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Trento
13 settembre | 13:34

"Ricomincia la scuola, ma senza fondi per l'integrazione dei giovani ucraini". L'accusa di Zanella: "La Provincia non ha finanziato un euro"

Soltanto pochi mesi fa l'assessore Bisesti sosteneva: "Nonostante le fatiche degli ultimi anni dovuti alla pandemia, ancora una volta la scuola trentina si è dimostrata pronta a garantire a tutti il diritto fondamentale all’istruzione". Zanella risponde con un'interrogazione: "Questa Giunta ci ha abituato a proclami ai quali non seguono azioni conseguenti"

In centro foto d'archivio
In centro foto d'archivio
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Ricomincia la scuola per 69.308 studenti trentini, ma senza fondi per l'integrazione di bambini e ragazzi ucraini". E' questa l'accusa del consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella che sul tema ha presentato un'interrogazione.

 

Soltanto a giugno scorso l'assessore all'istruzione Mirko Bisesti aveva dichiarato in occasione della presentazione del progetto Prima classe, volto anche all'accoglienza dei minori fuggiti dal conflitto in Ucraina nelle scuole trentine: "Nonostante le fatiche degli ultimi anni dovuti alla pandemia, ancora una volta la scuola trentina si è dimostrata pronta a garantire a tutti il diritto fondamentale all’istruzione. La nostra scuola è resa forte e capace, anche perché è espressione di un territorio che ha fatto propria l’idea dell’educazione come responsabilità collettiva e come investimento per il futuro della comunità".

 

Un'affermazione che non è passata inosservata: "Questa Giunta ci ha abituato a proclami ai quali non seguono azioni conseguenti - sottolinea Zanella - peccato che, a differenza dello Stato che ha stanziato apposite risorse, pare proprio che la Provincia non abbia finanziato un euro per le attività di integrazione straordinaria cui le scuole sono state e sono tuttora chiamate".

 

A settembre di quest'anno la campanella è tornata a suonare non soltanto quindi per gli studenti trentini, ma anche per tutti quei giovani che da marzo 2022 sono fuggiti dall’Ucraina a seguito dello scoppio del conflitto. Tante infatti sono state le donne e i bambini che hanno trovato rifugio in Italia e in Trentino.

 

"I dirigenti sono corsi ai ripari attraverso bandi per l'inclusione della Fondazione Caritro, assolutamente meritori, ma su percorsi extra orario scolastico e non all'interno del percorso curriculare dove le Linee guida 2012 per le istituzioni scolastiche e formative della Provincia di Trento - inserimento e integrazione degli studenti stranieri prevedono debbano avvenire le attività di integrazione".

 

Proprio durante la scorsa primavera aveva preso il via "una task force - prosegue Zanella - per l’inserimento di bambini e ragazzi ucraini e le scuole si sono attivate anche attraverso la collaborazione di volontari e di enti del terzo settore".

 

Stando alle parole del consigliere, "in aprile gli studenti arrivati in provincia dall’Ucraina e accolti nelle scuole d’infanzia e negli istituti scolastici erano 350, di cui 296 alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado. I bambini accolti nelle scuole d’infanzia erano invece 50. Altri seguivano lezioni in Dad collegati con gli istituti ucraini".

 

I dati forniti a luglio dall’assessore Bisesti sul fronte dell'inserimento e dell’integrazione scolastica, riporta Zanalla, "parlano di 271 iscrizioni per l’anno scolastico 2022/2023 previste per gli studenti ucraini arrivati da marzo 2022 in Trentino (nello specifico, 152 iscritti alla primaria, 81 alle scuole medie, 31 alle superiori, 7 alla formazione professionale)".

 

L'interrogazione, a firma di Futura, è stata depositata il primo giorno di scuola, "per sapere se sono state stanziate risorse delle quali non siamo a conoscenza e il modo in cui assessorato e dipartimento all'istruzione intendono rendere attuative le citate linee guida e il diritto all'istruzione dei/delle giovani ucraini".

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