A Sardagna si va verso il "ribaltone" politico: pronta la mozione di sfiducia nei confronti della presidentessa Giulia Degasperi dopo la vicenda "multe a raffica" nel sobborgo
Per ora non vi è ancora il "nero su bianco", ma la sensazione è che non si dovrà attendere molto prima che venga depositata la mozione. E, a quel punto, in mancanza dell'unanimità (che non è escluso possa esserci), si andrebbe alla "conta" dei voti in sede di consiglio

SARDAGNA. Inutile girarci troppo attorno: la situazione è e resta molto tesa nel consiglio circoscrizionale di Sardagna, a tal punto che nei prossimi giorni potrebbe arrivare uno "scossone" politico.
Le bocche di tutti sono cucitissime data la delicatezza della situazione, ma quella che prima era una semplice "voce" adesso è diventato un "ritornello" a microfoni spenti: il consiglio circoscrizionale vorrebbe infatti rimuovere la presidentessa Giulia Degasperi dal proprio incarico.
Per ora non vi è ancora il "nero su bianco", ma la sensazione è che non si dovrà attendere molto prima che venga depositata la mozione di sfiducia. E, a quel punto, in mancanza dell'unanimità (che non è escluso possa esserci), si andrebbe alla "conta" dei voti in sede di consiglio.
La "vicenda" multe a raffica nel sobborgo (QUI ARTICOLO) è approdata la scorsa settimana in consiglio comunale con il sindaco Franco Ianeselli che, rispondendo all'interrogazione della consigliera della Lega Bruna Giuliani, ha comunicato ufficialmente che a sollecitare l'intervento della Polizia Locale non è stata la Circoscrizione (come qualcuno aveva ipotizzato: da qui la risposta del primo cittadino di Trento), bensì la presidentessa Degasperi in prima persona, con mail istituzionale. (QUI ARTICOLO).
La notizia ha fatto trasalire l'intera comunità di Sardagna. Le sanzioni comminate (più di 50 nel giro di pochi mesi) sono tutte ovviamente giustificate, perché emesse in presenza di violazioni accertate per divieto di sosta, ma la questione è diventata "politica": ciò che agli abitanti e ai consiglieri circoscrizionali del popoloso sobborgo cittadino non è andato giù è il fatto che, di fronte ad un'oggettiva problematica, quella legata al numero di parcheggi disponibili, non vi sia stato un momento di confronto pubblico per individuare una soluzione "tampone" in attesa della realizzazione di uno spazio pubblico adibito allo stallo delle vetture.
In tal senso il comune di Trento si è già attivato da tempo, presentando ad inizio febbraio due diversi progetti (QUI ARTICOLO), come raccontato a Il Dolomiti dall'assessore comunale Italo Gilmozzi, che aveva sottolineato come, arrivati a questo punto, ad esprimersi in maniera definitiva debba essere il consiglio circoscrizionale, individuando la soluzione migliore per il sobborgo.
Prima di questo, però, il consiglio circoscrizionale dovrà inevitabilmente risolvere quello che è diventata, adesso, una questione meramente politica.













