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Trento
04 marzo | 19:09

Sale a 70 il numero dei morti del naufragio di Cutro: “È una strage di Stato, quelle persone potevano essere salvate”, la manifestazione a Trento

Mentre si aggrava il bilancio delle vittime del naufragio avvenuto davanti alla coste della Calabria, gli attivisti puntano il dito contro il Governo e la politica di criminalizzare migranti e Ong: “Piantedosi, Salvini e Meloni hanno la piena responsabilità, politica e umana, di questa strage di Stato”

Sale a 70 il numero dei morti del naufragio di Cutro: “È una strage di Stato
di Tiziano Grottolo

TRENTO. È salito a 70 (fra cui 16 minori) il numero delle vittime accertate del naufragio avvenuto davanti delle coste di Steccato di Cutro, vicino Crotone in Calabria. Stando alle autorità sono tra i 25 e i 45 i dispersi in mare che mancano all’appello, alcuni testimoni però sostengono che al momento del naufragio a bordo del peschereccio ci fossero circa 200 migranti.

 

Sulla vicenda è stata aperta un’indagine dalla Procura per provare a chiarire se ci siano stati dei ritardi nei soccorsi, nel frattempo il Paese è attraversato da un’ondata di sdegno per le parole pronunciate dal ministro dell’Interno: “La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli”, ha dichiarato Piantedosi.

In diverse città si sono tenute delle manifestazioni per protestare contro la politica del Governo Meloni di ostacolare l’azione delle Ong che salvano i migranti in mare e da più parti si chiedono le dimissioni da parte del ministro dell’Interno. A Trento il presidio è stato promosso dal Centro sociale Bruno e dall’Assemblea antirazzista e ha visto la partecipazione di molte persone fra la deputata del Partito Democratico, Sara Ferrari, e gli esponenti di altri partiti e associazioni, da Futura a Sinistra Italiana, passando per Rifondazione comunista e l’Anpi.

 

Quella di Crotone non è una tragedia è una strage di Stato” accusano gli attivisti che parlano di una strage annunciata: “Quelle persone potevano essere salvate ma in questo caso l’ideologia e il cinismo hanno preso il sopravvento”. D’altra parte la presenza nel mare in burrasca dell’imbarcazione era stata segnalata da un aereo di Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) diverse ore prima del naufragio. Dal canto suo il Governo ha tentato di spostare l’attenzione su trafficanti e scafisti ribadendo al contempo la necessità di bloccare le partenze. Gli attivisti invece puntano il dito proprio contro i ritardi nei soccorsi: “Non possiamo accettare in silenzio che a poche bracciate dalle coste italiane e nel Mar Mediterraneo si continui a morire”.

Durante la manifestazione è stato ricordato anche il naufragio del 3 ottobre 2013, quando un barcone affondò a poche miglia da Lampedusa provocando la morte di 368 persone. In 10 anni è stato fatto poco o nulla per cercare di salve più vite, anzi, secondo alcune stime sarebbero oltre 20mila i migranti morti nel tentativo di raggiungere l’Italia via mare. In tutta risposta quasi tutti i Governi che si sono alternati hanno varato norme più stringenti in materia di immigrazione criminalizzando l’azione delle Ong.

 

“Queste morti sono la diretta conseguenza di politiche sull’immigrazione incentrate esclusivamente nell’ostacolare e impedire la libertà di movimento delle persone. La narrazione ribaltata del Governo va smascherata – concludono gli attivisti – Piantedosi, Salvini e Meloni hanno la piena responsabilità, politica e umana, di questo naufragio di Stato”.

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