Dall'Austria all'Italia 500 migranti in 24 giorni? La Lega (ferma a 10 anni fa) attacca: ''E' un'invasione, con Salvini li fermeremo''
In quattro righe di intervento i quattro deputati trentini Binelli, Loss, Sutto e Cattoi mostrano il cortocircuito del ragionamento di chi negli ultimi 4 anni ha governato 2 anni e 8 mesi e grida all'invasione per 40mila persone arrivate in questi mesi mentre era in maggioranza. Sono argomenti stanchi e non per niente la Lega crolla nei sondaggi: tra guerra, inflazione, covid, siccità e carestia gli italiani hanno ben altri problemi e negli ultimi 2 anni hanno capito che il fenomeno va governato ma serve per sostenere industrie e imprese

ROMA. E' l'unico argomento che conoscono? Parrebbe di sì, ma tra guerra, inflazione, covid e cambiamenti climatici ormai la tematica non fa più presa se non su quelli che non hanno ancora capito che il fenomeno serve e va governato. E' roba da un decennio fa. Anzi negli ultimi anni sono stati gli imprenditori, gli artigiani e gli agricoltori a chiedere che venissero aperti i canali con l'estero e si facessero arrivare il prima possibile persone da fuori Italia per sostenere industrie e imprese. E il Covid ha mostrato plasticamente cosa sarebbe un'Italia senza immigrazione con interi comparti in difficoltà, senza manodopera e senza ricambi.
Lo hanno visto tutti, letto tutti, vissuto sulla propria pelle tutti (quelli che certe attività le gestiscono, compreso il settore della ristorazione e del turismo) ma non i leghisti evidentemente. Nel vuoto pneumatico delle proposte e nel crollo verticale nei sondaggi la Lega, allora, ci riprova a rispolverare il suo vecchio cavallo di battaglia: la paura dello straniero. Nelle scorse ore l'Alto Adige ha dato voce al Sindacato Unitario dei lavoratori della polizia che ha spiegato che in 24 giorni sono entrati dall'Austria circa 500 immigrati irregolari (circa la metà pakistani, 214, e indiani, 179) mentre in uscita sono stati solo una trentina.
In questo momento di ''picco'' come viene descritto dal Siup di fatto si parla di 20 persone al giorno, che tradotto rappresenta il nulla se si pensa che poi sono anche intercettati dalle forze dell'ordine. Numeri senza dubbio gestibili e governabili con una politica disposta a farlo con responsabilità e visione. Certo se il livello del dibattito è sempre lo stesso di dieci anni fa di passi avanti se ne faranno ben pochi (anche perché negli ultimi 4 anni la Lega è stata al governo per 2 anni e 8 mesi) e a leggere quanto scrivono i deputati trentini della Lega pare di essere fermi a un mondo fa.
Ecco l'intervento dei deputati Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Martina Loss e Mauro Sutto: "Da Nord a Sud, Italia invasa dai clandestini. Non solo boom di sbarchi sulle coste di Lampedusa, ma anche ingressi irregolari dal Brennero: 500 in soli 24 giorni. Che fina ha fatto il filtro di Austria e Germania? A maggior ragione, con il voto degli italiani del prossimo 25 settembre, la Lega tornerà al governo per arginare questi flussi assolutamente fuori controllo e ripristinare i decreti sicurezza. I dati sul boom di immigrati clandestini nel nostro Paese sono inquietanti. Quest'anno, è già stato sfondato il muro dei 40mila immigrati: il 38% in più rispetto al 2021. Nel 2019, invece, con Matteo Salvini ministro dell'Interno, sbarchi azzerati".
Detto che non furono azzerati (arrivarono dal Mediterraneo anche nel 2019, 11.400 persone con la più alta media di morti in mare stimata degli ultimi anni: 6,54 decessi ogni 100 persone sbarcate mentre il picco precedente era stato nel 2018 con 5,61 decessi ogni 100 persone arrivate mentre negli altri anni, 2016, 2017 e 2020, la media era sulle 2 persone ogni 100: fonte Youtrend) nemmeno nel 2019 è noto che il trend degli sbarchi dipende da innumerevoli cause e dalle spinte migratorie dovute a guerre, carestie, povertà. Quel che è chiaro, ormai, è che con i fenomeni migratori si deve convivere e si deve vivere, nel senso che sono vitali per tutti i Paesi occidentali con crescita demografica bloccata e dislivello sempre più evidente tra vecchie e nuove generazioni, tra chi è in pensione e chi è in età da lavoro. Il linguaggio della Lega blocca ogni prospettiva di crescita in questo senso. Il fenomeno va governato, anche in maniera ferma, ma non demonizzato come fatto in passato.













