Campobase affossa l’alleanza larga con il Pd: “Non ci sono più le condizioni”
Dal canto suo il coordinatore Micheal Rech ha dichiarato che Campobase assicurerà comunque il suo impegno nell'imminente campagna elettorale
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TRENTO. La rottura a livello nazionale fra Carlo Calenda ed Enrico Letta ha affossato i progetti di alleanza anche a livello locale. Il primo a cogliere l’occasione per defilarsi era stato il segretario del Partito Autonomista, Simone Marchiori, che aveva affermato: “L’uscita di Azione dalla coalizione di centrosinistra cambia le condizioni e quindi la proposta del Partito Democratico viene a cadere anche qui in Trentino”.
Ora però si defila anche Campobase che pure nelle scorse settimane aveva tentato di lanciare una coalizione autonomista locale in chiave anti-sovranista. Di questa ipotetica alleanza avrebbero dovuto fare parte anche alcuni partiti nazionali, in primis il Pd.
“Campobase – si legge in uno stringato comunicato – preso atto dell’impossibilità di trovare al tavolo della coalizione un comune accordo per l’allargamento della coalizione stessa in senso territoriale sui collegi del senato trentini, ritiene che, venuto meno il disegno politico, consistente appunto in una alleanza territoriale per l’autonomia che guardi alle elezioni nazionali ma anche alle prossime consultazioni provinciali, non sia più attuale l’ipotesi di un simbolo comprendente i simboli delle forze territoriali accanto a quelle nazionali”.
Dal canto suo il coordinatore Micheal Rech ha dichiarato che Campobase assicurerà comunque il suo impegno nell’imminente campagna elettorale.


















