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| 19 ott 2023 | 11:53

“Per un’autonomia che rispetti anche gli animali”. Le 5 proposte della Lav in vista delle elezioni: “Dai cassonetti anti-orso alla lotta al randagismo, ecco cosa chiediamo”

La Lega anti vivisezione ha presentato una serie di proposte in vista delle elezioni provinciali in Trentino, riportando in particolare 5 punti programmativi: “Legati da un filo conduttore chiaro, ossia riconoscere agli animali lo status di esseri senzienti e non di oggetti”

“Per un’autonomia che rispetti anche gli animali”

TRENTO. “Cinque punti programmatici per un Trentino vicino all’Europa, la cui autonomia possa divenire più virtuosa e soddisfi quella sensibilità sempre più diffusa che i cittadini hanno in tema di animali e ambiente”. A proporli, lanciando un appello (“anche in Trentino gli animali votano”) rivolto ai candidati in vista delle provinciali di domenica 22 ottobre, è la Lega anti vivisezione, che chiede alla politica un impegno preciso “per una legislatura che tenga conto dei cambiamenti culturali in atto, per un’autonomia che rispetti anche gli animali”. Si tratta, dicono gli animalisti, di temi importanti: “Che hanno implicazioni sociali, economiche, politiche, culturali, morali e attengono a temi centrali della campagna elettorale come sicurezza, lavoro, immigrazione, salute, scuola, ricerca, famiglia e legalità. Fra i punti vi è un filo conduttore chiaro, ossia riconoscere agli animali lo status di esseri senzienti e non di oggetti, in linea con l’articolo 13 del Trattato di Lisbona, nonché con la recente modifica dell’articolo 9 della Costituzione che attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare l’ambiente di chi lo abita”.

 

Corposo in particolare il punto sugli animali selvatici: “Una sorta di nuovo patto di convivenza non basato su decreti di uccisione ‘sfornati’ in modo sistematico ma su azioni importanti di informazione, prevenzione e monitoraggio, a cominciare dall’adeguamento dei cassonetti dell’organico con idonei dispositivi e dal divieto di siti di foraggiamento artificiali normalmente utilizzati dai cacciatori anche in prossimità di centri abitati”. Interessanti, dice la Lav, anche i punti che riguardano gli animali che vivono nelle case dei trentini: “Il divieto di detenzione a catena dei cani è stato un bel cambio di passo ma il rischio che gli animali vengano ‘trasferiti’ in recenti troppo piccoli, in una sorta di isolamento sociale, è concreto. Un adeguamento della legge provinciale che indichi misure esplicite migliorerebbe la vita di molti animali e fornirebbe strumenti concreti di intervento alle istituzioni preposte ai controlli”.

 

Completano il quadro, conclude l’associazione: “I punti su un’implementazione dell’offerta di cibi plant based nella ristorazione collettiva pubblica, in scuole e ospedali, e maggiori finanziamenti alle ricerche in istituti pubblici e privati che non prevedano l’utilizzo di animali”. In generale, dicono gli animalisti, nonostante il crescente interesse della popolazione verso i temi citati: “Di fronte a questo scenario la classe politica provinciale non si è mai dimostrata ricettiva, se non in minimi atti, e non ha mai dedicato la dovuta attenzione alla ricchezza morale e alla concretezza del volontariato. Peraltro l’ultima legislatura (nonostante l’introduzione del divieto di detenzione a catena dei cani) ha aperto una vera e propria campagna d’odio contro gli animali selvatici, orsi e lupi in particolare, seminando paure e divisioni tra i cittadini”.

 

Ecco i 5 punti proposti dalla Lav:

 

1 - TUTELA DEGLI ANIMALI SELVATICI

 

1.1 Un nuovo patto di convivenza con gli animali selvatici basato non più su continui e sistematici decreti di cattura e uccisione ma sul rispetto, su preziose attività di informazione destinate ai cittadini, su una corretta prevenzione ed un costante monitoraggio del territorio

1.2 La dotazione delle zone di frequentazione di orsi con adeguati cassonetti dei rifiuti organici, non ancora conclusa dopo oltre un ventennio, è divenuta ormai urgente e non procrastinabile per evitare che gli orsi si avvicinino abitualmente ai centri abitati in cerca di cibo divenendo “confidenti” e creando timori

1.3 L’immediato stop ai siti di foraggiamento artificiale, creati e gestiti dai cacciatori, anche in prossimità ai centri abitati, è un altro aspetto importante da mettere in atto per mantenere la giusta distanza uomo-animali selvatici.

1.4 Azioni di prevenzione come la chiusura di un sentiero per alcuni periodi dell’anno in caso di presenza di mamma con cucciolo, la sterilizzazione di qualche femmina in casi specifici, un sistema di monitoraggio che dia informazioni di presenza ai cittadini, anche grazie all’uso di tecnologie fino ad ora trascurate, rappresentano azioni efficaci e puntuali

1.5 I corridoi ecologici, mai studiati ed utilizzati, rappresentano invece una strategia interessante per favorire una migliore distribuzione degli animali selvatici sul territorio

 

2 – GLI ANIMALI NON SONO COSE

 

2.1 La Commissione Provinciale per gli animali d’affezione, prezioso strumento previsto dalla normativa e composto anche da rappresentanti delle associazioni, è uno strumento consultivo partecipato estremamente importante che può affrontare diverse tematiche inerente gli animali che vivono nelle case dei cittadini trentini

2.2 Dopo l’entrata in vigore del divieto di detenzione a catena dei cani, il rischio è che essi vengano “trasferiti” in box e recinti troppo piccoli, in una sorta di isolamento sociale. Prevedere nella legge provinciale per gli animali d'affezione delle misure minime relative agli spazi di detenzione che assicurino benessere e il soddisfacimento dei bisogni etologici, migliora la vita di molti cani e fornisce strumenti concreti alle istituzioni preposte ai controlli per intervenire

 

3 - ANIMALI FAMILIARI E CONTRASTO AL RANDAGISMO

 

3.1 Benvoluti da molti cittadini sono i gatti che vivono liberi sul territorio. E’ necessaria una più puntuale registrazione e una maggior tutela delle colonie feline da parte di Comuni e ASL.

3.2 Nel contesto provinciale, i canili sembrano rispondere egregiamente alle esigenze territoriali. Si osserva invece una carenza di gattili pubblici e quelli presenti, seppur ben gestiti, non sono sufficienti. Un gattile istituito con fondi Provinciali, la cui gestione sia affidata con bando pubblico ad un’associazione, può sopperire a questa carenza.

3.3 Ancora non tutti i Comuni hanno una convenzione con strutture di riferimento, possibilmente gestite da associazioni, per interventi di recupero e accoglienza di cani vaganti sul proprio territorio, nonostante l’obbligatorietà prevista dalla legge. Tale aspetto è centrale per migliorare le possibilità di intervento in caso di animali vaganti, tutelando l’incolumità di animali ed esseri umani

3.4 Il divieto di utilizzo di fuochi artificiali ed altri artifizi esplosivi su tutto il territorio provinciale, diminuirebbe il numero di smarrimenti, di animali vaganti e di incidenti dovuti ad animali in fuga spaventati dalle esplosioni

 

4 - PER UN TRENTINO CRUELTY FREE

 

4.1 Il miglioramento dell’offerta di cibi plant based nella ristorazione collettiva, specialmente in scuole (dalle primarie alle università) e strutture ospedaliere rappresenta un fattore di miglioramento qualitativo ed ha ripercussioni positive sull’impatto ambientale in termini di impronta idrica, consumo di suolo ed effetto serra. Il consumo di cibi vegetali ha peraltro effetti positivi sulla salute.

4.2 Va sostenuto un circuito ristorativo veg-friendly innovativo e più accogliente che interessi ristoranti, strutture ricettive e rifugi montani, per il potenziamento di un'offerta turistica sostenibile.

 

5 - RICERCA SENZA ANIMALI

 

5.1 Linee di ricerca scientifica che non prevedano l’utilizzo di animali rappresentano ormai una realtà affidabile e predittiva. E’ necessario implementare il finanziamento di ricerche fondate su modelli sostitutivi in istituti pubblici e privati.

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