"La mia astensione sulla sfiducia a Gerosa? Ero sicuro della serietà della maggioranza. Ma i valori fondanti dell'autonomia e della comunità trentina non sono negoziabili"
Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti torna sulla sua astensione in consiglio provinciale sul voto di sfiducia all'assessora Francesca Gerosa dopo il "caso Clara Marchetto": "Quella della maggioranza è una coalizione civica, popolare, autonomista e federalista, che conosce bene quali sono gli ideali e i principi culturali alla base dell'autonomia e della comunità trentina. La mia astensione voleva essere un richiamo a questi valori"

TRENTO. Torna a parlare, il governatore Maurizio Fugatti, dopo giornate tumultuose in cui a tenere banco sono stati i dissidi e le schermaglie politiche in consiglio provinciale deflagrati dopo il "caso" Clara Marchetto.
Dopo che la polvere delle tenzoni arrivate fino all'intervento di un ministro del governo sembrava essersi posata infatti, il presidente della Provincia un po' a sorpresa ha scelto la linea dell'astensione nel voto sulla mozione di sfiducia nei confronti dell'assessora di Fratelli d'Italia Francesca Gerosa proposta dalla minoranza in consiglio.
Come lui, ad onor del vero, in molti in maggioranza hanno scelto la stessa strada, quella cioè non del voto contrario alla sfiducia ma quella dell'astensione: "Ma da parte mia non c'è stata alcuna indicazione di voto, né alcuna ingerenza su questo tema - ha detto lo stesso Fugatti a margine della conferenza stampa su Egato e termovalorizzatore, finite in un attimo in secondo piano -: sotto l'aspetto politico l'iniziativa della minoranza era pienamente legittima e comprensibile, lo dice uno che in minoranza c'è stato tanti anni. Ma io avevo piena consapevolezza nella serietà e la responsabilità della mia maggioranza, e infatti la mozione è stata respinta".
"Il mio voto di astensione va considerato al di fuori della chiave di lettura politica: la nostra è una coalizione civica, popolare, autonomista e federalista, che conosce bene quali sono gli ideali e i principi culturali alla base dell'autonomia e della comunità trentina. Abbiamo un patrimonio di valori e di ideali condivisi ben radicati nella nostra storia e nel popolo trentino, e questo al di à di ogni colore politico. La mia astensione voleva essere un richiamo a questi valori. Valori che in Trentino non sono negoziabili. E quando qualcuno supera i confini o esce dal perimetro di quegli ideali, suona un campanello, per cosiddire. Non suona contro un partito o contro una parte politica, ma contro chi da quei valori si scosta".












