Abbattimento Jj4, Fugatti riusa la legge di Rossi: ''E' pienamente operativa dal 2019 e da allora la poteva utilizzare''. Intanto arriva la terza querela per il presidente della Pat
Il presidente della Pat riutilizza la legge 11/2018 mostrando come avrebbe potuto usarla anche nel 2020 dopo la prima aggressione di Jj4. Fuccelli: ''Nuova querela: il presidente persevera nei reati di istigazione a delinquere e tentato delitto''

ROMA. Fugatti riusa la legge provinciale realizzata dal suo predecessore Ugo Rossi nel 2018 che aveva superato il vaglio della Corte Costituzionale nel 2019 tornando a dimostrare il fatto che l'avrebbe già potuta usare nel 2020, dopo che Jj4 aveva aggredito padre e figlio sempre in Val di Sole. La riutilizza dopo che qualche giorno fa aveva emesso un decreto simile per l'abbattimento (o cattura) di Mj5. Cade, dunque, completamente il la retorica del ''dopo l'aggressione del 2020 avevamo le mani legate'', semplicemente è mancata la volontà di prendersi la responsabilità di compiere un atto simile.
Al riguardo, infatti, commenta così l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi: ''Prendo atto che la Provincia nel giro di soli 15 giorni utilizza per la seconda volta lo strumento della legge 11/2018 che ho fortemente voluto nella passata legislatura nonostante la contrarietà di molti e le accuse di fare mera campagna elettorale rivoltemi da chi ora governa. La legge conferisce al Presidente della Provincia i poteri di applicazione della direttiva Habitat dietro parere non vincolante di Ispra e ricordo che essendo stata dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale nel settembre2019 era da allora pienamente operativa e utilizzabile per la gestione ordinaria e delle criticità' sui grandi carnivori''.
E all'epoca ad impugnare la norma di Rossi fu il governo Lega-M5S. Nel frattempo contro il decreto di Fugatti è stato depositata la terza querela nei confronti del presidente della Provincia di Trento. Lo ha fatto il Partito Animalista Europeo che ha formalizzato atto di denuncia querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento, nei confronti del presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti per i reati di istigazione a delinquere e tentato delitto, artt. 414 e 56 del codice penale. ''Il presidente Fugatti - commenta il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli - nonostante fosse consapevole delle soluzioni alternative concrete e praticabili circa il trasferimento degli orsi definiti problematici/pericolosi presentate da alcune associazioni animaliste nonché da Enti Parco e Comunità montane di altre regioni tra cui il Distretto del Partenio e l’ Ente Parco Roccamonfina-Foce Garigliano, le ha deliberatamente ed ingiustificatamente ricusate decretando l' uccisione di JJ4 nonostante, inoltre, la ferma opposizione dell’Ordine professionale dei medici veterinari contrari alla soppressione''.
''Si precisa - prosegue Fuccelli - che il Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace) rappresenta il documento tecnico di riferimento per l'esercizio del potere di ordinanza contingibile ed urgente. Il capitolo 3 prevede l’abbattimento soltanto in mancanza di soluzioni alternative idonee a risolvere e/o contenere i problemi ed eventuali rischi connessi alla presenza dell’orso problematico, inoltre il medesimo documento tecnico esclude la pratica dell’abbattimento relativamente all’orsa con prole. Alla luce dei fatti è evidente l’intento criminale di Fugatti pervaso soltanto dallo spirito di vendetta, una condotta pericolosa non compatibile con l’esercizio della funzione pubblica''.
Poi il presidente del Partito Animalista Europeo rilancia la manifestazione di domenica 30 aprile a Sabbionara di Avio dove abita il presidente Fugatti. Un'operazione, questa, alquanto discutibile che rischia di esacerbare gli animi invece che di cercare soluzioni. Manifestare il proprio dissenso sotto i palazzi della politica è cosa buona e giusta. Farlo dove si trovano luoghi che riguardano la sfera personale anche di un politico è sempre sbagliato. Uno dei momenti più bassi della politica italiana, infatti, resta la manifestazione di Salvini e un manipolo di leghisti sotto casa di Elsa Fornero nel 2016. Un brutto ricordo anche solo da evocare.


















