Kompatscher annuncia: “Servono due centri per i rimpatri, a Bolzano e a Trento”. E il Pd attacca Fugatti: “E' il presidente anche del Trentino? Non servono le elezioni”
Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano è intervenuto ieri (29 agosto) sul tema dei migranti e dei rimpatri, parlando dell'ipotesi di realizzazione di due Cpr in Regione: uno in Trentino e uno in Alto Adige, per un totale di 50 posti. La consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri: “A cosa servono le elezioni provinciali in Trentino? Tanto vale fare un referendum per chiedere l'annessione all'Alto Adige, riconoscendo alla figura del presidente la vera leadership di questa terra. Scommettiamo che è una partita già vinta?”
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BOLZANO. Due strutture per i rimpatri degli stranieri colpiti da provvedimenti di espulsione, uno in Trentino e uno in Alto Adige, per un totale di 100 posti disponibili in Regione: è questa l'ipotesi tracciata nella giornata di ieri (martedì 29 agosto) dal presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher. Una partita per la quale la trattativa con Roma sarebbe già “in dirittura d'arrivo” anche se, al momento, non è chiaro quali siano le possibili location altoatesine (e trentine) presentate al governo.
“Fermi tutti – è il sarcastico commento della consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri – le elezioni amministrative prossime vanno sospese e revocate. Non servono più. Il Trentino ha infatti già un nuovo presidente della Provincia. Arno Kompatscher. Infatti, il governatore sudtirolese annuncia di essere in dirittura d'arrivo nella trattativa con lo Stato per la creazione di un 'Centro per i rimpatri degli stranieri colpiti da provvedimenti di espulsione'”.
Insomma, dice Maestri: “Con evidente senso di responsabilità e competenza, il presidente Kompatscher spiega la difficoltà dell'Alto Adige e del Trentino nell'accollarsi i nuovi arrivi del flusso migrante da Lampedusa, posto che qui approdano anche le rotte balcaniche e chiede quindi che Roma tenga in considerazione questo elemento nella redistribuzione delle nuove quote di accoglienza”.
“E mentre Kompatscher fa il presidente anche del Trentino – continua la consigliera del Pd – Fugatti latita davanti ai problemi veri. Lo ha sempre fatto e continua a farlo, lasciando proprio a Kompatscher la gestione delicata di alcuni nodi cruciali con Roma: dai grandi carnivori alle questioni del traffico internazionale sul Brennero, dalla gestione dell'A22 al tema dei migranti. Alla faccia della difesa dell'autonomia e degli impegni, solo a parole, dell'opportunismo autonomista”.
L'ironica domanda, quindi, rimane la stessa: “E allora a cosa servono le elezioni provinciali in Trentino? Tanto vale fare un referendum per chiedere l'annessione all'Alto Adige, riconoscendo alla figura del presidente sudtirolese la vera leadership di questa terra. Scommettiamo che è una partita già vinta?”.


















