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Circonvallazione Trento, il progetto arriva sul tavolo della Commissione europea. I Verdi: ''Potrebbero esserci danni importanti alle risorse idriche della zona interessata''

L’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde ha chiesto alla Commissione europea di far luce sull’idoneità del progetto “rispetto al principio di non arrecare danno significativo all’ambiente. Attendiamo fiduciosi la risposta, affinché i cittadini del territorio abbiano un adeguato riscontro alle loro legittime istanze”

Di GF - 16 marzo 2022 - 15:28

TRENTO. La questione delle aree inquinate interessate dal progetto di Rfi per la circonvallazione ferroviaria di Trento arriva alla Commissione europea. L’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, ha infatti presentato un'interrogazione parlamentare. Un atto che va ad aggiungersi all'apertura di un fascicolo per atti che non costituiscono notizie di reato (modello 45) da parte della Procura della Repubblica di Trento.

 

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea sul discusso progetto di Circonvallazione Ferroviaria di Trento, inserito all’interno del PNRR per un finanziamento di 930 milioni di euro – ha spiegato l'europarlamentare - in quanto potrebbe comportare danni importanti alle risorse idriche della zona interessata, già caratterizzata da fragilità di tipo geologico”.

 

Evi, attraverso una nota, riprende anche le criticità che ci possono essere dal fatto che la linea ferroviaria attraverserà un sito inquinato di interesse nazionale, l’area ex Sloi e Carbochimica, nel cui sottosuolo giacciono piombo tetraetile e idrocarburi. “Il progetto – ha continuato - comporterebbe un importante consumo di suolo e la scomparsa di terreno agricolo e delle attività umane connesse, oltre ai seri danni ambientali in caso di incidenti ferroviari che coinvolgano treni adibiti al trasporto di merci pericolose, visto che la linea dell’Alta Capacità correrà nell’ambito urbano per ben 2,5 chilometri”.

 

L'europarlamentare ha quindi chiesto alla Commissione europea di far luce sull’idoneità del progetto “rispetto al principio di non arrecare danno significativo all’ambiente. Attendiamo fiduciosi la risposta, affinché i cittadini del territorio abbiano un adeguato riscontro alle loro legittime istanze”.

 

Sulla vicenda ad intervenire oggi è stata anche la consigliera provinciale Lucia Coppola. “Ritengo molto grave – spiega - che alla popolazione di Trento e dei comuni limitrofi interessati sia stato negato uno dei principali diritti riconosciuti ai cittadini europei, cioè quello di conoscere fin dall’inizio non solo l’eventuale ipotesi di progetto, ma anche le alternative che di norma devono essere presentate quando è in programma la realizzazione di infrastrutture di così grande portata, che incideranno per sempre sulla vita e sullo sviluppo sociale, urbanistico ed economico di un territorio. È necessario esaminare ipotesi alternative e di minor impatto ambientale, riconoscendo un iter partecipativo e una scelta condivisa dai cittadini”.

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