"Itea? Basta discriminazione, il problema è l'assenza di alloggi". L'accusa dei sindacati: "Già il 90% della case popolari è assegnata a cittadini italiani. No a differenze ingiuste"
Faggioni per Cgil del Trentino: "Nel 2020 il 91% degli alloggi Itea erano assegnati a cittadini italiani, il 3% a cittadini comunitari e il 6% a cittadini extracomunitari. Incapacità dei vertici di gestire efficacemente la società e l’assenza totale di ogni politica abitativa, al di là della propaganda"

TRENTO. "Già il 90% della case popolari è assegnata a cittadini italiani. Si lavori sull’efficienza e sulla realizzazione di nuove abitazioni pubbliche, invece che fare discriminazione. Il problema è l'assenza di alloggi". A parlare sulla questione degli alloggi Itea è Manuela Faggioni che per Cgil del Trentino segue le politiche abitative.
"Nel 2020 il 91% degli alloggi Itea erano assegnati a cittadini italiani, il 3% a cittadini comunitari e il 6% a cittadini extracomunitari - dichiara Faggioni - ed era così anche negli anni precedenti. Tutto questo, dunque, prima delle modifiche al regolamento e prima della legge sui 10 anni di residenza, voluta dalla giunta Fugatti e poi bocciata dalla Corte. Invece di fare inutile propaganda, dunque, l’assessora Segnana e la presidente Gerosa si occupino veramente dei cittadini e delle cittadine che hanno bisogno di un alloggio popolare. Qui il problema non è chi accede alle case Itea, ma accedervi come dimostrano i più di mille alloggi sfitti".
La grande difficoltà sembrerebbe quindi riuscire ad accedervi, riporta Faggioni: "Il vero scandalo è la difficoltà di entrare in una casa Itea, i tempi eterni di ristrutturazione degli alloggi e le lunghe attese nelle graduatorie. Tutte questioni aperte e che manifestano l’incapacità dei vertici di gestire efficacemente la società e l’assenza totale di ogni politica abitativa, al di là della propaganda. Dunque invece di alimentare un clima di esclusione e discriminazione, invece che fare differenze ingiuste tra chi versa in condizioni di bisogno, invece di creare rancori tra poveri e superpoveri, si pensi ad agire, a superare le inefficienze, a costruire soluzioni ai problemi".
I sindacati Cgil, Cisl Uil lamentano di chiedere da anni un confronto su questi temi e come invece "costantemente veniamo ignorati. Finalmente la prossima settimana è in calendario un incontro e metteremo sul tavolo le nostre priorità".
A essere bloccati, riportano i sindacati, non sono solo gli alloggi sociali, "ma anche quelli a canone moderato", quelli che dovrebbero essere destinati alle giovani coppie e alle famiglie del ceto medio. "La Giunta non finanzia il fondo di housing sociale - conclude Faggioni - mantenendo una situazione di grave immobilismo di cui pagano il conto i cittadini già messi in grave difficoltà dal caro vita".













