Provinciali 2023, Fratelli d'Italia pronta ad una coalizione allargata con il Patt. Urzì: ''Devono rimuovere gli atteggiamenti critici nei nostri confronti''
Fratelli d'Italia si dice pronta a sedersi ad un tavolo con il Patt ad una condizione: “Se tornerà ad essere quella forza che in una certa stagione ha saputo interpretare il cambiamento che stava attraversando il nostro territorio e l’Italia”. Già in passato il segretario delle Stelle Alpine aveva chiarito la linea sua e del partito: “'Dove c'è Fratelli d'Italia non ci siamo noi''

TRENTO. “Il rapporto con il Patt nell’ambito di una coalizione allargata rispetto all’attuale maggioranza provinciale in cui si colloca anche Fratelli d’Italia? Certamente sì”. Sono queste le parole che usa quest'oggi Alessandro Urzì, commissario provinciale trentino di FdI esprimendo il proprio sostegno ad alcune parole pronunciate dal presidente Maurizio Fugatti.
Una sorta di apertura in vista delle prossime elezioni e soprattutto in vista del delicato appuntamento congressuale degli Autonomisti che si terrà nelle prossime settimane. Tra il Patt e Fratelli d'Italia non ci sono proprio buoni rapporti. Lo dimostrano il botta e risposta avenuto di recete tra il segretario del Patt Simone Marchiori e la vicesegretaria Roberta Bergamo in merito alle parole del senatore Andrea De Bertoldi che aveva definito Fdi il “vero partito dell’autonomia”.
Marchiori e Bergamo in una nota aveva parlato di FdI come il partito che “Al suo interno ospita esponenti che senza alcun ritegno si considerano eredi del partito fascista che tanti danni ha causato alla nostra terra, umiliandola e calpestandone i diritti”.
Non sono mancati nemmeno gli attacchi arrivati dal capogruppo del partito della Meloni in consiglio provinciale, Claudio Cia. “L’amore per la nostra Autonomia non è un esclusiva del Patt e di altri pochi, ogni trentino d’origine o di adozione sa quanto sia un bene, un valore, da promuovere e valorizzare senza abusarne. Infatti l’Autonomia non deve essere il pretesto per il cosiddetto controllo del territoriale stile mafioso” scrivere il consigliere in un post il 15 febbraio scorso.
Dal canto suo, il segretario del Patt Simone Marchiori ha sempre dimostrato di avere le idee chiare in merito ad eventuali forme di alleanza con FdI. “'Dove c'è Fratelli d'Italia non ci siamo noi'' aveva rimarcato in un'intervista rilasciata a ilDolomiti pochi mesi fa. (QUI L'INTERVISTA)
“Con Fratelli d'Italia non andremo mai. Non siamo nazionalisti e Fratelli d’Italia è anche un partito populista che liscia il pelo a movimenti che nulla hanno di serio e positivo per il Trentino. In Fratelli d'Italia troviamo posizioni anti Europa e centraliste. Dove c'è Fratelli d'Italia di sicuro non c'è il Patt e questa è una posizione condivisa nel partito. C’è una incompatibilità ideologica condivisa anche da Svp e movimenti autonomisti” aveva chiarito Marchiori.
Ora, però, Fratelli d'Italia si dice pronta a sedersi ad un tavolo con il Patt ad una condizione: “Se tornerà ad essere quella forza che in una certa stagione ha saputo interpretare il cambiamento che stava attraversando il nostro territorio e l’Italia”. Con il Patt, ha chiarito il commissario di FdI ci sono già esperienze di governo nel territorio ma spiega “E' lo stesso Patt che già dal suo prossimo congresso deve rimuovere gli atteggiamenti critici nei confronti di FdI”. “Pregiudiziali non aiutano di certo il Trentino a mettere in campo le risorse migliori. Fratelli d’Italia condivide quindi le parole che sanno guardare al futuro del presidente Maurizio Fugatti avendo cura di annotare che ora saranno le tesi che saranno sostenute al prossimo congresso del Patt ad essere determinanti per definire anche gli stessi margini di una coalizione che vuole puntare ad essere interprete in modo ampio e rappresentativo del Trentino. FdI c’è. Al segretario del Patt Marchiori quindi una responsabilità grande. Fratelli d’Italia come sempre pone al centro i temi dell’attualità ed i problemi da affrontare e risolvere".
"Se c’è condivisione sulle soluzioni pronti ad accettare le sfide. Se permarranno da parte della nuova classe dirigente del Patt pregiudiziali ingiustificate e pretestuose verso Fratelli d’Italia - conclude Urzì - è evidente che sarà l’intera coalizione cui appartiene Fratelli d’Italia a doverne trarre le conseguenze e non solo FdI” ha concluso Alessandro Urzì.













