Habemus legislatura: dal Marchiori tecnico, senza competenze tecniche, alle opposizioni che in cambio del solito piatto di minestra non si oppongono lunga vita ai Fugattis
Il centrosinistra non riesce neppure a fare opposizione, cade nel tranello e lascia campo libero su tutto alla maggioranza. Il centrodestra con Fugatti blinda il Patt, ringrazia e piazza tutte le tessere del puzzle

TRENTO. La legislatura può finalmente cominciare serenamente con la maggioranza che ora sa, se mai ce ne fosse stato bisogno, che di fronte ha un'opposizione scarica che ai problemi fuori dall'Aula (prendere i voti) somma i problemi di chi in Aula non c'è mai stato.
Sono lontani i tempi delle opposizioni vere, quelle che bloccavano i lavori e non mollavano il colpo. Senza andare troppo lontani nel tempo basta ricordare i Fugatti e i Giovanazzi, i Borga e i Civettini. Come è lontana anche l'infornata di ex assessori e consiglieri di maggioranza ritrovatisi all'opposizione dell'ultima legislatura. Per il Fugatti primo confrontarsi con un ex presidente di provincia come Rossi, ex assessori come Ferrari, Zeni, Olivi, Dallapiccola che conoscevano ogni ingranaggio della macchina amministrativa, non è stato certo facile.
Quanto successo ieri, purtroppo, dà il segno di un'opposizione tanto debole quanto priva di orizzonte futuro. E Fugatti, così, ha potuto esultare. A precisa domanda sull'assessorato tecnico a Marchiori, il presidente ha risposto: "Un investimento totale sul Patt, anche in ottica futura". E qui si vede una strategia, una visione. Si fanno le cose tenendo ben alto lo sguardo verso il futuro, si mettono a posto le tessere del puzzle, in maniera assolutamente discutibile, per ottenere un disegno di prospettiva. La stessa partita di Fratelli d'Italia è stata giocata sulla vicepresidenza perché oltre all'importanza del ruolo e del rispetto dei patti c'era in ballo il testimone da raccogliere al termine della legislatura (e forse anche prima visto che Fugatti è in scadenza di mandato e se dovesse decidere di candidarsi alle nazionali tra 4 anni Fratelli d'Italia reggerebbe la presidenza per l'ultimo anno di legislatura).
Le opposizioni invece si fregano le mani per aver ottenuto quello che hanno sempre ottenuto tutte le opposizioni nella storia dal 1969 in poi: vicepresidenza in consiglio provinciale e due posti in ufficio di presidenza. Tonina (che è quello che ha giocato la partita meglio di tutti in questo mese di trattative, gli va riconosciuto) è riuscito a presentare l'ovvio alle minoranze come fosse un accordo, un patto in cambio della non belligeranza in aula e Valduga e soci hanno pensato di aver fatto il colpo quando si stavano semplicemente piegando al peggio dimostrando di non esserci anche in prospettiva (e tra le opposizioni adesso sì che si fregano le mani capito con chi hanno a che fare).
Fugatti regala un assessorato tecnico, con il benestare delle minoranze, a uno che di tecnico non ha niente semplicemente per blindare alla sua destra le Stelle Alpine di Panizza. Viene da chiedersi, davvero, come si potrà chiamare assessore tecnico il segretario del Patt, Marchiori, che di mestiere fa l'insegnante e si ritrova a fare l'assessore alla casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell’Autonomia (invenzione dell'ultim'ora per dare un senso a tutto ciò). Soini dal canto suo finisce a fare il presidente del consiglio per accontentare anche gli Spinellis che avevano dovuto fare un passo indietro per salvare l'accordo con Fratelli d'Italia.
E le opposizioni hanno detto ''bene, bravi, bis'' e si sono rese complici di questa operazione. Tutto per ottenere, lo ripetiamo, quello che si è sempre ottenuto e che avrebbero comunque ottenuto, anche perché non vale poco o niente se non qualche gettoncino in più a livello economico, vicepresidenze e affini. Non una bella figura per chi fino a ieri aveva anche la presidenza pro tempore (Lucia Coppola guidava il consiglio per anzianità e la maggioranza poteva comunque tranquillamente governare perché la giunta c'era quindi nessuno stallo nessuno stop) e poteva cercare di insistere per la soluzione più onorevole per l'Aula con Bosin (che i voti li ha presi per davvero al contrario di Marchiori e quindi meritava la ''cadrega'') a fare la presidente del consiglio.
A questo punto si rimetteva la palla a Fugatti costretto, se voleva, a scegliersi un assessore tecnico che tecnico era davvero, qualcuno magari con una qualche competenza in qualcosa, così giusto per gradire. Invece per la serie non c'è mai limite al peggio dopo l'imbarazzante vicenda di Cia assessore che si è auto silurato tramando contro sé stesso, dei bilancini usati per accontentare tutti, con ruoli dati a tanto al chilo nemmeno fossero prosciutto o pesce appena pescato, l'orrore di Zanotelli eletta con i voti dei cittadini consigliera provinciale e che Fugatti avrebbe fatto dimettere (e lei avrebbe accettato senza colpo ferire come il resto dell'Aula) per farla rientrare come tecnica, si è riusciti a scavare ancor più a fondo dando l'assessorato tecnico a uno che nemmeno era riuscito a diventare consigliere perché non votato nemmeno dal suo partito, pur essendone segretario.
E pensare che qualcuno qualche mese fa giurava che l'abbraccio tra il Patt e la Lega e di conseguenza con Fratelli d'Italia non si giocava sulle poltrone. E meno male. Va riconosciuto, però, che il disegno, almeno, a destra c'è ed è chiaro, senza scrupoli, cinico per come lo stanno realizzando i vari esponenti politici, ma c'è: e si chiama gestione del potere. A sinistra, invece, si subisce e si ringrazia pure. Si trattano cariche inutili per i cittadini, ruoli con soldino ma senza ruolo. Si temono figuracce quando si è appena fatta la peggiore di tutte, quella elettorale. Si festeggiano sconfitte e ci si offende quando qualcuno prova a dirlo. Contenti così, teniamoci i Fugattis per altri 10 anni. La legislatura può finalmente cominciare serenamente. E siamo tutti più sereni.













