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| 04 mag 2023 | 15:29

Fugatti va a Roma e fa saltare la seduta straordinaria sugli orsi: ''Tutti i giorni in Tv ad alimentare conflittualità e poi va via dall'Aula. Senza rispetto verso i trentini''

La seduta era già stata spostata dopo i ponti perché consiglieri di maggioranza avevano già fissato le ferie. Oggi era l'ultimo giorno ''buono'' eppure il presidente Fugatti ha preferito recarsi a Roma dicendo al consiglio di proseguire senza di lui. Le minoranze, però, si sono messe di traverso: ''La nostra serietà e la volontà di dare valore all’argomento trattato ci ha visti obbligati a chiedere di sospendere il consiglio nemmeno avviato''

Fugatti va a Roma e fa saltare la seduta straordinaria sugli orsi
di Redazione

TRENTO. Qualche settimana fa era saltato perché consiglieri di maggioranza avevano già prenotato le ferie e quindi ormai avevano comunicato che non ci sarebbero stati. Oggi è saltato ancora perché il presidente Maurizio Fugatti deve andare a Roma a stringere mani e farsi fotografare, come ha spiegato l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi in aula. Era attesa per oggi la seduta straordinaria del consiglio provinciale sulla vicenda orso. Una seduta nella quale, finalmente, Fugatti e Zanotelli avrebbero dovuto spiegare cosa sta succedendo, rispondere alle domande delle minoranze, su un tema che dopo la tragedia della morte di Andrea è diventato argomento di scontro politico e sta provocando ripercussioni grandissime sul piano nazionale e internazionale per il Trentino tutto.

 

Il presidente Fugatti, infatti, sta mostrando nei talk nazionali un'immagine del territorio distopica, di comunità prese d'assalto dai grandi carnivori, ostaggio degli orsi, quando oggettivamente non è così (tanto che la stessa provincia ha dovuto smentire le fake news che circolano su strade bloccate o vietate per la presenza dei plantigradi). E in tutta Italia si moltiplicano le iniziative contro il Trentino che se per anni ha cercato di costruire la propria immagine sulle bellezze naturali che vi si possono trovare e sul suo ambiente in qualche modo incontaminato e puro (''respira sei in Trentino'') oggi dopo poche settimane di ''Fugatti show'' è bollato come un territorio nemico degli animali e in particolare degli orsi, che sono una specie ombrello e quindi rappresentano plasticamente tutto quanto c'è di più naturale possibile. 

 

Insomma c'era la massima urgenza di portare l'argomento in consiglio provinciale. Ma non per la maggioranza leghista che pure si riempie la bocca di proclami e ''chiamate alle armi'' di piazza, con raccolte firme di sostegno del presidente e manifestazioni, di dubbia provenienza, di solidarietà per il ''Fugatti pensiero'' e il ''Fugatti presidente'' contro gli orsi. Polemiche le minoranze che attendevano di avere dalla Giunta delucidazioni anche sul piano fantasmagorico di spostare 70 orsi, non si sa dove, quando è pronta ad abbatterne una perché non sa dove mandarla. 

 

''Quello dell’orso è in questo periodo l’argomento più delicato e importante per i trentini - comunicano i consiglieri di opposizione -. Come consiglieri per portare la discussione nel giusto luogo, l’aula della democrazia, e tenerla lontana da altri ambienti, le TV nazionali, abbiamo promosso un Consiglio Straordinario. Oggi in apertura dei lavori il Presidente Fugatti ci comunica che impegni romani lo vedono costretto a lasciare l’aula proponendo al Consiglio di proseguire senza di lui. La nostra serietà e la volontà di dare valore all’argomento trattato ci ha visti obbligati a chiedere di sospendere il consiglio nemmeno avviato. Non é pensabile che il presidente Fugatti sia tutti i giorni sulle TV nazionali ad alimentare conflittualità e non si presenti nel parlamento dell’autonomia deputato a trattare le questioni fondamentali per il territorio con i rappresentati eletti dal popolo''.

 

''Ha motivato la sua assenza in relazione all’invito di presenziare al Consiglio dei Ministri dove verrà approvata una norma di attuazione che riguarda il Trentino - concludono compatti tutti i consiglieri di minoranza, da Lucia Coppola a Michele Dallapiccola, da Filippo Degasperi a Paola Demagri, da Lucia Maestri ad Alessio Manica, Alex Marini, Alessandro Olivi, Ugo Rossi, Giorgio Tonini, Paolo Zanella, Luca Zeni -. Si tratta di un impegno soltanto formale che poteva benissimo essere svolto dal vice presidente. La sua assenza in aula è un segno di mancanza di rispetto per i  trentini e per l'intero consiglio provinciale''.

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