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Nuovo Ospedale di Cavalese, Manica: ''Ferro illustra il progetto Mak ai dipendenti. Inaccettabile fuga in avanti''. Cia: ''A che titolo lo ha fatto?''

Mentre ad oggi l'unico impegno che ha preso la Provincia è quello di ristrutturare e allargare l'edificio già esistente la Giunta sembra spingere (contro il volere del territorio) per l'ipotesi proposta dalla Mak costruzioni di un nuovo ospedale da realizzare con un partenariato pubblico-privato in località masi di Cavalese (su terreni da espropriare). Negli scorsi anni Fugatti ha presentato il progetto ad amministratori locali e ieri è toccato al dg dell'Apss farlo con il personale sanitario della zona. Eppure non esiste ancora nessun mandato politico per portare avanti questo progetto. I dubbi, bipartisan, di Manica e Cia

Di Luca Pianesi - 11 novembre 2022 - 18:00

TRENTO. Da destra a sinistra i dubbi sulla vicenda legata al nuovo ospedale di Cavalese proposto da un privato al pubblico (nel dettaglio la Mak costruzioni alla Provincia che ha nell'assessora Segnana la massima rappresentante dell'apparato sanitario) stanno aumentando sempre di più. E il fatto che per giovedì 10 fosse fissato un incontro con il direttore generale dell'Apss Antonio Ferro e i dipendenti dell'ospedale di Cavalese proprio per ''illustrare l'ipotesi progettuale per un nuovo ospedale delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra'' è parsa una stranissima fuga in avanti.

 

''Ciò che lascia basiti - spiega il consigliere di Fratelli d'Italia Claudio Cia - e che genera dubbi sul come l’incarico di direttore generale dell’Apss venga interpretato, è che il dottor Antonio Ferro, assieme alla sua struttura, sembra impegnato a sdoganare questa proposta, alternativa rispetto a quella favorita dalla cittadinanza di ricostruzione dell’ospedale sul medesimo sedime che, nel 2018, ebbe pure il plauso della stessa Apss, in assenza di un vero e proprio indirizzo fornito dalla Giunta provinciale. Una fuga in avanti senza un mandato politico''. Infatti ad oggi nulla è stato votato o discusso. Nei fatti c'è la comunità che chiede di ristrutturare-riqualificare l'Ospedale già esistente e poi c'è la proposta privata di farne uno nuovo in un altro luogo (su terreni, tra l'altro, da espropriare) e, piuttosto inspiegabilmente, la Giunta Fugatti sembra decisamente orientata per questa seconda strada tanto da andare a presentare il progetto lei stessa in loco (come accaduto lunedì scorso).

 

''Siamo al paradosso - prosegue Claudio Cia - sebbene la Giunta provinciale non si sia ancora pronunciata con un atto ufficiale sulla sussistenza o meno di un interesse pubblico alla realizzazione del Nuovo Ospedale di Cavalese (un provvedimento che è comunque atteso per i prossimi giorni), pare ci sia già qualcuno all’opera per generare consenso attorno a tale proposta. E’ così che, mentre nessuno dei Consiglieri provinciali – fatti salvi quelli che abitano nelle Valli dell’Avisio – è stato coinvolto o invitato alla riunione con gli Amministratori locali svoltasi a Tesero lo scorso lunedì (essendo quindi costretti a racimolare qualche briciola di notizia dai media locali), il direttore generale dell’Apss Antonio Ferro ha convocato e incontrato il 10 novembre i dipendenti dell’Ospedale di Cavalese per illustrare l’ipotesi progettuale per un nuovo ospedale delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra''.

 

Qualcosa di molto strano che lascia stupefatto anche il consigliere del Partito democratico Alessio Manica: ''Sulla vicenda del nuovo ospedale di Cavalese, che la Giunta provinciale vorrebbe realizzare attraverso un partenariato pubblico-privato sulla base del progetto presentato dalla ditta MAK di Lavis, si aggiunge un nuovo preoccupante capitolo. Infatti ieri il direttore generale dell'Apss Ferro, ha incontrato il personale sanitario dell'ospedale di Cavalese per illustrare il progetto della MAK per la realizzazione del nuovo polo in località Masi. Ciò che è inaccettabile è che stiamo parlando a tutt'oggi di un progetto di iniziativa privata non ancora approvato dalla Giunta provinciale o da altro organo pubblico, ma che già il dottor Ferro ritiene di dover presentare come futura soluzione per la sanità delle valli dell'Avisio. A che titolo lo ha fatto? Su indicazione di chi? Con quale finalità?''.
 
Manica prosegue spiegando che ''questo nuovo evento si aggiunge alla totale mancanza di trasparenza dell'iter sin qui intrapreso da parte della Giunta Fugatti, che dapprima non ha dato notizia della proposta della Mak ne agli amministratori né alle comunità locali avviando parallelamente la compravendita dei terreni necessari alla costruzione del nuovo ospedale, oltrepassando in questo modo sia gli enti locali che il Consiglio provinciale. Ciò che è peggio - completa il consigliere Dem - a mio avviso, è che si sta parlando di un progetto privato, visto che a tutt'oggi l'unico progetto approvato dalla Provincia è quello relativo alla ristrutturazione e ampliamento dell'ospedale esistente. Ancora una volta come già visto in questa vicenda si consegna la regia di un settore importante come quello della sanità pubblica nelle mani dei privati, contestualmente riducendo gli investimenti pubblici in sanità come visto in questi giorni nella proposta di bilancio avanzata dalla Giunta''.

 

''Sono sicuramente apprezzabili la manifesta volontà d’incontrare Amministratori locali e dipendenti dell’attuale ospedale di Cavalese - conclude invece il consigliere di Fratelli d'Italia Cia - e le rassicurazioni del Presidente della Giunta Provinciale Maurizio Fugatti circa il fatto che, se ci sarà l’espressione del parere sulla sussistenza dell’interesse pubblico della Provincia alla realizzazione del Nuovo Ospedale di Cavalese, la parola passerà comunque ai territori con il parere vincolante che spetterà in particolar modo al Comune di Cavalese. Crediamo tuttavia sia vitale, per tutta la cittadinanza, che il coinvolgimento dei tre territori non sia solamente di facciata, ma si esprima attraverso una serie di appuntamenti atti a permettere un confronto trasparente, onesto e non truccato, inquinato da interessi speculativi (cosa che non è stata fatta fino ad oggi). Insomma, se proprio non si può fare a meno di salvare la sostanza, almeno si salvi la forma''.

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