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| 20 ago 2022 | 11:02

Lo “sfratto” della Lipu dal centro di recupero? Per la Pat serviva “ottimizzare il servizio”

L’interrogazione era stata presentata da Lucia Coppola, ora arriva la risposta dell’assessora Zanotelli: “Attualmente l’amministrazione sta riorganizzando tutte le attività di recupero e cura della fauna con lo scopo di ottimizzare il servizio anche accentrandolo”

Lo “sfratto” della Lipu dal centro di recupero?
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dal gennaio 2023 il Cras di Trento, attualmente gestito dalla Lipu tramite convenzione con il Servizio Foreste e Fauna per le attività di soccorso e recupero dell’avifauna e di alcune specie di piccoli mammiferi passerà alla gestione della Provincia di Trento.

 

Questa almeno è stata la decisione dell’assessorato presieduto da Giulia Zanotelli che, rispondendo a un’interrogazione di Lucia Coppola (Europa Verde) ha spiegato le su ragioni: “Attualmente l’amministrazione sta riorganizzando tutte le attività di recupero e cura della fauna con lo scopo di ottimizzare il servizio anche accentrandolo, per quanto possibile, presso l’area del Casteller di proprietà della Provincia e gestita dal Servizio Foreste, ove peraltro tale funzione viene già esercitata”. In molti però hanno letto lo “sfratto” ricevuto dalla Lipu come una punizione. “Così si azzerano decenni di esperienze sul campo”, tuonavano le associazioni ambientaliste.

 

Ad ogni modo Zanotelli ha sottolineato che nel Centro di San Rocco, nel Bosco della Città, continueranno a essere custoditi a scopo di riabilitazione e cura gli uccelli e i piccoli mammiferi. “Quindi – ha aggiunto – se è vero che il Casteller gestito dall’Associazione cacciatori del Trentino non è più attivo, non è vero che l’amministrazione ha messo questa attività in secondo piano, trascurandola e sottovalutandola”.

 

Secondo l’assessora il ripensamento dell’organizzazione delle attività di recupero e di cura della fauna selvatica sarebbe funzionale a garantire una gestione ottimale. Inoltre, accanto alla Stazione Forestale di Cavedago è stato realizzato dal Servizio Foreste (su un terreno dato in concessione dal Comune) un recinto per il recupero degli ungulati.

 

Un arricchimento e un investimento per la comunità”, ha precisato Zanotelli resta però ferma la scelta dell’amministrazione di organizzare le attività di recupero valorizzando il ruolo del Casteller e del centro di San Rocco, maggiormente idonei per ubicazione e dimensioni a costituire il riferimento principale dell’intera attività. In questa prospettiva il recinto di Cavedago, come altri recinti presenti sul territorio provinciale, continuerà a svolgere una funzione di supporto emergenziale, secondo le finalità per cui il Servizio Foreste lo ha realizzato.

 

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