Fiducia a Meloni? Patton: “Non sono un trasformista ma no ai pregiudizi, le parole di Liliana Segre saranno il riferimento del mio impegno politico”
Patton sulla fiducia al governo e sulle proposte del deputato di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi: “Posso rassicurare i miei elettori e i partiti che mi hanno sostenuto, sono sempre stato una persona coerente e non ho intenzione di smettere di esserlo a 65 anni”

TRENTO. Proprio in queste ore a Roma si sono formati i gruppi parlamentari, al Senato il trentino Pietro Patton (eletto con l’Alleanza Democratica per l’Autonomia) farà parte del Gruppo per le Autonomie composto da Julia Unterberger e Meinhard Durnwalder dell’Svp, Luigi Spagnolli (Centrosinistra), Dafne Musolino (Sud chiama nord) e i senatori a vita Elena Cattaneo e Giorgio Napolitano.
Ora il prossimo passaggio sarà quello delle consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dovrà affidare un incarico esplorativo a chi sostiene di avere i voti per governare. Con ogni probabilità sarà Giorgia Meloni a presentarsi alle Camere per chiederne la fiducia. Per il senatore trentino Patton però è presto per parlare di fiducia: “Ora – precisa – è come parlare del nulla visto che non c’è ancora alcuna ipotesi di governo”.
Eppure questa posizione del senatore (eletto soprattutto con i voti del Partito Democratico) sta facendo discutere e c’è chi, come il deputato di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi, lo vorrebbe fra i sostenitori di un possibile governo Meloni. “Mi rendo conto che le dichiarazioni del collega de Bertoldi possono avere contribuito a creare qualche dubbio – replica Patton – ma posso rassicurare i miei elettori e i partiti che mi hanno sostenuto: sono sempre stato una persona coerente e non ho intenzione di smettere di esserlo a 65 anni”. Poi il senatore aggiunge: “Molte delle posizioni dell’attuale maggioranza sono estranee alla mia storia personale o comunque lontane dalla mia sensibilità e dai miei riferimenti valoriali, oltre che dalla mia sintesi politica, altrimenti, se non fosse così, mi sarei presentato agli elettori dall’altra parte”.
Patton comunque ci tiene a precisare di continuare a riconoscersi nella sua coalizione anche se rivendica una propria autonomia: “La politica fatica a ragionare fuori dagli schemi, fuori da posizioni pregiudiziali e da un gioco delle parti che invece, nelle situazioni concrete, lascia spazio a opportunismi e a trasformismi. Io non sono né un opportunista, né un trasformista, sono una persona che prima pensa e vaglia e poi decide e agisce”.
Poi però arriva quello che può suonare come un avvertimento: “Non voglio invocare l’assenza di un vincolo di mandato, ma devo pur ricordare che sono stato votato da un corpo elettorale più ampio di quello della somma delle sigle che mi hanno sostenuto. In secondo luogo – prosegue Patton – in un momento così imbarazzante per il nostro Paese, non può esserci spazio per posizioni pregiudiziali, quantomeno su singoli provvedimenti, perché il futuro dell’Italia, al quale arriveremo attraverso passaggi molto scivolosi e scelte non scontate nell’esito, non può essere subordinato a logiche politiche che non mettano al primo posto il senso di responsabilità”.
Il senatore dunque resterà nel gruppo del autonomie senza però limitarsi ad attendere gli ordini che arriveranno dalle segreterie di partito che comunque potrebbero essere rimaste spiazzate dalle parole di Patton. “Comunque – dice il senatore – i valori dell’intervento di Liliana Segre saranno il riferimento costante del mio impegno politico al servizio delle istituzioni democratiche”.














