Corridoio del Brennero: cosa succede a Rovereto? L’evento del Comitato No-Tav: “Il nostro futuro è a rischio per un'opera che non ha niente di green”
A Rovereto si discute sulla circonvallazione ferroviaria, infatti un’opera simile in tutto e per tutto al bypass di Trento potrebbe presto interessare anche la Vallagarina. Il Comitato No tav ha organizzato una serata pubblica per affrontare la questione

ROVERETO. Nel giro di alcune settimane, in primavera, a Trento dovrebbero partire ufficialmente i cantieri per la costruzione del bypass ferroviario. Questo è uno dei tratti collegati alla linea Fortezza-Verona che si inserisce nel più ampio progetto di un corridoio ferroviario che colleghi Nord e Sud Europa. Come già accennato il bypass di Trento è solo uno dei passaggi di questa maxi-opera e per quanto riguarda il Trentino, uno dei prossimi passi, sarà quello di presentare un progetto analogo per la città di Rovereto. Anzi a dirla tutta l’iter per la Città della quercia è già stato avviato, almeno per quanto riguarda i passaggi preliminari.
Proprio per questo il Comitato No Tav 'na Slinza di Rovereto ha organizzato un dibattito pubblico per giovedì 23 febbraio alle 20.30 alla sala Kennedy (Urban Center) in corso Rosmini. Durante la serata interverranno Federica Mattarei Comitato No Tav di Rovereto ed Elio Bonfanti del Comitato No Tav di Trento. Successivamente ci sarà spazio per gli interventi dal pubblico.
“A pochi chilometri da noi infuria lo scontro fra comitati popolari e istituzioni sul senso e i pericoli legati alla eventuale realizzazione della Circonvallazione di Trento, parte dell’ipotesi di realizzazione del Tav in Trentino, un’opera gigantesca che fra non molto potrebbe riguardare anche la città di Rovereto”, spiega Mattarei.
Come fanno notare dal comitato, le tratte d’accesso sud al Tunnel del Brennero (ancora in fase di costruzioni con gravi ritardi sulla tabella di marcia), sono una partita enorme che chiama a raccolta l’intero territorio. “Parliamo di 180 chilometri di nuova ferrovia ancora tutta da costruire che, se venissero realizzati, comprometterebbero irreversibilmente risorse idriche profonde e superficiali lungo il corso di tutta la valle dell’Adige e la Vallagarina”.
Fra le preoccupazioni principali legate all’opera ci sono quelle che riguardano il possibile inquinamento delle falde acquifere, peraltro in un momento di forte crisi idrica. L’obiettivo del Comitato No Tav è quindi quello di portare l’attenzione su quanto potrebbe accadere a Rovereto e possibilmente allargare il fronte di “un’opposizione consapevole che miri a proteggere il territorio. “Il nostro futuro – conclude Mattarei – è a rischio per un’opera che non ha niente di green”.
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