Il Trentino Alto Adige approva la mozione ''revisionista'' di Fratelli d'Italia che accomuna nazismo, fascismo e comunismo
Quella presentata da Fratelli d'Italia è una mozione copia incolla di quella approvata dal Parlamento europeo qualche anno fa. Un errore, in entrambi i casi, ma ancor più grave se compiuto in Italia dove il comunismo è stato tra i motori della libertà, del dibattito democratico e della creazione della carta costituzionale (che no a caso è antifascista). Molto contrario l'Anpi: ''E' un triste infortunio in contrasto con la verità storica e con gli stessi principi fondativi delle istituzioni''

BOLZANO. Una risoluzione contro ogni totalitarismo è stata approvata negli scorsi giorni dal coniglio regionale su spinta di Fratelli d'Italia. Una risoluzione che, di fatto, cerca di creare una sorta di memoria condivisa tra chi ha sofferto le barbarie dei diversi regimi che hanno sconvolto l'Europa nel XX secolo. Eppure, come scriveva lo scrittore tedesco Thomas Mann, nel 1942 da poco scappato negli Usa per sfuggire alla persecuzione nazista, ''Collocare sul medesimo piano il comunismo russo e il nazifascismo in quanto entrambi sarebbero stati totalitari, nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore è fascismo. Chi insiste su questa equiparazione può ben ritenersi un democratico, in verità e nel fondo del cuore è in realtà già fascista, e di certo solo in modo apparente e insincero combatterà il fascismo, mentre riserverà tutto il suo odio contro il comunismo''.
Parole forti, lette oggi, che però aprono uno squarcio sulla superficialità di quest'epoca che paragona ideologie lontanissime facendo di tutta l'erba un fascio (nel vero senso della parola). Mann – che teneva a precisare di non essere socialista - sosteneva che la differenza, seppur entrambi potessero essere indicati come regimi totalitari, risiedeva nel fatto che il comunismo sovietico “ha delle connessioni a ideali di umanità e di un futuro migliore, mentre il nazismo è semplicemente diabolico” (QUI APPROFONDIMENTO). Non foss'altro che l'Unione Sovietica ha riportato contro le truppe nazifasciste una cosa come più di 23milioni di vittime, tra civili e soldati, per sconfiggere i soldati tedeschi, italiani e dei vari paesi dell'Asse ed è stata protagonista indiscussa della libertà dell'Europa dal nazifascismo. Un sacrificio enorme se si pensa che la Germania in quella stessa guerra, da lei voluta, ha perso 7,6 milioni di persone e l'Italia 443mila.
Quella della risoluzione approvata tanto in Europa quanto in Trentino Alto Adige è un modo per appiattire la Storia che solleva i diversi popoli dalle loro responsabilità, da un lato quelli che il nazifascimo lo hanno inventato e tentato di imporre al mondo, i carnefici, dunque, tedeschi da un lato e italiani che al dei primi non hanno mai fatto davvero i conti con il proprio passato e dall'altra chi è stato schiacciato sotto l'egemonia del comunismo russo e che ne è stato vittima, come i Paesi dell'Est Europa. Una mozione che aiuta tutti quelli che in una discussione vorranno ''difendere'' in qualche modo il fascismo con l'obiezione più classica che comincia con ''e allora il comunismo''. (QUI APPROFONDIMENTO)
Fratelli d'Italia spiega che ''la mozione serve anche ad impegnare la Giunta regionale a esprimere la sua totale adesione morale e politica ai principi contenuti nella risoluzione europea contro ogni totalitarismo e a trasmettere la mozione al(la ndr) Presidente del Consiglio dei ministri, a promuovere la documentazione del tragico passato totalitario per le vicende che hanno concretamente interessato il territorio regionale e ad affermare la cultura di una memoria condivisa che respinga i crimini dei regimi nazisti, comunisti, fascisti e stalinisti e di altri regimi totalitari e autoritari del passato''.
Concetto ribadito in Aula anche dal consigliere Marco Galateo: ''Lo spirito di questa mozione, che peraltro prende spunto da una risoluzione del Parlamento europeo, è di condannare tutti i totalitarismi dando piena dignità alle vittime dei totalitarismi, perché non ci siano più anche nel nostro territorio vittime di serie A e di serie B''.
''La risoluzione approvata dal Consiglio Regionale - commenta criticamente l'Anpi dell'Alto Adige - malamente scopiazzata da una discussa risoluzione del Parlamento Europeo, in cui si vorrebbero equiparare nazifascismo e comunismo, è un triste infortunio in contrasto con la verità storica e con gli stessi principi fondativi delle istituzioni. Dalle istituzioni ci aspettano atti e valutazioni politiche e non certo disinvolte e sospette riscritture della storia. Nonostante alcuni saggi distinguo del Landeshauptmann Kompatscher, del Consigliere Dello Sbarba e di altri, la bocciatura delle premesse e alcune parziali correzioni il testo rischia, infatti, di essere un'unica riprovazione in cui si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori''.
L'Anpi ricorda, quindi, il compianto presidente del Parlamento Europeo che approvò quella risoluzione, David Sassoli, non a caso disse: "Affiancare nazismo e comunismo è una operazione intellettualmente confusa e politicamente scorretta. E se riferita alla seconda guerra mondiale rischia di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici". E poi aggiunse che "il giudizio sui sistemi comunisti nei Paesi dell’Est non credo sia in discussione, così come non può esserlo il grande contributo delle formazioni partigiane comuniste e dell’Unione sovietica nella Liberazione dell’Europa dal nazifascismo. Senza il loro impegno e sacrificio non avremmo avuto la possibilità di dare vita alla più straordinaria avventura di pace e democrazia che si chiama Unione Europea. (...) Anche il percorso dei partiti comunisti non è stato lo stesso nei nostri Paesi. In Italia, il Partito comunista è stato protagonista della Resistenza, della rinascita democratica del nostro Paese e del consolidamento delle istituzioni repubblicane. (...) Aldo Moro, già nel 1973, in un famoso colloquio con il presidente Usa Gerald Ford, spiegò la differenza fra il comunismo italiano e quello sovietico".
''Aveva ragione Sassoli - prosegue l'Anpi -. Non è in discussione la critica alle dittature dell'Europa dell'Est, ma la riscrittura della storia. Non a caso, anche nella nostra terra, i comunisti furono decisivi nella costruzione dell'autonomia e della convivenza, mentre la destra si oppose in ogni modo, attestata su posizioni nazionaliste apertamente giustificazioniste nei confronti del fascismo. Ma di tutto questo nella mozione non si fa alcun cenno. Consigliamo la lettura di buoni libri di storia, che non mancano, e siamo per una memoria viva che non ometta niente e sia finalizzata alla conoscenza della storia e all'attuazione concreta dei valori della Costituzione nel mondo di oggi''. Una Costituzione che, non a caso, è antifascista ed è nata grazie al contributo anche del Partito Comunista Italiano.














