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Belluno
08 novembre | 19:49

Zaia chiede a Calderoli l'autonomia del Veneto ma i ladini bellunesi chiedono l'autonomia dal Veneto: ''Noi affini all'Alto Adige. Si rispetti il referendum''

Il sindaco di Livinallongo del Col di Lana, Leandro Grones: "Questa spinta autonomista a livello regionale non scalfisce in alcun modo le nostre motivazioni e le nostre ragioni. La scelta dei territori è chiara e la volontà è quella di passare alla Provincia di Bolzano". Con loro anche i ladini della Val di Fassa della Neva Ual: ''Sono più di cent'anni che i ladini delle Dolomiti, divisi tra due regioni e tre provincie, rivendicano la loro comune appartenenza''

LIVINALLONGO DEL COL DI LANA. "Il referendum compie 15 anni e quelle istanze sono oggi ancora attuali: attendiamo i pareri del parlamento". Queste le parole di Leandro Grones, sindaco di Livinallongo del Col di Lana. "Le motivazioni non sono economiche ma di storia, di cultura e di appartenenza. Il percorso è diverso rispetto a quello dell'Autonomia del Veneto. La volontà è quella di passare all'Alto Adige. Ci siamo mossi e ci siamo espressi ancora prima della Regione".

 

Nell'ottobre del 2007 i cittadini dei Comuni di Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia furono chiamati a esprimersi sulla volontà di lasciare la Regione Veneto per aggregarsi al Trentino Alto Adige. Più della metà degli aventi diritto si recarono alle urne e quasi l'80% dei cotanti scelse per il "Sì" alla Regione autonoma con sguardo in particolare alla Provincia di Bolzano

 

Intanto a premere, ancora di più dopo la netta vittoria del centrodestra alle ultime elezioni nazionali, per l'Autonomia c'è la Regione Veneto. Ma le comunità ladine precisano che la questione è molto diversa.

 

"Le istanze sono altre e ben distinte - aggiunge Grones - le questioni non sono legate e sono due percorsi totalmente diversi. Questa spinta autonomista a livello regionale non scalfisce in alcun modo le nostre motivazioni e le nostre ragioni. La scelta dei territori è chiara e la volontà è quella di passare alla Provincia di Bolzano". 

 

A 15 anni di distanza questi Comuni sembrano pronti a riprendere in mano l’iniziativa. Negli scorsi mesi le amministrazioni hanno, infatti, nominato i nuovi rappresentanti nel comitato referendario che sostiene il passaggio all'Alto Adige. "Attendiamo che il parlamento si esprima in materia", prosegue Grones. "Non è una questione economica, rappresentiamo il secondo centro a livello turistico del Bellunese, quanto siamo stati parte dell'Austria per mille anni: le motivazioni sono quindi di cultura, di storia e di appartenenza".

 

A intervenire anche la Neva Ual: "Il nuovo esecutivo in carica, fin dai suoi primi atti e propositi ha messo l'autonomia delle Regioni tra le proprie priorità. Il nuovo Ministro agli Affari Regionali e alle Autonomie, Roberto Calderoli, da sempre promotore delle istanze prima secessioniste delle Regioni del nord, poi federaliste e ora a quanto pare perfino autonomiste, ne ha dato conferma intraprendendo percorsi di dialogo con i governatori di Alto Adige e Veneto. Desideriamo evidenziare una contraddizione insita in questo processo nel quale la Regione Veneto richiede - quasi pretende - l’autonomia sul modello Trentino Alto Adige, ma nella quale al contempo ignora da ben 15 anni il referendum dei Ladini di Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana, attraverso il quale la popolazione si è espressa per chiedere la propria autonomia, esprimendo la volontà di passare alla Provincia di Bolzano".

 

La Neva Ual sostiene che istanze autonomiste sono inascoltate e che danneggiano la tenuta delle minoranze. "Sono più di cent'anni - dicono - che i Ladini delle Dolomiti, divisi tra due regioni e tre provincie, rivendicano la loro comune appartenenza, chiedendo di poter essere riuniti sotto un'unica direzione amministrativa nella provincia di Bolzano. A sottolineare ancora una volta questo desiderio, le Unioni Ladine dei paesi coinvolti si sono date appuntamento a Passo Valparola proprio sabato 29 ottobre scorso, dove all'ordine del giorno, tra le altre cose, c'è stata la richiesta di un incontro con il ministro Roberto Calderoli. Il referendum da solo infatti non basta. Ci vuole una legge del Parlamento in conformità con quanto previsto dall’Articolo 132 della Costituzione. Come già successo però, nemmeno i rappresentanti politici nazionali, eletti nei territori interessati, sono riusciti a impedire l’insabbiamento di queste richieste provenienti da migliaia di cittadini".

 

L'appello al governo è quello di prestare attenzione alle richieste e alla volontà delle comunità ladine: Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia appaiono decise a far valere il risultato del referendum. "Nel momento in cui si paventa la volontà da parte del nuovo governo di accelerare la procedura per concedere l'autonomia alla regione Veneto, per coerenza verso la minoranza ladina che altrettanto chiede e attende maggiore autonomia e tutela nel rispetto della propria volontà, tale situazione non può essere ignorata. Per questo, l’istanza popolare deve essere presa in considerazione e messa all’ordine del giorno nell’agenda del ministro Calderoli affinché con la stessa celerità vi ponga rimedio", conclude la Neva Ual.

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