della Pat fino ad ora non c’è stato, così come non risultano incontri tra esponenti politici o dirigenti provinciali con i privati prima della presentazione del progetto".

 

Una risposta che però non ha soddisfatto il consigliere in quota Partito democratico. "Il presidente non ha spiegato come si è arrivati a questa proposta dei privati. La risposta non dà chiarimenti su una procedura che appare poco trasparente. Una situazione, vista anche le necessità dell’ospedale, che non è buona", conclude Zeni.

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