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| 14 giu 2023 | 19:41

Anche gli universitari dell'Udu Trento contro il lutto nazionale per Berlusconi: ''Rischia di compromettere gravemente l’analisi collettiva su quello che ha rappresentato''

Gli studenti dell'Udu criticano anche l'Università di Trento che non si è opposta all'imposizione del Governo Meloni: ''Non riteniamo idoneo che un luogo preposto al sapere come l’Università onori la memoria di un personaggio pubblico e politico come questo. Rimaniamo della convinzione che la morte sia un fatto privato e che come tale andrebbe trattato, nel rispetto dell’individuo ma con piena coscienza della Storia''

Anche gli universitari dell'Udu Trento contro il lutto nazionale per Berlusconi

TRENTO. C'è chi dice ''no'' e pur esprimendo per il cordoglio dovuto per la morte di una qualsiasi persona e riconoscendo anche il ruolo di primo piano avuto nella politica e nella storia del nostro Paese, si oppone al lutto di Stato proclamato dal Governo Meloni per la scomparsa di Silvio Berlusconi. Un atto politico molto forte, assolutamente non dovuto, come spiegavamo in questo articolo dove davamo notizia anche dell'opposizione del rettore dell'Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari. Oggi anche gli studenti dell'associazione studentesca universitaria dell'Udu hanno deciso di dire la loro scrivendo direttamente al rettore.

 

 ''Intendiamo esprimere il nostro dissenso rispetto alla scelta dell’attuale governo per la proclamazione del lutto nazionale per la morte dell’onorevole Silvio Berlusconi, già Presidente del Consiglio - comunicano i rappresentati dell'Udu Trento -. La nostra Università è coinvolta, alla pari di tutti gli uffici pubblici italiani, nell’esposizione delle bandiere a mezz’asta sulle aste poste in esterni agli edifici, nonché la disposizione di due lacci neri in quelle interne e lo svolgimento di un minuto di silenzio dedicato. Come componente studentesca riteniamo una scelta senza precedenti tributare il lutto nazionale all’onorevole Berlusconi, poiché rischia di compromettere gravemente l’analisi collettiva su quello che ha rappresentato la sua figura per la società italiana tutta''.

 

Una considerazione sacrosanta questa perché se il funerale di Stato poteva anche essere comprensibile non lo è il lutto nazionale per una figura che è stata tra le più divisive della storia del nostro Paese. ''Di fatti, il lutto nazionale dovrebbe essere dichiarato unicamente per personalità o tragedie aventi un carattere unificante per la nostra Repubblica - chiariscono dall'Udu Trento -. Nel caso specifico, parliamo di una figura che dal principio ha diviso il nostro Paese sia nel suo operato politico che personale, oltre ad aver portato avanti delle riforme che hanno avuto come unico risultato lo sconquassamento dello stato sociale, i bilanci pubblici e lo stato di diritto''.

 

Gli studenti dell'Università di Trento citano alcuni ''fattori che riteniamo dirimenti''. ''Ha varato il più ampio taglio ai finanziamenti di scuola e Università pubbliche con le leggi 133/2009 e 240/2010; non ha mai chiarito appieno il rapporto con la criminalità organizzata rispetto a plurime figure chiave sue alleate o dirette collaboratrici; ha attentato più volte all’integrità dello stato di diritto, tramite il varo di leggi ad personam che miravano all’avulsione della sfera di azione del Primo Ministro dall’ordinamento giuridico comune, tramite un rapporto di controllo dei mezzi di comunicazione di massa che mai ha avuto eguali nella storia repubblicana, tramite più progetti di riforma costituzionale che andavano a modificare strutturalmente il significato della Carta, tramite una campagna di denigrazione della magistratura e dei pubblici uffici che ha incrinato i rapporti della giustizia italiana con la popolazione; ha in più occasioni portato avanti posizioni denigratorie nei confronti delle donne, venendo coinvolto in scandali di prostituzione minorile e abusando della propria posizione per coprirli''.

 

La lista, poi, potrebbe continuare quasi all'infinito. ''Per queste e per tante altre ragioni non riteniamo idoneo che un luogo preposto al sapere come l’Università onori la memoria di un personaggio pubblico e politico come questo. Rimaniamo della convinzione che la morte sia un fatto privato e che come tale andrebbe trattato, nel rispetto dell’individuo ma con piena coscienza della Storia più o meno recente e di come gesti del genere abbiano la finalità di coprire la discussione collettiva su di essa cercando di trasformare le esequie in un rito apotropaico nazionale. Non è ciò di cui abbiamo bisogno, e per questo ci uniamo alle riflessioni condivise dal Rettore dell’Università per Stranieri di Siena prof. Montanari rispetto alla scelta di non celebrare il lutto nazionale all’interno del proprio Ateneo''.

 

''Comunichiamo quindi - concludono - che la rappresentanza di Udu Trento si dissocia, per rispetto estremo del vivere collettivo e della rilevanza che riconosciamo ai luoghi del sapere, dal gesto simbolico, per manifestare il dissenso verso la partecipazione della nostra Università ad una scelta sbagliata''.

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