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| 21 feb 2023 | 12:04

Vietare il battesimo dei minori, Giacomini dopo Cia pronto a querelare Meloni e Fratelli d'Italia: ''Prendano le distanze ed espellano il consigliere provinciale''

Qualche giorno fa il referente trentino dell'Unione atei e agnostici razionalisti e consigliere comunale a Massimeno, Giacomini, su Micromega prima e su il Dolomiti poi ha pubblicato un intervento che cominciava così: ''Il battesimo religioso dovrebbe essere vietato ai minori. Se non a diciotto anni almeno fino ai dodici”. La notizia è rimbalzata su molti media nazionali ma allo stesso tempo sono arrivate minacce a Giacomini e alla sua famiglia. Poi la querelle con Claudio Cia

Vietare il battesimo dei minori, Giacomini dopo Cia pronto a querelare Meloni e Fratelli d'Italia

TRENTO. E' pronto a querelare non solo il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Cia ma anche il partito nazionale e la stessa presidente del consiglio Giorgia Meloni qualora non dovessero prendere le distanze da quanto espresso in un comunicato stampa dallo stesso Cia. Alessandro Giacomini ha scritto oggi alla presidente del consiglio, al presidente dell'assemblea nazionale di Fdi Ignazio La Russa e al presidente della direzione nazionale del partito Edmondo Cirielli perché procedano alla ''espulsione di Claudio Cia dal partito'' e se ciò non dovesse avvenire procederà ad ''estendere la querela alla Presidente Giorgia Meloni''.

 

La ragione? ''Voglio ricordare - spiega Giacomini - alla Presidente Giorgia Meloni e al suo preposto Claudio Cia, che non c’è differenza tra uccidere personalmente e prendere decisioni che invieranno altri ad uccidere''. Ma cosa è successo? Qualche giorno fa il referente trentino dell'Unione atei e agnostici razionalisti e consigliere comunale a Massimeno, Giacomini, su Micromega prima e su il Dolomiti poi ha pubblicato un intervento che cominciava così: ''Il battesimo religioso dovrebbe essere vietato ai minori. Se non a diciotto anni almeno fino ai dodici” (Qui Blog). Ben presto la sua proposta (articolata anche sulla base di quanto sancito dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia), rilanciata in tutto il Paese e apparsa anche su 'Mattino Cinque News', e poi è rimbalzata su varie testate e televisioni nazionali scatenando una discussione che, però, è in parte sfociata in una pioggia di insulti minacce rivolte a lui e ai suoi famigliari.

 

Frasi molto pesanti e considerazioni inquietanti che lo hanno spinto a rivolgersi ai carabinieri. “Non mi aspettavo una risonanza di questo tipo – spiegava Giacomini a il Dolomiti – e sono estremamente rattristato dai terribili insulti (rivolti sia a me che ai miei cari) e preoccupato delle minacce ricevute. Tutto il materiale che ho raccolto è stato comunque inviato ai carabinieri, con i quali nei prossimi giorni stabiliremo una strategia. Da quanto ho capito dovrebbe comunque essere possibile risalire ai dispositivi dai quali sono partite le minacce”.

 

Nei giorni successivi è arrivata una presa di posizione del consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Cia che ha bollato la proposta di Giacomini come “priva di fede” (considerazione piuttosto tautologica) aggiungendo: ''Oltre a volerci privare della presenza del crocifisso i nostrani difensori dei diritti 'civili' e delle libertà (ovviamente le loro), ora vorrebbero proibire il battesimo ai minori (...). Tutto ciò è paradossale, soprattutto se consideriamo che questi signori sono gli stessi che si disinteressano dei bambini quando si tratta di difendere il diritto alla vita e ad avere una famiglia naturale”. Giacomini ha ritenuto queste parole diffamatorie e ha querelato Cia il quale ha controreplicato spiegando che ''esiste la libertà di opinione'' ricordando che in passato aveva querelato lui Giacomini perché su Facebook lo stesso, in un commento, aveva scritto: “Ora dobbiamo usare armi non convenzionali. Ad ogni suicidio legato
all’omofobia va corrisposto un politico di turno, ad esempio Claudio Cia è un assassino, ha ucciso..
.” eppure il giudice aveva archiviato perché ''era stata scritta - commentava Cia - nell'ambito di un'aspra contesa politica''. Ecco perché, a maggior ragione, la querela di Giacomini da Cia è letta come un attacco alla sua libertà di opinione.

 

''A seguito di ciò - chiarisce Giacomini nella sua lettera a Meloni e agli alti dirigenti di Fratelli d'Italia - il consigliere di Fratelli D’Italia Consigliere Claudio Cia per meri fini elettorali, in Trentino Alto Adige ad ottobre ci saranno le consultazioni elettorali regionali, pur essendo conscio della delicata situazione personale e famigliare di Giacomini Alessandro, ha inviato un comunicato stampa di Fratelli D’Italia nel quale si evince la crudele strategia. Accusandolo, proprio in riferimento ai minori, che Giacomini Alessandro predilige la morte di essi:  ''il loro diritto alla vita'' e non soddisfatto aggiunge che Giacomini Alessandro li vuole sottrarre alle “ famiglie naturali “. Dopo il sopraccitato comunicato stampa di Fratelli D’Italia, per ovvi motivi, si sono intensificate le intimidazioni a carico di Giacomini Alessandro e ai suoi famigliari''. 

 

''Per attestare la più totale estraneità ai fatti descritti nel comunicato stampa - conclude nella lettera Giacomini - e per difendere la (mia ndr) onorabilità nelle gravissime affermazioni che si evincono nel comunicato stampa di Fratelli D’Italia, (mi ndr) obbligano a sporgere querela, non solo all’esponente regionale di Fratelli D’Italia Claudio Cia ma nell’eventualità di un diniego del partito di Fratelli D’Italia nella espulsione di Claudio Cia dal partito, di estendere la querela alla Presidente Giorgia Meloni. Voglio ricordare alla Presidente Giorgia Meloni e al suo preposto Claudio Cia, che non c’è differenza tra uccidere personalmente e prendere decisioni che invieranno altri ad uccidere''.

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