Ospedale Cavalese, Manica: ''Il progetto di Mak non era ammissibile ma la Giunta dopo due giorni dal deposito del piano ha modificato la legge per favorire i privati?''
Alessio Manica (Pd): "Il sospetto è che, a depositato avvenuto, la Giunta si sia accorta che la legge provinciale allora vigente non solo impediva la realizzazione, ma addirittura la presentazione del progetto e si sia quindi affannata a modificare la norma con uno specifico emendamento votato da tutta la maggioranza"

TRENTO. "La Giunta ha modificato la legge sul partenariato per favorire il progetto dei privati". A intervenire Alessio Manica, consigliere provinciale del Partito democratico, sul progetto che riguarda la costruzione ex novo dell'ospedale di Cavalese in località Masi.
Nelle prossime ore il Consiglio provinciale torna a riunirsi in via straordinaria per approfondire la complessa e delicata vicenda del progetto del partenariato presentato da una cordata di privati, guidati da Mak Costruzioni. Una convocazione "che fa seguito - dice Manica - ai molti elementi opachi emersi negli ultimi mesi che hanno spinto il sindaco di Cavalese, durante l’audizione specifica in IV commissione consiliare, a chiedere una commissione di inchiesta sulla questione, indicando il coinvolgimento nell’iniziativa privata del presidente del partito che esprime il vice presidente della Giunta provinciale Mario Tonina".
Opposizioni e Fratelli d'Italia si sono espressi in modo critico sul progetto di nuovo ospedale. "Anche se - commenta Manica - il partito di Giorgia Meloni trentino sembra fare un passo indietro e rientrare nei ranghi della maggioranza, sollevando la Pat da ogni responsabilità e bollando la commissione d’inchiesta come inutile, emergono nuovi particolari che rilevano invece la piena consapevolezza della Giunta Fugatti e denotano una precisa volontà politica della maggioranza tesa a favorire il progetto di partenariato e, più in generale, un ulteriore passo verso la privatizzazione della sanità trentina".
A fine novembre la Provincia leghista guidata dal presidente Fugatti ha deliberato l’interesse pubblico per la proposta di Partenariato Pubblico Privato (Ppp) per il nuovo ospedale di Fiemme, Fassa e Cembra. Un progetto di “ristrutturazione” prevede una profonda riqualificazione della struttura esistente, un intervento già finanziato e finito in stand by. La Giunta però ha scelto di puntare con decisione sulla proposta della Mak con lo spostamento dell’ospedale ai Masi di Cavalese per un costo stimato in 101 milioni di euro.
A convincere poco è stato anche l'iter che ha portato a valutare il progetto di Ppp. Già nel 2021 l'ex assessore Mauro Gilmozzi, che la legge trentina sui lavori e appalti pubblici e il Pup l'ha scritta nella scorsa legislatura, ma anche Luca Zeni (Pd) avevano sollevato più di un dubbio sulle procedure del project financing. Una procedura che potrebbe essere stata in contrasto con le norme provinciali in vigore (Qui articolo).
I riflettori si erano accesi anche su quei casi che prevedono l'esclusione dell'applicazione del codice degli appalti, che prevedeva comunque alcuni paletti: "Deve essere garantito il rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, pubblicità, efficienza energetica e tutela dell'ambiente". E poi ci sarebbero state alcune criticità da superare: un problema di non ammissibilità della proposta da privati se l’opera fa già parte della programmazione provinciale. "E' vero che il codice degli appalti a Roma da ottobre 2020 ammette proposte su opere già programmate (decreto semplificazioni) ma il Trentino deve seguire la legge provinciale che non prevede questa possibilità".
C'era poi una questione ancora più netta. "L'articolo 28 della legge 2/2016 - aveva spiegato Gilmozzi- esclude che la Provincia possa valutare proposte di partenariato pubblico-privato se queste sono realizzate su aree in contrasto con il Pup o se per essere realizzate richiedono la modifica. Da quanto è dato sapere la proposta di nuovo ospedale è totalmente in contrasto con il Pup". Ma le norme sarebbero state modificate in corsa (Qui articolo).
Il Pd evidenzia, oggi, ancora una volta la poca trasparenza e chiarezza delle procedure. "Analizzando la vicenda nel dettaglio, infatti, è emerso che durante la discussione in aula consigliare del disegno di legge 81, diventato poi la legge provinciale 23 aprile 2021 n. 6, la Giunta provinciale, su proposta proprio del vice presidente Mario Tonina, ha proposto e fatto approvare surrettiziamente un emendamento con il quale è stato abrogato il comma 2 dell’articolo 28 della legge provinciale n.2 del 2016 di recepimento delle direttive europee in materia di contratti pubblici".
Il comma 2, dell’art. 28, della legge provinciale n. 2 del 2016 prevedeva la possibilità per gli operatori economici privati di “presentare alle amministrazioni aggiudicatrici proposte aventi ad oggetto lavori o servizi solo quando questi lavori o servizi non sono presenti negli strumenti di programmazione dell'amministrazione aggiudicatrice che individuano gli interventi da realizzare, i relativi costi e la copertura finanziaria".
E nei piani e nei bilanci della Provincia, evidenzia Manica, erano già presenti la previsione progettuale e le risorse necessarie per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’ospedale di Cavalese esistente. "Questo emendamento di modifica alle norme sul partenariato è stato depositato dalla Giunta il 19 marzo 2021, cioè due giorni dopo il deposito della proposta di partenariato guidata dalla Mak (protocollo n. 189358 del 17 marzo 2021). E nell’illustrazione dettagliata avvenuta in Aula emendamento per emendamento del disegno di legge, questo emendamento è stato curiosamente saltato, come si può appurare dalla lettura del verbale della seduta".
Da qui l'interrogazione del consigliere provinciale del Partito democratico. "Pare evidente che secondo le disposizioni dell’abrogato comma 2 dell’articolo 28 della lp 2/2016 alla data del 17 marzo la proposta di partenariato pubblico privato sull’ospedale di Fiemme e Fassa non era ammissibile. Il sospetto è che, a depositato avvenuto, la Giunta si sia accorta che la legge provinciale allora vigente ne impediva non solo la realizzazione, ma addirittura la presentazione, e si sia quindi affannata a modificare la norma con uno specifico emendamento votato da tutta la maggioranza. Modifica che, da ultimo, non compare nel pur dettagliato, descrittivo e chilometrico titolo della norma", conclude Manica, che chiede poi al presidente del Consiglio, Walter Kaswalder, "le motivazioni regolamentari che hanno legittimato in quel contesto l’ammissibilità dell’emendamento".













