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Trento
19 ottobre | 13:30

Zaia tuona: "Le discipline olimpiche vanno redistribuite". Nella diatriba c'è chi prova a mettere in mezzo il Trentino: portate lo sci nordico da Tesero all'Altopiano di Asiago

Ipotesi, questa, che appare irrealizzabile: il Centro del Fondo di Tesero e lo Centro del Salto sono due strutture d'eccellenza a livello mondiale, la disposizione logistica è pressoché imbattibile. Si parla di trasferire l'hockey su ghiaccio e lo sci alpinismo in Veneto, ma Milano non vuole mollare. E, intanto, il Piemonte s'inserisce per le gare di bob, slittino e skeleton, ma per sistemare la pista di Cesana servono tanti soldi

A sinistra il centro del fondo di Tesero, a destra lo stadio del salto di Predazzo
A sinistra il centro del fondo di Tesero, a destra lo stadio del salto di Predazzo

CORTINA. Nella "diatriba olimpica" tra Lombardia e Veneto c'è chi vorrebbe mettere in mezzo il Trentino. Perse le gare di bob, slittino e skeleton (che, ancora, non si sa dove verranno disputate: Saint Moritz? Innsbruck? Cesana? In campo adesso è sceso anche il presidente del Piemonte che sta spingendo per la pista "di casa", che andrebbe però riqualificata), originariamente in programma a Cortina dove, invece, la pista non verrà realizzata, il Veneto alza la voce e chiede una redistribuzione delle discipline olimpiche. Il Governatore veneto Luca Zaia è stato chiarissimo in proposito e le sue dichiarazioni non lasciano spazio a diverse interpretazioni. Non esistono "se" e "ma".

 

"Non possiamo pensare che le Olimpiadi di Cortina - queste le sue parole - siano le Olimpiadi meno il bob. Dovranno essere le Olimpiadi meno il bob più altre gare. Chiederemo una redistribuzione delle discipline olimpiche: il quadro deve essere ridisegnato. Non è tabù".

 

Al momento, dunque, le Olimpiadi sono soprattutto "di Milano", con un "pezzetto" di Cortina, Alto Adige e Trentino. Alla località ampezzana sono rimaste ora solamente le gare di sci alpino femminile e il curling, mentre la nostra Provincia ospiterà tutte le prove di sci nordico (sci di fondo), combinata nordica e salto con gli sci nelle strutture di Tesero e Predazzo. In origine, è bene ricordare, l'impianto di Baselga di Pinè avrebbe dovuto ospitare le prove di pattinaggio velocità, poi trasferite alla fiera di Rho (anche in questo caso non senza polemiche visto si era parlato dell'Oval di Torino) per i costi, ritenuti eccessivi, per ammodernare e rendere "olimpica" la struttura pinetana (Qui articolo). In Alto Adige, invece, sarà localizzato il biathlon con la struttura di Anterselva che sarà l'epicentro del movimento con sci e carabina.

 

Dunque il Veneto che chiede una redistribuzione delle discipline (sono 16, in tutto, compreso "l'ultimo arrivato", lo sci alpinismo), ma concretamente cosa potrebbe ottenere? C'è chi ipotizza l'hockey su ghiaccio e lo sci alpinismo e chi, invece, come un quotidiano on line della provincia di Vicenza e un discreto numero di commentatori, addirittura chiede a Zaia di "pescare" in Trentino le gare di sci nordico e di portarle sull'Altopiano di Asiago.

 

La questione può essere tranquillamente derubricata a "FantaOlimpiade", non solamente con la locuzione "per il momento", ma in generale. Il Centro del Fondo di Tesero è infatti una struttura di primissimo livello, che in passato ha già ospitato per tre i volte i Mondiali fondo (nel 1991, nel 2003 e nel 2013), oltre a tantissimi altri appuntamenti di livello internazionale, come ad esempio le Universiadi invernali del 2013 e il Tour de Ski. Stesso discorso vale per il meraviglioso Stadio del Salto di Predazzo, teatro delle gare di salto con gli sci e delle prove di salto della combinata nordica, situato a pochi chilometri dal Tesero e, dunque, anche da un punto di vista logistico, assolutamente imbattibile rispetto a qualsiasi altra soluzione.

 

La "partita", dunque, si giocherà sull'asse Milano - Venezia. La Lombardia ha fatto all in, accaparrandosi pure il pattinaggio di velocità nel momento in cui il Trentino ha detto "no", per il quale verrà realizzata una struttura provvisoria all'interno dei padiglioni della fiera di Rho. Torino aveva provato ad inserirsi, forte anche del supporto del ministro della infrastrutture Matteo Salvini, ma poi non se n'era fatto più nulla e adesso cosa accadrà? Impensabile che Milano molli l'hockey su ghiaccio, forse potrebbe cedere lo sci alpinismo, ma poi dovrebbe fare i conti con i malumori di Bormio, che si ritroverebbe ad ospitare solamente le gare di sci alpino maschile e, dunque, addirittura con meno appuntamenti di Cortina. E, comunque, lo "zuccherino" dello sci alpinismo non sarebbe sufficiente per accontentare Zaia, pronto a sbattere il pugno sul tavolo per ottenere un'altra disciplina importante da portare all'ombra delle Dolomiti venete.

 

Un bel guazzabuglio sportivo, insomma, con il centro ampezzano preoccupato anche per la questione riguardante il Villaggio Olimpico, che dovrà essere costruito in base al numero di atleti, tecnici e accompagnatori presenti. Al momento i numeri sarebbero risicati (considerando anche che gli atleti top solitamente scelgono di non pernottare all'interno del villaggio, ma in strutture private). Dunque, quanti saranno? Quante discipline verranno ospitate a Cortina? Impossibile dirlo al momento e il tempo è il nemico principale, considerate le scadenze imposte dal Cio, che ha già dimostrato di non essere troppo disposto a deroghe e proroghe.

 

A 841 giorni dalla cerimonia inaugurale, anche questa in programma a Milano allo stadio San Siro, i punti interrogativi cominciano ad essere tanti. Forse troppi. Gli interessi elevatissimi e le soluzioni poche. Accontentare tutti sarà impossibile, ma chi sarà disposto a cedere? In questo caso lo spirito olimpico c'entra poco. Anzi nulla.

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