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Nuovo ospedale di Cavalese, Zeni attacca Fugatti: “Ha mentito muovendosi senza trasparenza per coordinare la proposta dell’impresa privata”

La proposta dell’impresa Mak, le rassicurazioni di Fugatti smentite da vecchie mail, sono tanti i dubbi attorno al progetto per il nuovo ospedale di Cavalese. Zeni: “Al di là della gravità di una condotta speculativa probabilmente illegittima, l’ipotesi di spostare l’area sta avvenendo al di fuori di ogni criterio di trasparenza e di confronto con la popolazione”

Di T.G. - 26 October 2021 - 18:51

CAVALESE. Era il 1955 quando venne posata “l’ultima pietra” dell’ospedale di Cavalese che venne inaugurato il primo maggio di quell’anno. Nel tempo la struttura ha subito diversi interventi e ampliamenti (l’ultimo nel 2006). Come ricorda il consigliere del Partito Democratico Luca Zeni nel 2015 l’allora Giunta provinciale aveva avviato l’iter per la costruzione di una nuova struttura, adiacente e di ampliamento rispetto a quella esistente. Nel marzo del 2019 erano addirittura stati proclamati i vincitori per un progetto da 47.670.168 euro.

 

“Nonostante alcune rassicurazioni verbali da parte del presidente Fugatti – commenta il consigliere del Pd – nell’agosto 2020 ha iniziato a serpeggiare in Val di Fiemme una certa preoccupazione rispetto alla concreta volontà della Giunta provinciale di proseguire con convinzione per realizzare il nuovo ospedale, in particolare dopo la scelta di far slittare in là negli anni nel bilancio della Provincia il finanziamento”.

 

La preoccupazione è aumentata quando si è diffusa la voce che alcuni residenti, proprietari di terreni in località Vivaio a Masi di Cavalese, in una diversa zona della Valle rispetto a quella dove è collocato oggi l’ospedale, sono stati avvicinati per sondare la loro disponibilità a vendere i terreni in vista della possibile rivisitazione della collocazione del nuovo ospedale da parte della Provincia. “Al di là della gravità di una condotta speculativa – probabilmente illegittima, ricorda Zeni – l’ipotesi di spostare l’area per il nuovo ospedale era eclatante, poiché stava avvenendo al di fuori di ogni criterio di trasparenza e di confronto con la popolazione”.

 

Di fronte al clamore della vicenda, era stato lo stesso Fugatti (rispondendo a un’interrogazione) ad affermare che all’ordine del giorno non c’erano ipotesi né di variazioni eclatanti sul progetto né di uno spostamento della sede dell’ospedale.

 

Eppure, come riporta sempre il consigliere Dem, nella primavera del 2021 l’impresa Mak costruzioni depositava formalmente una proposta di partenariato pubblico privato per la realizzazione di un nuovo ospedale in località Vivaio a Masi di Cavalese, “in un’area non prevista dalla programmazione provinciale come area per servizi sanitari, nonostante la normativa provinciale sia chiarissima nel prevedere il potere pianificatorio in capo alla Provincia e non ai privati, ed escludendo pertanto la possibilità di operazioni di questo tipo su aree che necessiterebbero di modifica urbanistica”.

 

Nel frattempo è emersa la vicenda della mail misteriosa, rinvenuta dal sindaco di Cavalese Finato tra la documentazione del Comune, inviata dal Presidente della Comunità di Valle Zanon al precedente sindaco di Cavalese Welponer, nella quale si inviava una copia di ipotesi progettuale per il nuovo ospedale a Masi di Cavalese già nel maggio 2020. Circostanza, ricorda Zeni, che sarebbe stata confermata anche dallo stesso Zanon “che sottolineava di essere stato messo a conoscenza del nuovo progetto, ma di aver mantenuto la segretezza su indicazione del presidente della Provincia Fugatti”.

 

Insomma ci sono tanti elementi che non tornano in questa vicenda. “Emerge chiaramente come il presidente Fugatti abbia agito per coordinare la proposta dell’impresa privata con alcuni amministratori locali, muovendosi senza trasparenza, senza alcun percorso partecipato o ufficiale, e abbia deliberatamente mentito rispetto alla linea che stava portando avanti”, l’amara considerazione del consigliere Dem.

 

È proprio per questo che Zeni ha presentato una proposta di risoluzione sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione eccetto Lorenzo Ossanna e Pietro De Godenz (anche Ugo Rossi non ha firmato ma era assente giustificato) per impegnare la Giunta a confermare il cronoprogramma previsto rispetto alla realizzazione del nuovo ospedale di Cavalese in adiacenza a quello esistente (entro il 2026), ma anche a ristabilire i finanziamenti e a bloccare l’iter avviato rispetto alla proposta di partenariato pubblico privato. Infine si chiede alla Giunta, qualora ci fosse effettivamente la volontà di spostare la nuova struttura sanitaria, di avviare un percorso ampio, trasparente e partecipato. Proprio in queste ore però la maggioranza ha respinto due proposte simili che portavano la prima firma di Filippo Degasperi (Onda Civica) e Lucia Coppola (Europa Verde). La risoluzione di Zeni sarà votata domani, ma salvo colpi di scena anche questa sarà respinta.

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