Bypass ferroviario, per chi perde la casa un contributo da 10mila euro ma manca la delibera della Giunta. Fugatti: “Un contributo anche per chi è in affitto”
Una legge provinciale stanzia dei contributi, 250mila euro in totale, a sostegno “delle persone residenti e dimoranti” negli immobili interessati dalla realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Trento, ma per applicarla serve una delibera della Giunta Fugatti che ancora non c’è

TRENTO. Secondo i dati forniti dal Comune di Trento nella zona di San Martino sono una quarantina le unità immobiliari che subiranno un esproprio per via della realizzazione del bypass ferroviario. Al momento però non tutti i proprietari hanno stretto una accordo. “Vorrei almeno avere la garanzia di ricevere i soldi”, spiegava a Il Dolomiti l’anziano proprietario di una delle case del quartiere di San Martino. “Il fatto – proseguiva – è che senza della garanzie non posso andare in banca e chiedere un prestito e se poi ci sono degli intoppi io finisco sotto un ponte”.
Molti infatti non hanno ancora chiuso un accordo con Italferr e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) proprio perché non sono soddisfatti delle cifre proposte o perché non riescono a trovare un’alternativa. “La cosa più frustante – sottolineava una giovane insegnante che vive in affitto – è l’assenza di trasparenza. La sensazione è quella di essere abbandonati a noi stessi”. Eppure, entro e non oltre il 10 marzo 2023 si prevede lo sgombero completo degli abitanti interessati dall’esproprio anche se alcuni sembrano intenzionati a resistere con il sostegno dei Comitati cittadini.
Dal canto suo Rfi, durante un dibattito pubblico, ha specificato che ai proprietari, oltre che a un’indennità determinata in base al valore di mercato dell’immobile, saranno indennizzate le spese di trasloco comprendendo pure le imposte che sono state a suo tempo corrisposte per l’acquisizione dell’immobile da espropriare. Inoltre saranno risarcite anche le spese per la disdetta dei contratti riferiti alle utenze attive sull’immobile oggetto di occupazione. Gli inquilini però che abitano in quelle case si trovano in una posizione meno tutelata.
Eppure esisterebbe una legge provinciale che stanzia dei contributi, 250mila euro in totale, a sostegno “delle persone residenti e dimoranti” negli immobili interessati dalla realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Trento. In particolare dovrebbe essere riconosciuta un’indennità speciale forfettaria, quale garanzia di tutela sociale, per favorire la ricollocazione in altre abitazioni a uso prima casa. “L’indennità – si legge nel provvedimento – è riconosciuta nella misura di 10.000 euro alle persone residenti e dimoranti negli immobili interessati, ove ne siano residenti e dimoranti alla data di entrata in vigore di questo articolo, anche se titolari di diritti reali riferiti all’immobile medesimo purché rilascino l'abitazione nei tempi fissati dall’amministrazione”.
Il problema è che le modalità di attuazione devono ancora essere stabilite attraverso una deliberazione della Giunta provinciale. Rispondendo a un’interrogazione di Katia Rossato (Fdi), il presidente della Pat Maurizio Fugatti ha fatto sapere che l’amministrazione ritiene necessario intervenire a tutela degli affittuari che per l’appunto non sono adeguatamente tutelati dalla normativa vigente. “In collaborazione con il Comune di Trento – ha evidenziato Fugatti – è in fase di elaborazione una modifica della legge che prevede di indirizzare il contributo, quale garanzia di tutela sociale per agevolare la ricollocazione in altra sistemazione, a favore delle unità immobiliari occupate da soggetti in possesso di un contratto di affitto in corso di validità”. Il tutto però è appeso alla delibera della Giunta leghista e alla modifica da inserire nella legge che non sono ancora arrivate.
_censored.jpg?itok=TPv8-zrA)












