Blitz notturno per liberare i caprioli? Zanotelli: “Nessuna manomissione e il Comune era stato avvisato, animali giudicati idonei a tornare alla vita selvatica”
Il recinto in questione si trova sul terreno concesso dal Comune di Cavedago ma è gestito dal Servizi foreste che per l’appunto era tenuto a liberare gli animali, Zanotelli: “Un ulteriore differimento, non giustificato da ragioni sanitarie, avrebbe costituito una violazione della legge”
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CAVEDAGO. A marzo aveva fatto discutere la liberazione dei tre caprioli che si trovavano in un recinto adiacente alla stazione forestale di Cavedago. Mentre il sindaco Corrado Viola sosteneva che per aprire i cancelli, nottetempo, fossero stati forzati i lucchetti, il dirigente del servizio foreste e fauna Giovanni Giovannini parlava di un’operazione di routine.
Su questo episodio in molti avevano chiesto alla Provincia di fare chiarezza, fra questi i consiglieri provinciali Michele Dallapiccola e Paola Demagri del Patt e Filippo Degasperi di Onda. Recentemente è arrivata la risposta all’interrogazione presentata da Degasperi. “Il Corpo forestale ha liberato alcuni animali che erano stati curati e custoditi nel recinto perché erano stati giudicati idonei a tornare alla vita selvatica”, conferma l’assessora Giulia Zanotelli, che poi precisa: “Gli animali selvatici appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato e la Provincia ne è il custode, titolare del compito di cura e di riabilitazione nonché, una vota recuperati, della loro reimmissione in natura”.
Il recinto in questione si trova sul terreno concesso dal Comune di Cavedago ma è gestito dal Servizi foreste che per l’appunto era tenuto a liberare gli animali “un ulteriore differimento, non giustificato da ragioni sanitarie, avrebbe costituito una violazione della legge che dispone che le attività di riabilitazione e cura della fauna selvatica debbano essere orientate al recupero della libertà. Ne consegue l’illegittimità della custodia protratta oltre il venir meno delle esigenze che la hanno motivata”, spiega sempre Zanotelli.
La Provincia sottolinea che gli animali godevano di buona salute, non avevano malattie infettive ed erano da tempo in condizione di poter riacquistare la libertà. La loro liberazione era stata differita per agevolare il superamento della stagione invernale. “Il comune di Cavedago era comunque stato avvisato, in spirito di collaborazione e cortesia, che gli animali erano da tempo pronti per tornare alla vita selvatica, della liberazione invece è stata avvisata la sola Stazione Forestale, poiché non vi era alcun motivo di avvisare altri soggetti. Inoltre – prosegue Zanotelli – non risulta peraltro che la recinzione sia stata in alcun modo danneggiata, né che altri abbiano subito alcun danno, conseguente alle operazioni di rilascio”.
La Provincia comunque sta riorganizzando tutte le attività di recupero e cura della fauna con lo scopo, dice, “di ottimizzare il servizio anche accentrandolo, per quanto possibile, nell’area del Casteller”. Ciononostante sul territorio, con funzione di supporto rispetto alle strutture, sono dislocate alcune recinzioni all’interno delle quali possono essere custoditi e curati animali selvatici. Oltre alla struttura di proprietà della Provincia presente al Casteller, al momento è possibile ospitare animali bisognosi di cure nella Stazione Forestale di Fondo e a Caoria dove c’è un’area faunistica di proprietà della Pro Loco e, ovviamente, nel recinto di Cavedago. Comunque la Provincia intende realizzare altre strutture distribuite in modo omogeneo sull’intero territorio: “In media – conclude Zanotelli – nel triennio 2019-2021, il personale forestale ha recuperato e liberato in natura circa settanta animali tra ungulati e altri mammiferi”.


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