I cittadini preparano il ricorso contro il bypass ferroviario, l’appello a chi è sotto esproprio: “Chi firma perde tutti i diritti sulla propria casa”
La procedura adottata da Rfi, secondo chi sta preparando il ricorso, non sarebbe conforme alle prescrizioni del Pnrr con il rischio di non veder accolte le modifiche e le mitigazioni al progetto. L’appello ai cittadini sotto esproprio: “Vogliono farvi firmare accordi preliminari concepiti per ricavare un vincolo e un rischio massimo per i proprietari e nullo per Rfi”
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TRENTO. Prosegue la battaglia portata avanti da un agguerrito gruppo di cittadini contro l’attuale progetto del bypass ferroviario (il Comitato aveva proposto un’alternativa che passava dalla Destra Adige) che attraverserà la città di Trento prevedendo l’interramento della ferrovia. Pochi giorni fa sono stati più di 200 i residenti che hanno partecipato all’incontro a Mattarello organizzato dalla “Rete dei cittadini” e dedicato alle “vecchie verità” e alle “nuove bugie”.
I cittadini infatti non credono alle rassicurazioni ricevute delle istituzioni “perché – spiegano dal comitato – di queste rassicurazioni non c’è traccia nei documenti ufficiali”. Anche per questo si sta preparando un ricorso amministrativo calibrato sul bando di Rete ferroviaria italiana (Rfi) all’interno del quale mancherebbero parte delle prescrizioni arrivate durante le fasi di progettazione.
La procedura adottata da Rfi, secondo chi sta preparando il ricorso, non sarebbe conforme alle prescrizioni del Pnrr con il rischio di non veder accolte le modifiche al progetto e le mitigazioni fatte inserire anche dal Comune di Trento. In questo caso ci sarebbe sia il danno che la beffa dal momento che queste variazioni rischierebbero di essere stralciate o, in alternativa, l’intera procedura dovrebbe ripartire daccapo.
Come sottolinea Martina Margoni, tra le fondatrici della Rete dei cittadini, i lavori avrebbero dovuto partire proprio in ottobre “mentre sono stati posticipati, se tutto va bene, alla prossima primavera”. Non solo, perché sul progetto incombe l’ombra dell’aumento dei costi delle materie prime. È stata la stessa Paola Firmi, commissaria del Governo per il potenziamento della linea Fortezza-Verona e vicedirettrice generale standard e sviluppo di Rfi, ad affermare che per via degli aumenti il costo dell’opera è lievitato fino a 1.270.000.000 di euro. Nel bando di gara però sono ancora previsti i 970 milioni di euro stanziati quando il progetto venne inserito fra quelli finanziabili con il Pnrr. “L’Europa – ricorda Margoni – non finanzierà i costi aggiuntivi”.
Nel frattempo arriva l’appello ai cittadini sotto esproprio a non firmare gli accordi con Rfi. “Si tratta – dichiara una delle portavoce Michela Bonafini – di espropri camuffati da accordi di compravendita senza garanzie né dell’esproprio né della compravendita. Sono accordi preliminari concepiti per ricavare un vincolo e un rischio massimo per i proprietari e nullo per Rfi, chi firma cede la proprietà e non può più tornare indietro”. Il nuovo appuntamento dunque è stato fissato per martedì 18 ottobre alle 20 al Circolo redicoi reversi e policarpi in via San Martino 47 a Trento. “È importante non cedere a questi ricatti – conclude Bonafini – e far sapere ai cittadini sotto esproprio che non sono soli ma che c’è un gruppo pronto a battersi”.














