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| 27 dic 2022 | 17:13

La Lipu ''sfrattata'' dal Cras, la Provincia si prende la gestione diretta del Centro di recupero animali selvatici: ''Riferimento unico per il Corpo forestale''

Una decisione che aveva sollevato diverse polemiche con il mondo ambientalista con la scelta di "sfrattare" la Lipu. La Provincia conferma che dal 1 gennaio scatta la riorganizzazione: "Il passaggio di gestione è stato pensato per riorganizzare e ampliare il servizio del recupero della fauna selvatica in difficoltà"

TRENTO. E' pronta a scattare dal 1 gennaio la riorganizzazione del Centro di recupero animali selvatici (Cras) negli spazi del Bosco della città di Trento. La conferma arriva dalla Provincia, che intende assumere la gestione diretta della struttura ampia circa mezzo ettaro. 

 

"Il Cras garantirà il servizio, che a oggi non esiste in questa forma, in sinergia con le strutture territoriali del Corpo forestale del Trentino. A occuparsi del Centro provinciale - spiega la Provincia - che per anni è stato concesso in gestione alla Lipu, sarà lo stesso personale assunto in seguito a selezione".

 

In occasione della scadenza del contratto, piazza Dante ha ritenuto di non mettere più a bando questa attività, ma di assumere la gestione diretta della struttura. Una decisione che aveva sollevato diverse polemiche con il mondo ambientalista con la scelta di "sfrattare" la Lipu (Qui articolo). 

 

Attualmente i percorsi di recupero dei vari animali feriti si differenziano in base alla specie: per i volatili e i piccoli mammiferi (come ricci e scoiattoli) a Trento è presente il Centro recupero della fauna selvatica gestito dalla Lipu, per i mammiferi più grandi esiste una piccola “strutturaal Casteller, con alcuni stalli dove gli animali possono ricevere le cure dei veterinari. La Pat, però, aveva ammesso il Casteller gestito dall’Associazione cacciatori del Trentino non è più attivo da tempo. Inoltre la forestale si appoggia su una rete di recinti (come quello di Cavedago) dedicati al recupero degli ungulati.

 

E la Provincia ha prospettato questa "rivoluzione" che si concretizza nei prossimi giorni. "Il passaggio di gestione - spiega la Provincia - è stato pensato per riorganizzare e ampliare il servizio del recupero della fauna selvatica in difficoltà. Ai volontari che in questi anni hanno operato nel Centro, viene rivolto un ringraziamento per il lavoro svolto. La gestione diretta si è resa necessaria per offrire un riferimento unico agli agenti del Corpo forestale del Trentino e alle altre figure professionali sul territorio, quali custodi forestali e guardiacaccia, ma anche a tutte le persone che casualmente si imbattono in animali selvatici bisognosi di cure".

 

 

Il Centro provinciale di recupero animali selvatici, ospiterà l’avifauna e, come avvenuto negli ultimi tre anni, i piccoli mammiferi come ricci, scoiattoli, pipistrelli, ma tutti i mammiferi, esclusi i grandi carnivori. "Scopo principale del Cras sarà quello di riabilitare gli animali nel più breve tempo possibile, per restituirli all’ambiente naturale. All’interno dell’area sono installate diverse strutture, pensate per assistere i selvatici nelle varie fasi di riabilitazione. L’attività è garantita durante l’intero arco dell’anno".

 

Per il periodo invernale l’apertura è prevista dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 dal lunedì alla domenica (i numeri di telefono di riferimento: 335 6306801 e 335 6305749 - mail: cras@provincia.tn.it). A breve dovrebbe essere online anche un sito internet ad hoc, "pensato anche per fornire alle persone informazioni sui corretti comportamenti da assumere nel caso di rinvenimento di animali selvatici feriti o che presentano segni di malessere, tali da richiedere le cure del Cras. Va detto che le persone possono imbattersi anche in situazioni in cui animali sani possono sembrare abbandonati, come ad esempio - nel periodo primaverile - un piccolo di capriolo nell’erba o un nidiaceo solo. In questi casi la condotta migliore è quella di allontanarsi per permettere alla madre di continuare a prendersi cura dei piccoli".

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