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Dal fotovoltaico alle biomasse, via libera in Commissione al ddl Tonina sull'energia da fonti rinnovabili. I pannelli solari dovranno essere il meno visibili possibile

Dopo le audizioni è stato votato nella Terza commissione presieduta da Ivano Job il ddl presentato dal vice presidente Mario Tonina sull'energia da fonti rinnovabili. Ora la trattazione è attesa in Aula già dal prossimo 26 aprile

Pubblicato il - 12 aprile 2022 - 13:09

TRENTO. Via libera in Terza commissione al Ddl che introduce semplificazioni per le autorizzazioni per l’installazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili, fotovoltaico, da biomasse, geotermica, idrotermica e eolica. Il provvedimento è stato approvato all'unanimità e ora la trattazione è attesa al Consiglio provinciale già dal 26 aprile.

 

Un ddl che le categorie e i settori produttivi attendono per la situazione di sofferenza delle imprese con il costo del gas salito del +1.217% in 3 anni e l'energia che nel 2021 ha pesato per 60/70 miliardi in più, per il Trentino siamo intorno a spese extra per 700 milioni, circa il 3,5% del Pil provinciale (Qui articolo).

 

Non c'è stato il tempo di superare la crisi causata dall'emergenza Covid, che le imprese sono piombate nell'incertezza tra caro energia, il carburante schizzato alle stelle e la forte risalita dei costi delle materie prime. Una situazione resa ancora più difficile da interpretare con l'aggressione militare della Russia in Ucraina e le sanzioni imposte a Mosca dall'Occidente.

Il vice presidente Mario Tonina ha presentato tre emendamenti che in parte hanno preso spunto dalle audizioni di ieri, in particolare per dare un seguito alle osservazioni del Cal (Ok la semplificazione burocratica è ok, ma serve equilibrio per non impattare dal punto di vista estetico). Il primo documento dettaglia meglio il posizionamento dei pannelli fotovoltaici nei centri storici e sulle case, in modo da renderli il meno visibili possibile, quindi aderenti all’inclinazione dei tetti.

 

L’emendamento inoltre prevede la possibilità di posizionare pannelli nelle pertinenze delle abitazioni solo se non si è trovato spazio sulle coperture degli edifici. Rispondendo a Lorenzo Ossana (Patt) i tecnici intervenuti in Commissione hanno specificato che le semplificazioni contenute nel ddl riguardano solo gli impianti in sé e non si possono utilizzare per semplificare i titoli edilizi. In sintesi, per un domanda edilizia approvata che non prevedeva l’installazione dei pannelli servirà una variante al progetto. 

 

Il consigliere in quota Partito democratico Alessio Manica ha presentato due emendamenti (poi ritirati) che riguardavano la produzione di cippato, il combustibile derivante dal legno e avrebbero modificato la legge 15 sul governo del territorio.

 

La norma, ha ricordato Manica, esclude la possibilità di realizzare sui terreni agricoli manufatti per la trasformazione del cippato, permette di stoccare il legname ma, a differenza del vicino Veneto, non di triturarlo. Un limite quindi per raggiungere l’obiettivo di incentivare la produzione del cippato.

 

Il presidente della commissione Ivano Job (Lega) ha riconosciuto che è vero che in Veneto si può lavorare il cippato sui terreni agricoli che, però, sono spesso lontani dai centri abitati; Lorenzo Ossana ha detto che si potrebbe anche pensare introdurre la possibilità di produzione di questo combustibile anche nelle zone boschive. Il dirigente del dipartimento territorio, ambiente e energia Roberto Andreatta ha ricordato che le aree agricole in Trentino riguardano il 13% del territorio, quindi sarebbero da scartare meccanismi legislativi automatici per evitare speculazioni e danni. Di fronte a queste osservazioni Manica ha ritirato gli emendamenti perché il tema, ha ammesso, richiede una riflessione più approfondita.

 

Il vice presidente della Pat ha dato la disponibilità a ragionare su queste proposte e altre presentate nelle audizioni, ad esempio dalla Cooperazione, sugli impianti a biogas. E  comunque, ha affermato, in linea generale le scelte urbanistiche specifiche si vorrebbero lasciare ai Comuni. Comunque, per il dibattito in aula si valuteranno tutte le indicazioni con uno spirito di apertura. 

 

In dichiarazione di voto Lorenzo Ossanna ha sottolineato che il sistema adottato per questo ddl è stato buono e ha annunciato che per l’aula presenterà emendamenti sulla possibilità di porre i pannelli, con tutte le autorizzazioni necessarie, sulle facciate di edifici di grandi dimensioni e che non hanno spazi sui tetti come del resto prevede la legge nazionale. A favore delle comunità energetiche, inoltre, si dovrebbe incentivare la conoscenza delle opportunità offerte dai piccoli impianti idroelettrici e biogas.

 

Poi Alessio Manica ha detto di apprezzare il ddl e si è riservato la possibilità di ripresentare qualche emendamento. L’unica preoccupazione, come del resto è emerso dalle audizioni, è quella di non intaccare la qualità urbanistica degli edifici; Gianluca Cavada (Lega) ha affermato che il ddl è indispensabile in questo momento di crisi energetica e preserva le aree di maggior pregio mentre Katia Rossato (FdI) ha sottolineato che il ddl  arriva in un momento drammatico per il costo dell’energia e riesce a mettere insieme esigenze produttive, sfruttando le rinnovabili, con la tutela del territorio e del patrimonio storico.

 

Invece Lucia Coppola (Europa Verde) ha sottolineato l’importanza di presentare in modo convincente all’Aula il ddl per mantenere un clima costruttivo. Infine Ivano Job ha espresso perplessità sui previsti aiuti che verranno dai Bim e il timore che si possano ripetere gli effetti perversi del 110 per cento sull’edilizia.

 

Gli obiettivi del ddl sono ottimi, ha detto, ma serve uno sforzo per evitare effetti collaterali e furbizie da parte di alcuni imprenditori. Anche Alex Marini ha condiviso le perplessità di Job, inoltre, secondo il rappresentante di 5 Stelle, dal punto di vista della programmazione nel ddl c’è poco e sarebbe stato interessante conoscere i volumi di territorio utilizzabili e l’energia che si potrà produrre. L’intento è buono, ha concluso, ma si inserisce in modo incerto nel Piano energetico ambientale. 

 

L’assessore Mario Tonina ha concluso la seduta affermando che questo è il momento di agire sulle rinnovabili, per sensibilizzare le persone che non hanno ancora preso in considerazione la possibilità di produrre energia con queste fonti energetiche. Va ricordato, ha affermato inoltre, che allo scadere dei conti energia sulle rinnovabili si è fatto poco, il che dimostra che gli incentivi servono. Quindi, i bandi nazionali, quelli previsti dall’assessore Spinelli, gli sgravi fiscali serviranno a fare crescere una cultura. E questo ddl approvato all’unanimità va in questa direzione. La disponibilità dei Bim, ha chiuso Tonina, va apprezzata così come le possibilità offerte dalle comunità energetiche.

 

Pareri positivi sul ddl Tonina erano arrivati dalle categorie nel corso delle audizioni. Per il coordinamento imprenditori il potenziamento delle rinnovabili è indispensabile, mentre Confindustria si è detta favorevole alle semplificazioni e ha ricordato come "il peggior nemico della transizione energetica è la burocrazia". Mentre Asat ha condiviso il documento soprattutto perché disciplina in modo organico, semplificandola, l’installazione di impianti per le rinnovabili con il rispetto ambientale e paesaggistici attraverso linee guida. Il ddl va nella giusta direzione anche per artigiani e costruttori.

 

L'associazione Confesercenti ha sottolineato la necessità di trovare una partecipazione più larga possibile per la costituzione delle Comunità energetiche. L'unica perplessità per gli architetti riguarda l'introduzione di linee guida per ottenere un’omogeneità stilistica per l’installazione dei pannelli sui tetti e sui terreni.

 

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