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Trento
30 agosto | 19:41

Caro energia, Bisesti: "Abbassare la temperatura nelle scuole? Una follia. Gli studenti non possono pagare le scelte sbagliate del governo"

Settimana corta a scuola ma anche diminuzione della temperatura all'interno degli edifici scolastici sono le ultime proposte avanzate per far fronte all'aumento delle bollette in Italia e in Europa. Bisesti: "Si costruisca un piano per cui il nostro Paese inizi un percorso: smettere di essere dipendenti dal gas e dall'energia, puntando su piani infrastrutturali e fonti rinnovabili"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Settimana corta a scuola ma anche diminuzione della temperatura all'interno degli edifici scolastici. Sono queste alcune delle ultime proposte avanzate dalle scuole per far fronte all'aumento dei prezzi di gas ed energia, soluzioni che si stanno cercando non solo in Italia ma in tutta Europa.

 

Abbassare la temperatura negli edifici scolastici? "E' folle che nel 2022 si debba far pagare ad alunni e studenti il fatto che l'Italia non abbia ancora elaborato un piano - commenta l'assessore provinciale all'Istruzione Mirko Bisesti - un conto è chiedere al settore pubblico, al privato e alle famiglie una certa attenzione al consumo, un conto è prendere questo tipo di decisioni".

 

Dai tre giorni in dad e tre in presenza proposti dalla Gran Bretagna fino alla provincia di Verona dove, come ha annunciato il vicepresidente con delega all'Istruzione David Di Michele, si vuole accorciare la settimana scolastica. L'aumento delle bollette è un problema che sta travolgendo tutti i settori e comincia a far tremare non soltanto bar, ristoranti e alberghi, ma in vista della ripresa delle lezioni a settembre anche il mondo della scuola.

 

Due anni dall'inizio della pandemia che si sono rivelati estremamente difficili per tutti i settori in particolare per il mondo della scuola. "Sono stati lasciati segni profondi in questi due anni di Covid - sostiene Bisesti - ora perché in Italia e in Trentino si siano detti troppi 'no' dal punto di vista delle infrastrutture energetiche, non mi sembra giusto che questo ricada sui cittadini".

 

Il problema perciò "non è prendere oggi questo tipo di decisioni, ma iniziare a costruire qualcosa dal punto di vista energetico, puntando sulle nuove strutture. Consideriamo che ormai negli ultimi 10 anni molte costruzioni rispettano già determinati canoni".

 

La risposta perciò "non può essere questa, ma bisogna costruire un piano serio per cui il nostro Paese inizi un percorso: cercare per esempio di smettere di essere totalmente dipendenti dal gas e dall'energia, puntando su piani infrastrutturali da Nord a Sud e su fonti rinnovabili".

 

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