Politiche 2022, accordo tra Azione/+Europa e Pd. Raffaelli: ''Trattativa dura ma trovata condivisione. No a candidature divisive. Renzi? Nessuna preclusione, porte aperte''
Alla Camera è stato firmato l'accordo tra i tre leader di partito. Una convergenza che riguarda anche le candidature. Il responsabile politico provinciale di Azione, Mario Raffaelli: "Raggiunto un punto di equilibrio per un programma politico coerente che parta dall'agenda Draghi. Sui collegi uninominali evitiamo candidature di esponenti inaccettabili o divisivi"

TRENTO. "E' stata una trattativa dura ma abbiamo raggiunto un punto di equilibrio per proporre una programma politico coerente". A dirlo Mario Raffaelli, responsabile politico provinciale e nella segretaria nazionale con responsabilità sugli enti locali e sulla politica estera di Azione. "Ora c'è chiarezza per evitare che le elezioni vengano vinte da una destra pericolosa".
Ecco la coalizione tra Azione, +Europa e Partito democratico in vista del 25 settembre. I leader Carlo Calenda, Benedetto Della Vedova e Enrico Letta hanno sciolto le riserve e alla Camera hanno firmato un patto per arrivare uniti alla chiamata alle urne. "C'è stata condivisione su alcuni snodi del programma per noi fondamentali come la necessità di non aumentare le tasse e di percorrere la transizione energetica con il rigassificatore. L’obiettivo in generale è quello di portare avanti l’agenda del governo guidato da Mario Draghi".
Una convergenza che riguarda anche le candidature. Praticamente la totalità dei collegi uninominali viene suddivisa tra Pd (quota del 70%) e Azione/+Europa (30%). "Ci sono dei candidati inaccettabili o divisivi - aggiunge Raffaelli - che non avremmo potuto accettare. C'è stato un passo indietro da parte di entrambe le forze politiche. Nei collegi uninominali eviteremo di proporre Gelmini e Carfagna. Adesso ci mettiamo al lavoro sui nomi. Ma trovate queste direttrici, l'accordo è stata la logica conclusione di questo percorso".
L'idea di Azione è quella che il Partito democratico possa rinunciare a Europa Verde e Sinistra Italiana che potrebbero guardare al Movimento 5 stelle. "Non c'è nessuna preclusione e c'è l'ok per far parte della coalizione - dice Raffaelli - purché rinuncino a candidare determinate persone".
Resta sullo sfondo Italia Viva. "Abbiamo voluto Draghi al governo, soli contro tutti. Oggi non ci alleiamo con chi ha votato contro Draghi. Prima della convenienza viene la politica. Quello che gli altri definiscono solitudine, noi lo chiamiamo coraggio. Pronti, ci siamo". Ha scritto Matteo Renzi su Twitter. Ma sia Azione che Partito democratico sembrano più che interessate a tenere la porta aperta.
"C'è margine - evidenzia Raffaelli - affinché possa rientrare nella coalizione. Non ci sono veti e la scelta è di Renzi. Per quanto ci riguarda può far parte di questa partita e di questa alleanza che cerca di non dare vantaggi evitabili alla destra".
Un accordo per il nazionale che rinsalda i rapporti anche a livello territoriale. "Abbiamo sempre sostenuto che decisioni nazionali non avrebbero cambiato nulla in ottica provinciali 2023. Ma sicuramente questo patto firmato a Roma rafforza ancora di più il percorso che viene portato avanti in Trentino per sfidare il centrodestra il prossimo anno", conclude Raffaelli.












