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| 25 ott 2022 | 20:11

Autonomia, Meloni si corregge dopo lo scivolone sul Trentino. Fugatti: ''Ha fugato ogni dubbio. Con Cattoi abbiamo sentito il ministro Calderoli che era già intervenuto''

In un primo intervento alla Camera la premier Giorgia Melani sull'autonomia si era riferita solamente a Bolzano scatenando non poche polemiche in Trentino. Poi  nella replica è arrivato il chiarimento. Il presidente della Pat: ''Mi sembra dunque che non ci sia assolutamente spazio per alimentare polemiche''

Autonomia, Meloni si corregge dopo lo scivolone sul Trentino

TRENTO. Alla fine promossa e a quanto riferisce il presidente della Provincia di Trento, quello che poteva essere uno scivolone è stato corretto anche grazie al ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli. Pronti, via e nel suo discorso alla Camera la presidente del consiglio Giorgia Meloni, nel parlare di autonomie delle varie regioni, ha sottolineato che ''per la Provincia di Bolzano tratteremo del ripristino degli standard di autonomia che nel '92 hanno portato al rilascio della quietanza liberatoria Onu''.

 

Una frase che è parsa, chiaramente, dimenticare la Provincia di Trento nonostante citasse quell'atto (la dichiarazione di chiusura della vertenza internazionale tra Austria e Italia sulla questione altoatesina, che venne consegnata dall’Austria all’Onu l’11 giugno del 1992) che mise fine al contenzioso tra Austria e Italia e che coincise con l’approvazione delle norme di attuazione dello statuto del Trentino-Alto Adige, confluite nel "pacchetto di autonomia". Dunque lo statuto di entrambe le province sotto l'egida regionale. Dal Pd a Futura passando per l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi (e anche il consigliere di maggioranza Luca Guglielmi che ha parlato di una ''svista legata all'emozione del momento'') c'è stata subito una levata di scudi contro la leader di Fratelli d'Italia per aver dimenticato il Trentino nel suo discorso accusando anche il presidente Fugatti di aver perorato troppo poco la causa dell'Autonomia in sede governativa al contrario del suo pari di Bolzano, Kompatscher che ad ogni occasione ricorda ruoli e prerogative (QUI ARTICOLO).

 

In serata il passo indietro di Meloni durante le repliche: "Il riferimento a Bolzano non era un tentativo di creare gerarchie tra queste e altre forme di autonomia”. “Io sono – ha affermato - assolutamente dell'idea che tutte le Regioni e Province a statuto autonomo vadano difese e mi spiace se la formulazione della frase può avere tradito un'altra lettura" (QUI ARTICOLO)

 

Ma cosa è successo nel mezzo? Lo spiega il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti: ''Assieme all’onorevole Cattoi anche in qualità di presidente della Regione Trentino Alto Adige Suedtirol abbiamo sentito il nuovo ministro agli affari regionali, Roberto Calderoli. Quest’ultimo si era subito confrontato con la presidente del Consiglio dei ministri, chiarendo l’equivoco, come poi è stato confermato in aula”. Caso chiuso, quindi: ''Tutte le Regioni e Province a statuto speciale vanno difese. Faccio mie le parole del premier Giorgia Meloni che in sede di replica oggi a Roma ha precisato un punto del suo precedente discorso e la ringraziamo per aver voluto togliere qualsiasi ombra di dubbio. Mi sembra dunque che non ci sia assolutamente spazio per alimentare polemiche”. 

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