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Trento
30 dicembre | 21:02

Edilizia abitativa, Alotti: ''Bene i 5 bandi ma dopo 20 anni le 'Palafitte' ancora ferme''. Gerosa: ''Sempre critiche senza proposte ma per una volta c'è una nota positiva''

Il segretario della Uil, Walter Alotti, rilancia la necessità di sbloccare la riqualificazione in S. Bartolomeo a Trento, un intervento finanziato anche dallo Stato. La presidente di Itea, Francesca Gerosa: "Prenderò quel po' di positività delle sue affermazioni e che è cosa rara, cioè il riconoscimento del lavoro che stiamo facendo e che ha portato a raggiungere grandi risultati"

TRENTO. In queste ore Apac ha completato le procedure per pubblicare i 5 bandi riguardanti i progetti del fondo complementare al Pnrr per un investimento di oltre 18 milioni tra Trento, Mori e Rovereto (Qui articolo). "Una buona notizia ma dopo vent'anni l'intervento 'Palafitte' a S. Bartolomeo di Trento è ancora fermo. Un intervento sparito dagli annunci, riprova nell'inefficacia e inefficienza della società e della Giunta provinciale", il commento di Walter Alotti, segretario della Uil, con la presidente di Itea, Francesca Gerosa, che ribatte: "Delle parole di Alotti, che tende sempre a rimarcare quanto di negativo ci sia nella gestione di ogni cosa, indipendentemente dai temi trattati, senza però accompagnare le critiche a proposte concrete, prenderò quel po' di positività delle sue affermazioni e che è cosa rara, cioè il riconoscimento del lavoro che stiamo facendo e che ha portato Itea nel 2022 a raggiungere grandi risultati".

 

I bandi di gara sono riferiti agli immobili di via Filzi a Trento (si tratta di uno degli angoli del complesso dei Casoni), via Teatro a Mori, (conosciuto come il comparto ex Aziende Agrarie), via Coltura a Cadinevia Chiocchetti a Trento e via Europa a Rovereto.

 

"A fronte dei pessimi risultati, dell’immobilismo della gestione Itea degli ultimi anni, certamente un momento di respiro - dice Alotti - con la possibilità di rivedere, nel medio periodo, una ripresa concreta delle attività di crescita e riqualificazione di un patrimonio pubblico provinciale che conta 1.200 alloggi sfitti e che non riesce più a rimettere in circolo nemmeno i cosiddetti alloggi di risulta, quelli che si liberano anno dopo anno, per il ricambio fisiologico degli assegnatari".

 

La Uil, che segue da tempo la partita dell’edilizia pubblica abitativa trentina, segnala però, che per un intervento in particolare, quello di via dei Tigli a S. Bartolomeo di Trento, che risale a quasi vent’anni fa (98 alloggi a canone sociale inizialmente previsti, al posto delle palazzine, cosiddette "Palafitte" abbattute nel 2005) "non si è saputo più nulla".

 

"E pensare che solo nel 2020, dopo tanti rinvii e ritardi, aveva finalmente ricevuto i finanziamenti e il via libera alla realizzazione da Provincia e Comune di Trento. Certo nel Piano strategico triennale 2022/2024 è presente, ci mancherebbe, ma si rimanda per l’ennesima volta ai prossimi Piani strategici per una necessità di integrazione del finanziamento, per gli aggiornamenti dovuti alle variazioni di spesa, col rischio che si annullino col tempo anche i relativi fondi assegnati addirittura dallo Stato allo scopo negli anni passati".

 

L’intervento prevedeva la realizzazione quattro palazzine con 28 alloggi (contro i 98 iniziali) da destinare alla locazione a canone moderato e servizi, tra cui in particolare la nuova biblioteca a servizio della circoscrizione Oltrefersina, oltre a quattro spazi da destinare a uso commerciale.

 

Oltre alla parte edilizia, la riqualificazione prevedeva anche una piazza, la pista ciclabile e spazi per il verde. La palazzina con biblioteca, che avrebbe solo quattro abitazioni, sarà affacciata sulla piazza. "Venivano inoltre rivisti i parcheggi nell’intera area - ricorda Alotti - con la costruzione di 56 stalli interrati a servizio di palazzine e biblioteca e 16 a raso, tra la strada di accesso all’area e il parco Pruner".

 

Nell’ambito dell’accordo, Palazzo Thun si era impegnata a investire 3,6 milioni nel progetto che prevedeva un costo complessivo di circa 14 milioni. Il resto era già stanziato dalla Provincia con un contributo di 8 milioni e 114 mila euro, in parte cofinanziato dallo Stato, e con un ulteriore stanziamento di 1,392 milioni già inserito nella legge di bilancio 2020.

 

"Bene, tutto ciò è sparito dai bandi annunciati da Gerosa nel comunicato Itea. A questo punto anche dalle chiacchere che ciclicamente annunciano l’avvio dell'opera, che torna tra gli interventi prossimi futuri, di questa come delle Giunte comunali e provinciali e presidenze Itea che si sono succedute nell'arco di 20 anni. Ennesima riprova dell’inefficacia e inefficienza di Itea e della Giunta Provinciale nella gestione del patrimonio di edilizia pubblica abitativa, incapaci addirittura con opere finanziate ad agire e realizzare lavori più che utili e necessari alle famiglie trentine, quelle più fragili e in difficoltà", conclude Alotti.

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