Sostegni della Pat per l'apicoltura, Dallapiccola: ''Metodo del divide et impera: un protocollo con solo un'associazione ma il settore ha bisogno di unità''
Negli scorsi giorni la Provincia ha deliberato un contributo di 300 mila euro per sostenere il comparto delle api e della produzione di miele. L'ex assessore Michele Dallapiccola (Patt): "E' stato portato avanti un tentativo di mascherare un accordo bilaterale e gli enti coinvolti avrebbero potuto fare uno sforzo di coinvolgimento, soprattutto perché le rimostranze arrivano da un gruppo di persone stimate e preparate"

TRENTO. "Il protocollo sembra un tentativo per mascherare un accordo bilaterale e che si basa su un equivoco di fondo nel mondo dell'apicoltura". Queste le parole di Michele Dallapiccola, consigliere provinciale in quota Patt. "La Provincia prosegue con il metodo divide et impera e questa volta è toccato alle api: i contributi per riparare ai danni di una stagione avversa servono a poco se le misure non vengono adeguatamente accompagnate da un opportuno lavoro di intelligence politica. I settori in crisi hanno, infatti, bisogno di unità e di collaborazione. Questo si può verificare solo con un’intensa attività di mediazione con le imprese".
Negli scorsi giorni la Provincia ha deliberato un contributo di 300 mila euro per sostenere il comparto delle api e della produzione di miele. E' questo il valore complessivo degli indennizzi provinciali destinati agli apicoltori, a fronte di una minore produzione di miele e ai maggiori costi di mantenimento dei nuclei delle api, causati dall’andamento climatico particolarmente sfavorevole nei mesi di aprile e maggio 2021. Non solo, verrà costituito un tavolo tecnico per monitorare le buone pratiche agricole e per approfondire le varie tematiche legate all’ortofrutticoltura sostenibile e all’apicoltura. Un accordo tra Provincia e Apot, l’associazione apicoltori trentini e la Fondazione Edmund Mach (Qui articolo).
"E' stato portato avanti un tentativo di mascherare un accordo bilaterale e gli enti coinvolti avrebbero potuto fare uno sforzo di coinvolgimento, soprattutto perché - dice Dallapiccola - le rimostranze arrivano da un gruppo di persone stimate e preparate. Avrebbe forse potuto fare qualcosa la Giunta provinciale. Ma anche stavolta l’acuto nel coro non si è proprio sentito. Peccato. E peccato anche che ci vada di mezzo il mondo dei frutticoltori che delle api hanno un vitale bisogno",
Il documento stabilisce gli impegni dei diversi soggetti coinvolti e prevede la costituzione di un tavolo tecnico provinciale per monitorare le buone pratiche agricole e per approfondire le varie tematiche legate all’ortofrutticoltura sostenibile e all’apicoltura.
Un provvedimento che stabilisce gli strumenti informativi, di monitoraggio e di valutazione delle pratiche adottate dai diversi enti, accanto alle attività di ricerca, formazione e aggiornamento degli operatori del settore. Il protocollo quindi può sembrare un punto di svolta nell'equilibrio dei rapporti. Ma a firmare solo un'associazione sulle quattro presenti in Trentino.
"Si registra uno strappo importante perché l'associazione apicoltori trentini rappresenta una realtà legata prevalentemente al capoluogo e dintorni rispetto alla Federazione, un ente ben più rappresentativo dell’intero territorio provinciale. E' un settore nel quale non è facile individuare un punto di convergenza e l'affermo per mia diretta esperienza: un comparto molto variegato formato da professionisti e da hobbisti portatori di esigenze diverse che ha sempre fatto fatica a farsi capire fino in fondo dalla politica", conclude Dallapiccola.


















