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Elezioni, con la coalizione di Centrosinistra divisa la Destra otterrà molti più collegi: il Trentino-Alto Adige fra i territori contesi

I sondaggio di BiDiMedia, ecco tutte le ipotesi, anche dopo la fuoriuscita di Calenda. Con la rottura dell’alleanza di Centrosinistra però, avvertono gli esperti, la Destra potrebbe ottenere addirittura 257 seggi, una percentuale molto vicina al 66% necessario per le riforme costituzionali

Di T.G. - 07 agosto 2022 - 17:55

TRENTO. Carlo Calenda ha annunciato la rottura dell’alleanza (siglata solo pochi giorni fa) con il Partito Democratico. La decisione è arrivata dopo l’allargamento della coalizione a Sinistra Italiana, Europa Verde e ai transfughi del Movimento 5 Stelle che stanno con Luigi Di Maio. Questa mossa rappresenta un colpo di scena nella partita elettorale che di fatto rende quasi impossibile una rimonta del Centrosinistra. “Ho ascoltato Carlo Calenda – ha detto il segretario Dem Enrico Lettami pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda. Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia”.

 

Fortunatamente i sondaggisti tengono in considerazione ogni scenario, BiDiMedia per esempio ha elaborato una approfondita simulazione per l’attribuzione dei collegi uninominali.

 

Secondo le stime di BiDiMedia attualmente la coalizione di Destra, composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi con l’Italia/Italia al Centro e Cambiamo/Udc, otterrebbe 108 collegi uninominali alla Camera. Di questi 80 sono considerati “sicuri” perché il distacco dagli avversari supera gli 8 punti, mentre negli altri 28 il distacco è inferiore.

 

Il Centrosinistra (prima dello strappo di Calenda) quindi rappresentato da Partito Democratico, Azione/Più Europa, Alleanza Verdi e Sinistra e Impegno Civico di Di Maio, otterrebbe 37 collegi per la Camera dei Deputati. Di questi 12 sono considerati sicuri mentre 25 contendibili anche dalla Destra. All’Svp invece vanno 2 seggi. Resterebbero a bocca asciutta tutti gli altri partiti, nemmeno il M5s riuscirebbe a vincere seggi nell’uninominale.

Dal punto di vista della distribuzione geografica dei seggi il Centrosinistra rimane forte in Emilia-Romagna e Toscana e nelle grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova e Palermo. In Sardegna la corsa di Letta potrebbe essere agevolata dalla presenza del M5s. Praticamente nel resto d’Italia (con qualche eccezione) a farla da padrona è la Destra. 

 

Situazione molto simile al Senato, dove secondo gli esperti di BiDiMedia la Destra vincerebbe 56 collegi (40 sicuri, 16 contendibili), mentre il Centrosinistra 16 (4 sicuri, 12 contendibili). In questo caso il Centrosinistra risulta penalizzato man mano che i collegi diventano più grandi.

“Secondo la nostra simulazione – spiegano da BiDiMedia  i collegi in assoluto al Senato più in equilibrio sono Ravenna-Ferrara e Benevento (dati al Centrosinistra) e Arezzo e Rimini (dati alla Destra). A Benevento, in particolare, la candidatura del partito di Clemente Mastella potrebbe spostare gli equilibri, in un collegio previsto testa a testa in questa simulazione”. Questo però sempre prendendo in considerazione l’ipotesi di una coalizione di Centrosinistra larga che però pare essersi sfaldata.

 

Nei collegi plurinominali della Camera, invece, la Destra vincerebbe 122 seggi, il Centrosinistra 95, il Movimento 5 Stelle 27, e l’Svp 1. Al Senato, invece, approfittando dello sbarramento implicito causato dalla distribuzione regionale dei seggi, la Destra otterrebbe più del 50% dei seggi (ben 64). Con il Centrosinistra e il Movimento 5 Stelle fermi rispettivamente a 46 e 12 seggi.

In definitiva, anche con una coalizione di Centrosinistra larga, alla Camera la Destra disporrebbe di 230 seggi pari al 58% dei seggi totali (un valore relativamente lontano dal 66% necessario per poter varare le riforme costituzionali), mentre il Centrosinistra ne otterrebbe 132 (33%), il M5s 27 (7%) e l’Svp potrebbe contare su 3 seggi, invece quelli assegnati all’Estero. Al Senato la forbice sarebbe ancora maggiore: la Destra avrebbe 120 seggi su 200 (206 se si contano i senatori a vita), il Centrosinistra 62, il M5s 12 e l’Svp 2.

Come sottolineano da BiDiMedia con la coalizione di Centrosinistra divisa la Destra aumenterà in maniera notevole i collegi vinti. Nel caso in cui a sfilarsi fosse l’Alleanza Verdi e Sinistra, infatti, la Destra arriverebbe a 247 seggi totali (62%). Nello scenario che si stra prefigurando, con il partito di Calenda (ma non +Europa) fuori dall’alleanza, la Destra vincerebbe in 250 (63%). Addirittura, se la coalizione saltasse del tutto l’alleanza Meloni-Salvini arriverebbe addirittura a 257 seggi, pari al 64% del totale, molto vicino al 66% necessario per le riforme costituzionali. “Dai numeri della simulazione – dicono gli esperti – è oltremodo evidente l’utilità per il Centrosinistra di allearsi”.

Nonostante Calenda sostenga che il suo partito sarebbe avvantaggiato a correre da solo, i sondaggisti sono di un’altra opinione, infatti tutti i partiti trarrebbero profitto a stare in un’alleanza: “Con la corsa solitaria non vincerebbero alcun collegio, mentre in coalizione Azione/Più Europa guadagnerebbe ben 13 seggi, l’Alleanza Verdi e Sinistra 7, Impegno Civico 3 mentre al Pd ne andrebbero una trentina”.

Sempre considerando un’alleanza larga a Centrosinistra sarebbero 40 i collegi maggiormente contendibili. La regione che ne ha la maggior concentrazione è la Campania (9), in seconda battuta abbiamo la Toscana, seguita da Lazio e Sardegna. Fra i seggi contesi anche alcuni che appartengono al Trentino Alto Adige. Se il Centrosinistra riuscisse a guadagnare 5 punti a livello nazionale, la maggior parte della collegi contesi rimarrebbe in Campania; aumenterebbe però la presenza di uninominali in bilico in regioni come Sicilia e Marche, che diventerebbero terreno di caccia per la coalizione guidata dal Partito Democratico. Infine, lo scenario contrario: se la Destra riuscisse ad ampliare il distacco di altri 5 punti, diverrebbero contendibili numerosi collegi in Emilia Romagna e Toscana, oltre che ad alcuni collegi cittadini delle principali città.

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