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| 29 ago 2023 | 10:40

Orsi, la lettera dei sindaci a Palazzo Chigi (e Fugatti ringrazia). L'attacco di Campobase: “Ridicola passerella del 'postino' Salvini. La legge c'è da anni, bastava applicarla”

Non si fermano le discussioni dopo la lettera consegnata dai 13 sindaci della Val di Sole al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, arrivato negli scorsi giorni a Pinzolo, chiedendo una “modifica normativa” per quanto riguarda la tutela dei grandi carnivori. La riposta di Campobase: “La Pat, già nel 2018, si è dotata di una legge specifica per gestire i grandi carnivori”

Orsi, la lettera dei sindaci a Palazzo Chigi (e Fugatti ringrazia)

TRENTO. “Salvini porta alla premier Meloni il documento dei sindaci trentini sugli orsi? Una ridicola passerella propagandistica: la legge provinciale per gestire i grandi carnivori esiste già, la Giunta Fugatti avrebbe solo dovuto applicarla in questi cinque anni”. Sono queste le parole della segreteria provinciale di Campobase dopo la notizia, rilanciata dalla Lega e da Piazza Dante, della consegna da parte del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti della lettera con la quale alcuni primi cittadini trentini hanno chiesto di “modificare la normativa” a tutela dei grandi carnivori.

 

“Voglio ringraziare – aveva specificato in serata il presidente della Pat Maurizio Fugatti – il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti perché, come promesso, ha portato immediatamente al tavolo del Consiglio dei ministri le richieste che i sindaci delle Giudicarie, della Val di Sole e della Val Rendena hanno messo sul tavolo nell'incontro di due giorni fa. Gli uffici ministeriali – ha aggiunto Fugatti – devono capire che il nostro territorio non può più aspettare le lungaggini romane. Gli abbattimenti degli esemplari pericolosi ormai sono una questione di ordine pubblico”.

 

La richiesta, in definitiva, è sempre la stessa: “Insieme all'Alto Adige – ha specificato il presidente della Pat – vogliamo maggiore autonomia nella gestione dei grandi carnivori per la sicurezza dei nostri cittadini e per tutelare allevamenti e agricoltori che lavorano negli alpeggi e che sono sempre più in difficoltà (qualcuno anche perché ha raggiunto il 'limite' ai risarcimenti per danni da predatori ndr). Dobbiamo tutelare tutti coloro che hanno deciso di vivere in montagna e che dedicano enormi sforzi e sacrifici per preservare un patrimonio che si basa su equilibrio e bellezza, su rispetto e fatica che bisogna innanzitutto comprendere e ancora una volta rispettare”.

 

E fin qui tutto bene. Uno strumento di gestione però, ribadiscono da Campobase, in Trentino esiste già da anni, nella forma di una legge provinciale. “La grande e sconvolgente notizia – scrive la segreteria commentando la consegna del documento dei sindaci alla premier da parte del ministro Salvini – è che Salvini si è spinto perfino a chiedere alla premier una soluzione 'di convivenza e di buon senso'. Non servono commenti particolari per confermare che quella di Pinzolo era, appunto, una passerella inconcludente e del tutto propagandistica”.

 

Del resto però, si chiedono a Campobase: “Che altro poteva fare il ministro? La Provincia, già nel 2018, si è dotata di una legge specifica per gestire i grandi carnivori. Una legge che peraltro il governo Conte, di cui lui era vice presidente, aveva impugnato senza successo alla Corte Costituzionale. L'unica cosa ragionevole che poteva fare, semmai, era girare il documento dei sindaci, giustamente preoccupati, non alla premier Meloni, ma al suo amico presidente Fugatti, che quella Legge provinciale avrebbe dovuto applicare in questi cinque anni”.

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