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Belluno
31 agosto | 13:20

Brennero bloccato e allora il Veneto guarda a Belluno, Confindustria: ''Serve un nuovo sbocco a nord, veloce e sostenibile''

La presidente di Confindustria Belluno Berton spiega che “è il momento di programmare seriamente il futuro di questi territori da qui ai prossimi decenni. Purtroppo, lo sbocco a nord è spesso stato visto come una tematica locale, terreno di diatribe ideologiche e fazioni. In realtà è una questione nazionale ed europea ineludibile per un Paese che è la seconda nazione manifatturiera d'Europa con il Nordest che fa da traino”

Brennero bloccato e allora il Veneto guarda a Belluno, Confindustria: Serve un nuovo sbocco a nord, veloce e sostenibile''
di Redazione

BELLUNO. Il  caos al Brennero è continuo, il governo di Vienna si continua a mostrare assolutamente intransigente e l’Italia intende portare la questione in Commissione Europea. La situazione, nonostante i botta e risposta continui, non è mutata di una virgola: a fasi alterne il governo di Vienna blocca il Brennero con ripercussioni conseguenti sul Friuli Venezia Giulia visto che, quando si parla di traffico di merci, molti preferiscono spostarsi sul passaggio di Tarvisio che restare incolonnati per ore o addirittura per giorni.

 

Il possibile “piano B” arriva dal Veneto, con la presidente de Confindustria Belluno  Dolomiti Lorraine Berton che parla della necessità di “creare un collegamento sostenibile tra Veneto ed Europa. Si tratta di una questione nazionale ed europea. L’aumento del traffico che si è registrato nelle ultime settimane al Tarvisio e sulla viabilità di Friuli Venezia Giulia e Veneto orientale dimostra che nessuno può fermare l’economia e le esigenze reciproche d’interscambio tra Italia e resto d’Europa. I flussi vanno redistribuiti in chiave sostenibile su tutto l’arco dolomitico. Il futuro dell’export, del nostro manifatturiero e del Made in Italy dipende anche da questo”.

 

Ma quale potrebbe essere l’alternativa concreta? La strada statale 51 di Alemagna, che collega San Vendemiano o Dobbiaco e, da lì, porta nel distretto di Lienz, in Tirolo? Forse, ma tale ipotesi comporterebbe importanti ragionamenti legati alla viabilità (i tir sarebbero in grado di percorrere l’intero tragitto?) e alla sostenibilità ambientale e, ovviamente, sarebbero necessari interventi strutturali sul percorso.

 

Il tragitto dell’Alemagna che inizia dal trevigiano e attraversa la provincia di Belluno nei comuni di Ponte delle Alpi, Longarone, Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Pieve di Cadore, Vodo di Cadore e San Vito di Cadore. Dopo la località Acquabona la strada entra a Cortina d’ Ampezzo e, per evitare di transitare per il centralissimo Corso Italia, vengono utilizzate due vie comunali di Cortina (via Marconi in direzione Dobbiaco e via Franchetti in direzione Tai di Cadore). Dalla località Fiames, attraverso il passo Cimabianche si entra in Alto Adige, innestandosi prima sulla statale 48 bis delle Dolomiti e poi sulla strada statale 49 della Pusteria.

 

“È il momento di programmare seriamente il futuro di questi territori da qui ai prossimi decenni - conclude Berton -. Purtroppo, lo sbocco a nord è spesso stato visto come una tematica locale, terreno di diatribe ideologiche e fazioni. In realtà è una questione nazionale ed europea ineludibile per un Paese che è la seconda nazione manifatturiera d'Europa con il Nordest che fa da traino. Lo sbocco a nord è stato ritenuto più volte prioritario da tutte le categorie economiche bellunesi e dai sindacati, riuniti nel Tavolo delle Infrastrutture promosso e coordinato dalla stessa Associazione tra gli Industriali ed è la prova che le forze vive di questo territorio sono pronte a fare la propria parte”.

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