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Quando la politica sprofonda nella peggiore delle strumentalizzazioni. Testor sull'arresto dei due jihadisti: ''Con lo Ius Scholae sarebbero stati italiani''

La senatrice trentina della Lega ha pensato di commentare l'arresto dei due ragazzi jihadisti a Rovereto spiegando che ''non solo erano incensurati ma nati in Italia e ben inseriti nel contesto sociale, di studio e di lavoro'' e aggiungendo che questa sarebbe l'''ennesima dimostrazione che una legge per la cittadinanza facile non solo non serve, ma in casi come questo potrebbe addirittura mettere in pericolo la sicurezza del nostro paese''. Un collegamento da cortocircuito totale. Una strumentalizzazione delle più basse

Di Luca Pianesi - 24 giugno 2022 - 15:54

TRENTO. ''I due ragazzi (due giovani jihadisti arrestati in Trentino ndr) non solo erano incensurati ma nati in Italia e ben inseriti nel contesto sociale, di studio e di lavoro. Ciò significa che, con una legge come lo Ius Scholae tanto promossa dalla sinistra, questi pericolosi terroristi sarebbero stati italiani a tutti gli effetti. Ennesima dimostrazione che una legge per la cittadinanza facile non solo non serve, ma in casi come questo potrebbe addirittura mettere in pericolo la sicurezza del nostro paese”. Questo quanto riportato in un comunicato stampa dalla senatrice trentina Elena Testor. ''Un bel tacer non fu mai scritto'' recita un noto proverbio italiano che calza a pennello con il testo diffuso dalla parlamentare trentina della Lega.

 

La senatrice non parla spesso, va detto. Come del resto tutta la pattuglia di parlamentari leghisti trentini a Roma non si può certo dire che spicchi per attivismo politico, capacità di dibattito o presenza su temi e questioni. Oggi la senatrice Testor ha probabilmente chiarito perché da quei ''luoghi'' non si ode pensiero. Perché, probabilmente, è meglio così. Quanto fatto oggi, infatti, è da sprofondo. Tentare di strumentalizzare un'operazione delle forze dell'ordine come l'arresto di due giovani jihadisti di origini kosovare mettendo il fatto in collegamento con la legge dello ''Ius Scholae tanto promossa dalla sinistra'' è quanto di più scorretto dal punto di vista politico, intellettuale, umano che si possa immaginare.

 

Andare più in basso di così, dal punto di vista della dialettica politica, è difficile. Per scendere nel baratro del confronto con la senatrice Testor le si potrebbe obiettare che allora quando arrestano degli italiani per mafia, camorra o 'ndrangheta bisognerebbe non riconoscere la cittadinanza italiana a tutti gli italiani o nei casi di femminicidio si dovrebbe toglierla a tutti gli uomini o quando a commettere un delitto efferato è una mamma bisognerebbe cacciare tutte le mamme dal Paese? Siamo all'assurdo. E il cortocircuito del pensiero si palesa nei confusi concetti per i quali i giovani erano ''nati in Italia e ben inseriti nel contesto sociale, di studio e lavoro'' e quindi ''ciò significa che, con una legge come lo Ius Scholae tanto promossa dalla sinistra, questi pericolosi terroristi sarebbero stati italiani a tutti gli effetti''. E allora? E quindi? Incommentabile. 

 

Per la cronaca il 29 giugno la Camera dei Deputati discuterà la proposta di legge sulla cittadinanza che mira a introdurre lo Ius Scholae. Ecco spiegata l'alzata d'ingegno della senatrice trentina. Cosa vuole dire Ius Scholae? Vuol dire dare la cittadinanza italiana ai bambini figli di extracomunitari che abbiano frequentato almeno un ciclo scolastico in Italia, senza che debbano aspettare il compimento dei 18 anni. La proposta, al momento, sembra avere un consenso abbastanza trasversale dal PD, al M5S, da Italia Viva a Forza Italia (ex partito di Elena Testor del cui gruppo parlamentare faceva parte fino al 2020 salvo poi passare con la Lega). La speranza è che il dibattito, serio e importante, sia affidato ad argomenti e posizioni lontane anni luce da quelle espresse dalla senatrice trentina. Si può essere d'accordo o contrari ma non far scadere tutto in una triste strumentalizzazione.  

 

Questo il testo integrale della nota stampa di Elena Testor

''Un ringraziamento sentito e doveroso a Carabinieri del Ros e Comando Provinciale Trento per aver arrestato in Trentino due giovani jihadisti di origini kosovare, impedendogli di compiere l’attentato che stavano progettando. La minaccia del terrorismo islamico purtroppo non è ancora debellata ed occorre tenere sempre alta la guardia, come ottimamente dimostrato anche in quest’occasione da uomini e donne delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. I due giovani jihadisti, che hanno intrapreso un percorso di radicalizzazione sul web, si erano addestrati per compiere atti violenti e progettavano di compiere in Italia un attentato con ordigni esplosivi in nome dell’Isis. Dalla vicenda in questione emerge anche un altro elemento chiave: i due ragazzi non solo erano incensurati ma nati in Italia e ben inseriti nel contesto sociale, di studio e di lavoro. Ciò significa che, con una legge come lo Ius Scholae tanto promossa dalla sinistra, questi pericolosi terroristi sarebbero stati italiani a tutti gli effetti. Ennesima dimostrazione che una legge per la cittadinanza facile non solo non serve, ma in casi come questo potrebbe addirittura mettere in pericolo la sicurezza del nostro paese”.

Così in una nota la senatrice trentina Elena Testor della Lega.

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