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| 03 gen 2023 | 16:22

Smantellata la piscina olimpionica di Prabi, ma la terza raccolta firme arriva in Consiglio provinciale perché Arco "cambi rotta": "A nulla sono serviti appelli e proposte"

L'ultima petizione, che raccoglie 220 firme, è stata consegnata al presidente Kaswalder. Il comitato "Salviamo la piscina di Prabi" che da mesi difende l'impianto sportivo: "Si passa bruscamente a un utilizzo dell'area prettamente economico e non più sociale, pensato in funzione del vicino camping"

Smantellata la piscina olimpionica di Prabi, ma la terza raccolta firme arriva in Consiglio provinciale perché Arco cambi
di F.C.

TRENTO. La piscina olimpionica a Prabi di Arco arriva in Consiglio provinciale. Da tempo al centro di un grande dibattito, la più grande vasca del Trentino, con le sue 10 corsie per 50 metri, è stata smantellata come da programma. Ma nonostante ciò, il comitato di cittadini che difende l'impianto sportivo ormai da mesi, ha depositato oggi (3 gennaio) al presidente Kaswalder la terza petizione per "salvare" la piscina.

 

"A nulla sono serviti la parola della Federazione nuoto, l'appello di Federica Pellegrini, le 1.200 firme in municipio, la proposta concreta di mantenere almeno cinque corsie della vasca grande di 50 metri", dichiarano i tre rappresentanti del comitato, Gabriella Poma, Andrea Suman e Jacqueline Calacoci.

 

Realizzata 50 anni fa e gestita dall'azienda municipalizzata del Comune, la struttura che ha ospitato molti nuotatori altogardesani, verrà ora completamente rivisitata. Il comitato cittadino "Salviamo la piscina di Prabi" da mesi ormai sta lanciando appelli e raccolte firme. Proprio questa mattina sono state consegnate 220 firme al presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, l'ennesimo tentativo di "convincere l'amministrazione comunale arcense a cambiare almeno parzialmente rotta", riporta la Pat.

A Prabi intanto sono già cominciati i lavori con 7 milioni e mezzo di euro di spesa per creare un nuovo centro natatorio: "Abbiamo aggiunto accanto alla vasca da 25 metri per 10 con 5 corsie, una vasca tuffi con 2 trampolini da 1 metro e parete arrampicata, una vasca fun con idromassaggio e anello corrente, quella per bambini da 60 metri quadri, uno spray park e uno scivolo", aveva dichiarato il sindaco di Arco, Alessandro Betta, intervistato da il Dolomiti.

 

"Siamo la provincia più sportiva d'Italia, ma calpestiamo così le aspettative di chi pratica lo sport - riferiscono i rappresentanti -. Visto che si passa bruscamente a un utilizzo dell'area prettamente economico e non più sociale, pensato in funzione del vicino camping, ci chiediamo anche se la società in-house del Comune poteva muoversi in questo modo spiccio, tra l'altro senza trasparenza amministrativa come ha potuto constatare anche il difensore civico provinciale". Il sindaco ha però sostenuto che le attività del nuoto "non verranno cancellate".

 

Il presidente Kaswalder assicura che il tema sarà trattato in Commissione con audizioni, pur rimanendo chiaro come tutto dipenda dalle autonome scelte dell'amministrazione comunale.

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