Il Cpr a Trento? L'assessore comunale Pedrotti: "Boutade elettorale. Pensino piuttosto alla "bomba ad orologeria" che hanno creato alla Residenza Fersina"
Durissima la risposta dell'assessore al Welfare del comune di Trento alla notizia data dal sottosegretario all'Interno Molteni e dal vice presidente Fugatti, che hanno spiegato di voler creare a Trento un Cpr da 25 posti. "Sono due anni che il Presidente Fugatti ne parla, sono due anni che, nella pratica, non se ne sa nulla. Lo Stato, tramite la Provincia, ha tutte le facoltà di individuare un'area, progettare e costruire un Cpr, ma il tema è così comodo, dal punto di vista elettorale, che viene riproposto ogni volta che si avvicinano le urne, per poi tornare nel dimenticatoio"

TRENTO. Il Cpr a Trento? Sì farà.
Almeno questo è quanto hanno annunciato il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni e dal Governatore trentino Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa di martedì 29 aprile (Qui articolo).
Certo è che, rispetto a qualche mese fa, non è stata fornita alcuna informazione in più: niente date e l'area non è stata ancora individuata, il confronto con il Comune di Trento (che avrà voce in capitolo, visto che competenza e terreno sono sì di proprietà della Provincia, ma il centro dovrebbe sorgere all'interno del territorio comunale) non c'è stato.
E dunque? Di fatto non c'è notizia: che la Giunta Provinciale volesse realizzare un Cpr a Trento era cosa nota, però sembra non sia stato fatto alcun passo in avanti.
"Il Cpr non è un carcere, non è un lager - ha spiegato Molteni -, ma un centro di detenzione amministrativa e di trattamento in vista del rimpatrio. Ci sono 10 strutture in Italia per un potenziale di 1.400 posti. Queste strutture sono spesso vandalizzate, distrutte e bruciate, quindi ci sono circa 700 posti disponibili. La funzionalità è fondamentale: si tratta di una struttura di sicurezza per immigrati irregolari, persone socialmente pericolose o con sentenze di condanna per arresto".
Per ora la discussione è tra uffici tecnici per trovare una localizzazione e un accordo. "Da quel momento ci vogliono 6 mesi per l'operatività del Cpr - ha aggiunto il Governatore -. La struttura sarà a Trento e ci saranno le interlocuzioni con il Comune. Po bisognerà decidere e ci sarà una scelta".
Ecco, appunto, il Comune di Trento, che tante volte ha lamentato di essere stato messo in "panchina" dalla Provincia e di venire informato a "cose fatte".
Durissima arriva allora la replica a quanto affermato da Fugatti e Molteni da parte dell'assessore al Welfare del capoluogo, Alberto Pedrotti, per il quale si tratta di mera propaganda elettorale, sviluppata - tra l'altro - escludendo ancora una volta sindaco e Giunta comunale dai lavori.
"Il tema Cpr - commenta Pedrotti - è l'ennesima boutade elettorale di matrice salviniana: sono due anni che il Presidente della Provincia Fugatti ne parla, sono due anni che nella pratica non se ne sa nulla. Lo Stato, tramite la Provincia, ha tutte le facoltà di individuare un'area, progettare e costruire un Cpr, ma il tema è così comodo, dal punto di vista elettorale, che viene riproposto ogni volta che si avvicinano le urne, per poi tornare nel "dimenticatoio". E sarebbe opportuno, magari, per correttezza istituzionale, che il comune interessato dall'opera venga interessato anche della prima della decisione finale. Ad oggi, di ufficiale, nessuno sa nulla e noi stesso siamo a conoscenza esclusivamente di quanto riportato dai media. Più che ad un Cpr che non esiste e del quale si parla da anni, la Provincia farebbe meglio a pensare e trovare una soluzione ai problemi della "Residenza Fersina," una vera e propria "bomba ad orologeria" che la Giunta stessa ha creato e della quale se ne frega altamente".
La Residenza Fersina, per l'appunto. In via Al Desert la situazione resta assolutamente "esplosiva" e, quanto vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane (Qui articolo), è ciò che accade praticamente tutti i giorni nella struttura che ospita più di 200 persone
Durante l'evento elettorale con il segretario leghista e ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini, il Presidente Fugatti ha ribadito che "quelli che danno veramente problematiche sono una quindicina. Sono sempre quelli che girano. Questa quindicina di persone bisogna intervenire e portarle all'espulsione. Con il segretario Molteni abbiamo messo in fila il percorso per aprire un Cpr a Trento. L'autonomia in Trentino deve gestirsi anche le "rogne": le "rogne" sono anche queste. Non siamo in grado di mandarli in Friuli, in Sicilia, in Calabria e, allora, la soluzione è realizzare un Cpr a Trento".
E, sull'accoglienza diffusa, il Governatore ha ribadito quanto aveva già affermato a Il Dolomiti il consigliere provinciale leghista Bisesti (Qui articolo) che aveva parlato di "accuse gravissime nei confronti del Presidente della Provincia".
"Non ho trovato un sindaco, uno che sia uno, nemmeno quelli del Pd disposto ad accogliere i richiedenti asilo" ha aggiunto Fugatti.












