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Vaccini, green pass, il 'governo dei migliori': l'ex candidata sindaco lascia la Lega: ''Che fine hanno fatto anti europeismo, sovranismo, uscita dall'euro?''

La capogruppo in consiglio comunale a Comano Terme del partito di Salvini lascia il movimento: ''Profonda amarezza quando il 18 ottobre al Porto di Trieste la folla che protestava contro il green pass è stata caricata dalla polizia. Ho pensato che se la Lega fosse stata al 3% come quando avevo aderito saremmo stati lì con il segretario, davanti agli idranti a difendere le persone''

Di L.P. - 18 giugno 2022 - 12:47

COMANO TERME. ''Ma insomma che ne è stato dell'anti europeismo? L'uscita dall'euro? Dell'autodeterminazione dei popoli? Del federalismo? Del sovranismo? Dell'indipendenza? Perché non è più Lega?''. Con queste domande aperte la capogruppo in consiglio comunale della Lega a Comano Terme e candidata sindaca nel 2020, Cinzia Parisi ha deciso di abbandonare il partito di Matteo Salvini e di Maurizio Fugatti chiarendo che ''non mi riconosco più in quella che per più di un decennio è stata la mia fede politica''. Una rottura che si somma a quella di tanti altri (si pensi solo al consiglio provinciale dove ben tre consiglieri hanno lasciato il partito: Katia Rossato e Alessia Ambrosi sono passate a Fratelli d'Italia e Ivano Job è passato al gruppo misto) che non si ritrovano più nelle politiche della Lega di governo. Per Parisi il distacco si è acuito con il Covid, il vaccino, il green pass e il ''Governo dei migliori'' come evidenzia lei stessa nelle sue parole. 

 

''Velatamente la mia sfiducia è iniziata con il susseguirsi delle alleanze di governo, a mio parere fin da subito impraticabili, per poi sfociare nel cosiddetto 'governo dei migliori'. Ho provato profonda amarezza - chiarisce - e delusione,  il 18 ottobre 2021 al Porto di Trieste. Quel giorno, indelebile nella mia mente, per disperdere la folla che protestava contro il Green Pass, hanno mosso la polizia mediante idranti, cariche e anche lacrimogeni. Lì in quel momento ho pensato che se la Lega Salvini Premier fosse stata al 3%, come quando avevo aderito, ci sarebbe stata la Lega, con il segretario, davanti a quegli idranti a difendere le persone e a proteggere la libertà come sempre aveva fatto prima di diventare boriosa''.

 

''Nessuna opposizione -prosegue - quando per lavorare, nel migliore dei casi, abbiamo dovuto pagare 'un pizzo' per non voler essere sottoposti ad una vaccinazione; quando prima il mio partito era sempre stato per la libertà di scelta. Ho provato un senso di disagio, di estrema vergogna, nel vedere la rielezione del Capo dello Stato, pavidi e dimessi per mantenere i lauti scranni. Non da ultimo, dopo aver dedicato i fine settimana dell'estate scorsa, con il sole o con la pioggia alla raccolta delle firme per presentare il referendum abrogativo sulla giustizia alla Corte costituzionale, vengo a scoprire che  quelle firme non sono mai state depositate. Mi rammarico di questa mancanza di rispetto soprattutto per aver tolto alla mia famiglia e alle mie figlie quel tempo; tempo che è più prezioso di ogni vil denaro''.

 

Parisi, comunque, ha già annunciato che resterà in consiglio comunale per non tradire il mandato di chi le ha dato fiducia due anni fa.

 

Ecco il testo integrale:

 

Chi mi conosce sa che dico le cose come stanno, in certi momenti è un pregio e in altri un difetto, dipende sempre dalla prospettiva.

 

Dei miei anni di appartenenza politica alla Lega Nord prima, e alla Lega Salvini Premier, poi,  resta quanto di buono sono riuscita a portare in consiglio comunale del mio comune.

Non faccio fatica a riconoscere i miei limiti e scagli pure la prima pietra chi è nella presunzione di ritenersi "senza peccato". 

 

Da tempo meditavo di "chiamarmi fuori", essendo sfumata in me ogni traccia di quell' orgoglio che provavo nell'avere in tasca la tessera del partito, di partecipare a manifestazioni, di organizzare gazzebate, di lavorare per la mitica festa di Pinzolo e di candidare alle elezioni.

Velatamente la mia sfiducia è iniziata con il susseguirsi delle alleanze di governo, a mio parere fin da subito impraticabili, per poi sfociare nel cosiddetto "governo dei migliori".

Ho provato profonda amarezza e delusione,  il 18 ottobre 2021 al Porto di Trieste. Quel giorno, indelebile nella mia mente, per disperdere la folla che protestava contro il Green Pass, hanno mosso la polizia mediante idranti, cariche e anche lacrimogeni. 

Lì in quel momento ho pensato che se la Lega Salvini Premier fosse stata al 3%, come quando avevo aderito, ci sarebbe stata la Lega, con il segretario, davanti a quegli idranti a difendere le persone e a proteggere la libertà come sempre aveva fatto prima di diventare boriosa. 

Nessuna opposizione quando per lavorare, nel migliore dei casi, abbiamo dovuto pagare "un pizzo" per non voler essere sottoposti ad una vaccinazione; quando prima il mio partito era sempre stato per la libertà di scelta.

Ho provato un senso di disagio, di estrema vergogna, nel vedere la rielezione del Capo dello Stato, pavidi e dimessi per mantenere i lauti scranni.

Non da ultimo, dopo aver dedicato i fine settimana dell'estate scorsa, con il sole o con la pioggia alla raccolta delle firme 

per presentare il referendum abrogativo sulla giustizia alla Corte costituzionale, vengo a scoprire che  quelle firme non sono mai state depositate.

Mi rammarico di questa mancanza di rispetto soprattutto per aver tolto alla mia famiglia e alle mie figlie quel tempo; tempo che è più prezioso di ogni vil denaro. 

Ma insomma che ne è stato dell'anti europeismo? L'uscita dall'euro? Dell'autodeterminazione dei popoli? 

Del federalismo? Del sovranismo? Dell'indipendenza? Perché non è più Lega?

Francamente non mi riconosco più in quella che per più di un decennio è stata la mia fede politica.

Lascio il partito del quale non condivido più le scelte politiche. 

 

Non tutto è negativo però, in quanto, nel tempo, ho avuto modo e occasione di frequentare e conoscere persone le quali avranno per sempre la mia stima.

 

Questo gesto è rivolto a tutti coloro che hanno dato fiducia alla mia persona alle quali assicuro la mia permanenza in consiglio comunale. 

 

Ora, libera di esprimermi.

 

Cinzia Parisi 

Capogruppo consiliare di Comano Terme (Trento)

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