Orsi in Trentino, Coppola a Fugatti: ''Quando e perché è stato rifiutato il piano dell'ex ministro Costa per radicollarare tutti gli esemplari?''
A Il Dolomiti Sergio Costa ha spiegato che il Trentino ha rifiutato un piano di convivenza uomo-grandi carnivori proposto e finanziato dal ministero. L'interrogazione di Lucia Coppola, consigliera provinciale di Europa Verde

TRENTO. Quando il ministro Sergio Costa ha presentato il piano di convivenza uomo-grandi carnivori e il motivo del diniego della Provincia, nonostante la proposta avesse le coperture finanziarie del governo. A chiedere chiarezza è Lucia Coppola. La consigliera provinciale in quota Europa Verde allarga poi le domande anche sugli incontri pubblici e sulle azione di formazione e informazione sul territorio per rendere la popolazione più consapevole sulle presenza dell'orso e sui comportamenti da adottare in caso di incontro.
Le parole dell'onorevole Sergio Costa fanno discutere. In un'intervista rilasciata a il Dolomiti, l'ex ministero all'Ambiente ha spiegato che “il Trentino rifiuto un piano di convivenza con i grandi carnivori” nonostante fosse completamente a carico del Ministero dal punto di vista economico (Qui l'intervista).
Il piano l'ex ministro assieme a Ispra avevano messo in campo non avrebbe superato la fase di contrattazione con la Provincia di Trento che, come ha spiegato lo stesso Costa, ha deciso di rifiutarlo “senza però spiegarne il motivo”.
Nelle scorse ore è intervenuta anche l'Oipa, l'organizzazione animalista non si è detta "stupita" da queste "rivelazioni". "La Pat – il commento attraverso una nota - rifiutò un piano di convivenza con i grandi carnivori che avrebbe messo in campo risorse per un serio monitoraggio in tempo reale, anche per informare la popolazione" (Qui articolo).
Le critiche arrivate in questi giorni riguardano soprattutto la mancanza negli anni di adeguate azioni di prevenzione e sensibilizzazione. "Il Piano di Costa prevedeva di radiocollarizzare, con il supporto di Ispra, tutti gli orsi. L'obiettivo era e resta quello di conoscere la posizione degli orsi, informare quindi i Comuni, la popolazione, i bar, i ristoranti, i turisti dei luoghi da evitare. Un progetto che prevedeva anche finanziamenti per una gestione dei rifiuti che evitasse l’avvicinamento degli animali selvatici ai centri abitati. Un piano tecnico finanziato dallo Stato che è stato rifiutato, a quanto pare".
Da qui l'interrogazione della consigliera provinciale di Europa Verde a Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento: "Quando il ministro Costa ha presentato il Piano di convivenza uomo-grandi carnivori, finanziato dal Ministero, che prevedeva la radiocollarizzazione degli orsi per monitorarne la posizione; la motivazione per la quale non si è accettato il monitoraggio capillare proposto dal Ministero e gli interventi consigliati, sempre finanziati dallo Stato, per evitare la troppo confidenza dei grandi carnivori con l’uomo e il numero dei radiocollari attivi in questo momento (pare che ce ne siano solo tre e non funzionanti in quanto scarichi) e la motivazione per la quale non si è provveduto a richiederne un numero superiore, tenuto conto che la spesa non sarebbe gravata sulle casse provinciali".
Non solo Coppola chiede chiarimenti anche sulle azioni intraprese dall'amministrazione, soprattutto nell'ambito dell'informazione e della formazione. "Quanti incontri pubblici per informare la popolazione sulla presenza dei grandi carnivori in zona e delle precauzioni da mettere in atto sono stati organizzati dalla Provincia in val di Sole e nelle altre zone dove è presente l’orso; quanto si è investito negli ultimi cinque anni in termini di informazione, prevenzione e formazione; quali siano le motivazioni per i reiterati 'no' alla creazione dei corridoi faunistici, previsti in relazione al reinserimento nelle Alpi di questa specie e mai attuati, in modo da permettere agli animali di spostarsi senza essere costretti a vivere, come ora, in un contesto più ristretto e abbassando così notevolmente il rischio di incontro uomo-orso; in quale modo, nel gestire la situazione degli orsi presenti sul territorio, ci si è attenuti alle indicazioni, stringenti, del Pacobace".














