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| 11 mar 2022 | 18:46

Provinciali 2023, Urzì dopo la chiusura del Patt: "Scarsa lungimiranza. Ora sono fuori dall'attuale asse di governo di cui noi facciamo parte a pieno titolo''

Si chiude il botta e risposta tra Fratelli d'Italia e il Patt dopo l'apertura fatta dal partito della Meloni di una coalizione allargata alle Stelle Alpine per le prossime elezioni. "Fratelli d’Italia è componente determinante e convinta della coalizione di maggioranza attuale e la 'gentilezza' epistolare non tocca, a nostro modo di sentire, quindi solo FdI ma l’intera coalizione. Uno sgarbo ingiustificato. Ne prendiamo atto. Definitivamente, e riferiremo di ciò in coalizione"

Provinciali 2023, Urzì dopo la chiusura del Patt: Scarsa lungimiranza
di Redazione

TRENTO. “Le dichiarazioni del Patt chiudono con scarsa lungimiranza la strada ad un rapporto con la coalizione di governo che vede partecipe a pieno titolo Fratelli d'Italia”. Si è chiuso in meno di 10 ore il botta e risposta tra il Patt e Fratelli d'Italia.

 

Tutto è iniziato con una nota firmata dal commissario provinciale di FdI, Alessandro Urzì (QUI L'ARTICOLO), con la quale, richiamandosi ad alcune parole pronunciate da Fugatti, aveva in qualche modo aperto ad una coalizione di centro destra allargata con il Patt se, però, aveva scritto “tornerà ad essere quella forza che in una certa stagione ha saputo interpretare il cambiamento che stava attraversando il nostro territorio e l’Italia”. Sempre Urzì chiedeva di ''rimuovere gli atteggiamenti critici” nei confronti del partito della Meloni.

 

Parole non ben accolte dagli autonomisti che nel giro di poche ore sono state rispedite al mittente. Il Patt, con una nota sottoscritta da tutto l'ufficio politico (QUI L'ARTICOLO), infatti, ha chiarito che non ci può essere 'Nessun dialogo con chi rappresenta la negazione dei nostri valori'' ribandendo che Fratelli d'Italia: ''Sono e rimangono opposti e alternativi''.

 

A chiudere il cerchio ci ha pensato alla fine Urzì che ricevuta la risposta del Patt è immediatamente intervenuto mettendo la parola fine all'apertura che aveva proposta nelle scorse ore. “La ruvida risposta di Marchiori – spiega in una nota Urzì - incentrata come ormai accade ossessivamente da tempo su Fratelli d’Italia, non lascia invece margini a interpretazioni. Fratelli d’Italia, sfugge a Marchiori, è componente determinante e convinta della coalizione di maggioranza attuale e la 'gentilezza' epistolare non tocca, a nostro modo di sentire, quindi solo FdI ma l’intera coalizione. Uno sgarbo ingiustificato di fronte a parole di attesa verso le riflessioni precongressuali del Patt. Ne prendiamo atto. Definitivamente, e riferiremo di ciò in coalizione, salvo cambiamenti di linea ufficiali di questo Patt chiaramente orientato per la restaurazione del vecchio pantano ereditato dall’attuale coalizione”.

 

Urzì parla di pregiudizi. “Certi atteggiamenti romantici del segretario Marchiori  nei panni di novello don Chisciotte in ogni caso purtroppo poco si adeguando alla vita democratica che è fatta di confronto sui temi, respinto per puro pregiudizio. Appare sorprendente che un giovanotto come Marchiori sia ostaggio delle ideologie novecentesche e da deliri etnici tanto da avere anche dichiarato e preteso di non votare il presidente della Provincia Fugatti a grande elettore del Presidente della Repubblica preferendogli il candidato della Svp, appaltando quindi la rappresentanza del Trentino all’Alto Adige. Il peggio che si era mai sentito per un autonomista”.

 

Alla fine un consiglio “all'offuscato” scrive nella nota Urzì, segretario del Patt: “la coalizione a cui Fratelli d’Italia partecipa con convinzione non è un menù alla carta. Mai stata così solida e determinata. Per le pratiche da prima Repubblica si rivolga altrove”.

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